Il ceo di Exor e presidente di Vento getta uno sguardo sul futuro e prevede una proliferazione di imprese tecnologiche. Partendo dalla consapevolezza che l’Intelligenza Artificiale è come il fuoco milioni di anni fa
John Elkann il visionario. Il ceo di Exor e presidente di Vento per un giorno smette il vestito grigio da industriale per vestire i panni comodi e informali dello startupper. E lo ha fatto dalle ex Officine Gran Riparazioni di Torino, il luogo dove un tempo si fabbricavano treni oggi si coltivano idee e tecnologie, grazie a rassegne del calibro di Wave by Vento, una delle principali conferenze tech in Europa e punto di incontro internazionale per founder, programmatori, appassionati e imprenditori del digitale e organizzata proprio dal fondo creato da Elkann.
Punto di partenza, l’Intelligenza artificiale, che per il nipote dell’Avvocato è il nuovo fuoco. “Siamo davanti a una rivoluzione tecnologica assoluta capace di cambiare la storia umana. Stiamo parlando dei primi momenti in cui noi umani cercavamo di capire come usare il fuoco e fare in modo che questo fuoco fosse usato, non bruciasse tutto”, ha metaforicamente spiegato il numero uno di Stellantis. “Dunque per noi quello che è importante non è concentrarci su cosa possiamo non più fare, ma è concentrarci su cosa possiamo fare che non immaginavamo fare”. Il messaggio di Elkann, che proprio pochi giorni fa ha aperto il suo primo profilo Linkedin, è fin troppo chiaro, l’Intelligenza Artificiale è un nuovo inizio, quasi l’alba di una nuova umanità.
Un paragone che serve a spiegare una traiettoria universale in cui l’innovazione tenderà a uniformare le geografie mondiali. “Dopodiché, se uno guarda a tutte le cose che siamo riusciti a fare grazie al fuoco, mai se le sarebbe immaginate allora», chiarisce il manager allontanando ogni allarmismo”. Ovviamente il ragionamento di Elkann si è poi ristretto sull’Italia. La Penisola gioca un ruolo centrale in questa partita globale grazie al suo immenso capitale umano. “In Italia noi abbiamo tantissimo talento. Italiane e italiani, sia in Italia che nel mondo, hanno dimostrato grandissime capacità. Quello che avevamo osservato è che spesso non combaciavano, nel senso che chi era molto abile tecnicamente non aveva necessariamente il coraggio imprenditoriale, e chi aveva il coraggio imprenditoriale non aveva necessariamente le competenze tecniche”.
Da qui a fare due conti il passo è breve. Il ceo di Exor si aspetta nella sola Italia ben mille nuove startup in dieci anni. “Vento è veramente interessata agli italiani, dunque noi crediamo che gli italiani siano straordinari e che abbiano una fortissima capacità, dunque il nostro obiettivo è proprio di aiutare a valorizzare quella loro abilità e permettere a loro di creare in Italia e fuori. L’orizzonte del prossimo decennio punta a una crescita in forte accelerazione. L’ambizione per i futuri dieci anni prevede la creazione di oltre mille nuove imprese e gli investimenti si indirizzano con decisione verso settori di frontiera. Il grosso degli investimenti in Vento va verso delle conoscenze, delle industrie che non esistono. E Torino ha tradizionalmente sempre avuto una fortissima spinta al futuro», annota il fondatore riducendo al minimo il focus cittadino per abbracciare l’intero potenziale nazionale”.
















