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Da Pax Silica al quantum. Italia e Usa trasformano la diplomazia tecnologica in partnership industriali

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Washington ospita il terzo US-Italy Dialogue on Trusted Technologies for Democracies, che riunisce rappresentanti istituzionali, imprese, investitori e centri di ricerca. Il nuovo acceleratore punta a connettere gli ecosistemi dell’innovazione dei due Paesi, rafforzando una partnership tecnologica sempre più centrale per la sicurezza economica transatlantica

Italia e Stati Uniti lanciano un nuovo acceleratore transatlantico per sviluppare partnership tra investitori, imprese, centri di ricerca e startup sulle due sponde dell’Atlantico. L’iniziativa, presentata nell’ambito del terzo US-Italy Dialogue on Trusted Technologies for Democracies, in programma a Washington il 15 e 16 ottobre, rappresenta un ulteriore passo nel percorso volto a trasformare la cooperazione tecnologica bilaterale in opportunità industriali e di investimento.

L’US-Italy Trusted Tech Accelerator, sostenuto dal Krach Institute for Tech Diplomacy della Purdue University, intende creare una struttura operativa capace di collegare gli ecosistemi dell’innovazione dei due Paesi. Il primo obiettivo è favorire la nascita di partnership tra reti industriali e di ricerca italiane e americane, con l’ambizione più ampia di facilitare il trasferimento tecnologico, mobilitare capitali e accelerare la commercializzazione delle innovazioni.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio lavoro diplomatico condotto dall’ambasciatore italiano a Washington, Marco Peronaci, per rafforzare la relazione bilaterale attraverso la sicurezza economica, l’innovazione tecnologica e la cooperazione industriale. In questo rapporto in evoluzione, le trusted technologies stanno diventando uno dei principali canali di dialogo tra Roma e Washington, affiancandosi alle tradizionali dimensioni della collaborazione politica, economica e di sicurezza.

Una figura centrale di questo percorso è Roberto Baldoni, Senior Advisor for Technology and Innovation dell’Ambasciata italiana, che svolge un ruolo di impulso tecnico e politico nel consolidamento del dialogo. L’acceleratore nasce proprio per sviluppare partnership capaci di collegare capitali, industria, centri di ricerca e startup italiani e statunitensi.

Da Pax Silica alla cooperazione industriale

L’appuntamento di Washington si inserisce in una sequenza di sviluppi che hanno progressivamente portato la sicurezza tecnologica al centro delle relazioni tra Italia e Stati Uniti. L’adesione italiana alla Dichiarazione Pax Silica ha rafforzato la partecipazione di Roma al quadro di cooperazione promosso dagli Stati Uniti per costruire catene del valore tecnologiche affidabili, dai semiconduttori all’intelligenza artificiale, fino ai minerali critici. Il successivo accordo bilaterale sulle materie prime critiche ha ulteriormente consolidato la dimensione industriale di questo allineamento.

Questi sviluppi si collocano in una relazione diplomatica nella quale Roma e Washington cercano di connettere priorità strategiche e opportunità economiche, anche sulla base del rapporto politico tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente Donald Trump, recentemente rinvigorito dalle dichiarazioni di apprezzamento fatte dall’americano nei confronti della premier.

Il dialogo di Washington aggiunge a questo processo una dimensione operativa. Non a caso, tra i principali partecipanti americani figura Jacob Helberg, Under Secretary of State for Economic Affairs e uno degli architetti di Pax Silica, che interviene insieme all’ambasciatore Peronaci in una discussione dedicata alla costruzione dell’ecosistema delle tecnologie affidabili.

La presenza di alti funzionari di diversi dipartimenti dell’amministrazione americana dimostra quanto la cooperazione tecnologica sia ormai intrecciata con sicurezza nazionale, politica industriale e diplomazia economica.

Joseph Jewell, Assistant Secretary of War for Science and Technology, porta la prospettiva dell’innovazione applicata alla difesa, mentre il Department of Energy è rappresentato da William Schirano, Deputy Assistant Secretary for Multilateral Engagement and Market Development, e Hal Finkel, Associate Director for Advanced Scientific Computing Research.

La partecipazione di rappresentanti dei dipartimenti di Stato e del Commercio, tra cui Nicole Johnson, Brad McKinney e David Fogel, conferma il coinvolgimento dell’amministrazione statunitense nell’iniziativa.

Sul versante italiano, la rappresentanza istituzionale comprende Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, e Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, che interviene attraverso un videomessaggio. La presenza del presidente della Lombardia Attilio Fontana e del presidente del Lazio Francesco Rocca, insieme a rappresentanti del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, evidenzia inoltre il ruolo degli ecosistemi territoriali dell’innovazione e le loro potenziali connessioni con le controparti americane.

Costruire un ecosistema di tecnologie affidabili

Il dialogo di due giorni combina una prima giornata di discussioni operative, il 15 ottobre, con una sessione istituzionale presso l’Ambasciata italiana il 16 ottobre. Tra le figure impegnate nel percorso di cooperazione figura Janice deGarmo, Chief Global Engagement Officer del Krach Institute for Tech Diplomacy. L’agenda riflette una consapevolezza crescente: la leadership tecnologica dipende sempre più dalla capacità di integrare ricerca, competenze industriali, strumenti finanziari e accesso ai mercati.

L’acceleratore si concentra sull’intelligenza artificiale avanzata, sulla physical AI e sulla robotica, sulle tecnologie quantistiche, sul calcolo ad alte prestazioni e sulla cybersicurezza. L’energia viene considerata un’infrastruttura abilitante essenziale, mentre le scienze della vita rappresentano uno dei principali ambiti di applicazione delle tecnologie emergenti.

Il settore quantistico offre, in particolare, un possibile terreno di complementarità tra i due Paesi. L’Italia dispone di competenze scientifiche consolidate nella fisica quantistica, nella fotonica, nella sensoristica e nelle tecnologie di comunicazione sicura, sviluppate attraverso università, centri di ricerca e programmi nazionali. La Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, adottata nel 2025, punta proprio a rafforzare il collegamento tra ricerca, trasferimento tecnologico e industria.

Queste capacità possono rappresentare un elemento di interesse per gli Stati Uniti, soprattutto laddove si integrino con le risorse finanziarie, le infrastrutture tecnologiche e la capacità americana di portare innovazioni avanzate verso applicazioni industriali e commerciali. Il potenziale non riguarda soltanto il quantum computing, ma anche componenti, materiali, sistemi di misurazione e tecnologie abilitanti, settori nei quali la specializzazione scientifica può tradursi in partnership mirate.

Resta tuttavia una questione di scala. L’esistenza di competenze scientifiche non garantisce automaticamente la capacità di industrializzarle, né assicura che i risultati della ricerca si trasformino in imprese competitive. Proprio per questo, un acceleratore bilaterale potrebbe offrire uno strumento utile per collegare le eccellenze italiane alle reti americane di investimento e sviluppo tecnologico, a condizione che emergano progetti concreti, sostenibili e reciprocamente vantaggiosi.

Questo approccio riflette una trasformazione più ampia della competizione tecnologica internazionale. Garantirsi l’accesso alle tecnologie avanzate non significa soltanto sviluppare capacità nazionali, ma anche costruire partnership affidabili lungo le catene di approvvigionamento, nelle reti della ricerca e nei sistemi finanziari. Il concetto di trusted interdependence punta proprio a conciliare sovranità tecnologica e cooperazione internazionale tra partner democratici.

Un ulteriore obiettivo è esplorare la creazione di una Transatlantic Investment Facility, pensata per mobilitare capitali privati attraverso il sostegno di risorse pubbliche. Il modello finanziario proposto prevede una partecipazione pubblica del 20%, equamente ripartita tra Italia e Stati Uniti, e il restante 80% proveniente da investitori industriali e finanziari privati. La partecipazione di istituzioni finanziarie, tra cui SACE, Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo ed Export-Import Bank of the United States, riflette la volontà di collegare la cooperazione tecnologica a strumenti di investimento capaci di sostenere progetti industriali.

Una connessione strategica tra Roma e Washington

Il significato dell’iniziativa di Washington va oltre il lancio dell’acceleratore. In un contesto internazionale sempre più segnato dalla competizione sull’intelligenza artificiale, sulle infrastrutture di calcolo, sui minerali critici e sulla manifattura avanzata, le partnership tecnologiche stanno diventando una componente essenziale della sicurezza economica.

Per l’Italia, l’opportunità consiste nel collegare le proprie capacità industriali e scientifiche alle reti americane della tecnologia, dei capitali e dell’innovazione, rafforzando al tempo stesso il proprio posizionamento nella più ampia architettura tecnologica transatlantica.

Per Washington, la cooperazione con Roma offre accesso a una delle principali economie manifatturiere europee, a competenze industriali specializzate e a ecosistemi di ricerca che possono contribuire allo sviluppo di catene del valore tecnologiche resilienti. La sfida è ora garantire che l’allineamento politico produca risultati industriali tangibili.

Il lancio dell’US-Italy Trusted Tech Accelerator rappresenta un tentativo di rispondere proprio a questa esigenza, trasformando una crescente convergenza diplomatica in un meccanismo strutturato di investimento, collaborazione scientifica e sviluppo tecnologico.

Mentre Roma e Washington approfondiscono la cooperazione nel quadro di Pax Silica, le trusted technologies si affermano come uno dei pilastri della relazione bilaterale e, sempre più, come uno strumento concreto della strategia transatlantica.


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