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Investimenti e partnership, così Almunajjed annuncia la missione saudita in Italia

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Il presidente del Saudi Italian Business Council annuncia a Formiche.net una missione nel nostro Paese nella prima settimana di novembre, con appuntamenti a Roma, Treviso e Venezia. Al centro della visita, il raccordo con Cdp, Confindustria, Cna e Confindustria Veneto Est dopo il memorandum siglato a Riad con la Federation of Saudi Chambers. L’obiettivo è trasformare il dialogo tra Roma e Riad in partnership industriali, investimenti e opportunità per le Pmi

Una delegazione saudita sarà in Italia nella prima settimana di novembre, con tappe a Roma, Treviso e Venezia e incontri con Cassa Depositi e Prestiti, Confindustria, Cna e Confindustria Veneto Est. Ad annunciarlo a Formiche.net è Kamel Almunajjed, presidente del Saudi Italian Business Council, a margine della firma a Riad dell’accordo tra Cdp e Federation of Saudi Chambers.

“Il Saudi Italian Business Council guiderà una importante delegazione saudita in Italia, con rappresentanti di enti e istituzioni governative e numerose imprenditrici e imprenditori provenienti da tutte le regioni del Regno”, spiega Almunajjed. Una missione che punta a trasformare i rapporti costruiti negli ultimi anni tra il sistema imprenditoriale saudita e quello italiano in iniziative industriali, commerciali e finanziarie più strutturate.

“L’intesa appena siglata rappresenta un passo importante verso una cooperazione concreta tra le imprese dei due Paesi”, aggiunge il presidente del Saudi Italian Business Council. “Vogliamo trasformare le relazioni costruite negli ultimi anni con Confindustria e Cna, attraverso delegazioni, forum e incontri diretti, in un flusso continuativo di opportunità d’affari, investimenti e progetti comuni”.

La piattaforma Cdp

Il riferimento è al memorandum of understanding sottoscritto a Riad tra Cassa Depositi e Prestiti e Federation of Saudi Chambers, una delle due intese concluse dalla delegazione guidata dall’amministratore delegato di Cdp Dario Scannapieco durante il roadshow nel Golfo.

L’accordo punta a favorire l’incontro tra aziende italiane e saudite attraverso la piattaforma Cdp Business Matching. Lo strumento dovrebbe rendere più rapido l’accesso a potenziali partner industriali, tecnologici, commerciali e finanziari, sostenendo sia le imprese italiane interessate al mercato saudita sia quelle del Regno che guardano all’Italia.

“Una società saudita alla ricerca di tecnologia italiana, oppure un’azienda italiana interessata a trovare un partner nel Regno, potrà avviare interlocuzioni più mirate”, osserva Almunajjed. “La Federation of Saudi Chambers e il nostro Consiglio incoraggeranno le imprese a utilizzare questo strumento e seguiranno le occasioni più promettenti”.

L’obiettivo, quindi, non è limitarsi a mettere in contatto imprese dei due Paesi, ma accompagnare le interlocuzioni sino alla definizione di opportunità realmente realizzabili. Le parti prevedono di individuare referenti dedicati, chiamati a sostenere aziende e investitori nell’identificazione dei settori prioritari, nella selezione delle controparti e nella costruzione dei progetti.

Il ruolo di Simest

Nella prospettiva del Saudi Italian Business Council, un ruolo centrale può essere giocato da Simest, controllata del gruppo Cdp dedicata al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane.

“La presenza di Simest a Riad e il suo sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane possono favorire l’ingresso e il rafforzamento, soprattutto delle Pmi, nel mercato saudita”, sottolinea Almunajjed. “Parallelamente, le aziende saudite interessate a commerciare, investire o operare in Italia potranno individuare partner e opportunità adeguate”.

Secondo Almunajjed, l’Italia rappresenta il principale partner saudita nel comparto delle piccole e medie imprese. Le aziende italiane, afferma, mettono a disposizione competenze specialistiche nell’ingegneria, nella tecnologia e nella manifattura; le imprese saudite, invece, possono offrire conoscenza del mercato locale, capacità di investimento e possibilità di crescita legate alla trasformazione del Regno.

Le aree individuate come più promettenti sono commercio, infrastrutture, telecomunicazioni, industria, energia e turismo. Un perimetro coerente con gli obiettivi della Vision 2030 saudita, che punta alla diversificazione dell’economia nazionale, allo sviluppo di nuovi comparti produttivi e alla riduzione della dipendenza dalle entrate petrolifere.

Expo 2030 e l’Africa

Nelle parole di Almunajjed, Expo 2030 Riyadh può diventare un ulteriore moltiplicatore di opportunità. “Un’occasione tempestiva e concreta per mettere insieme i punti di forza dei due sistemi imprenditoriali”, dice il presidente del Saudi Italian Business Council.

Il tema non riguarda soltanto l’Esposizione universale, ma il ciclo di investimenti in infrastrutture, mobilità, accoglienza, costruzioni, digitale, servizi e sviluppo urbano che la precederà e accompagnerà. Per le imprese italiane, in particolare per le Pmi inserite nelle filiere della progettazione, dell’impiantistica, della manifattura e del made in Italy, il mercato saudita può rappresentare una delle principali direttrici di crescita internazionale.

L’altro memorandum firmato da Cdp a Riad, con il National Development Fund saudita, si muove su un piano complementare. L’intesa mira a facilitare gli investimenti industriali italiani nel Regno, anche attraverso gli strumenti di Cdp e Simest, e apre alla possibilità di fondi tematici e cofinanziamenti in Paesi terzi, con un’attenzione particolare all’Africa.

La missione del gruppo Cdp ha toccato Doha, Abu Dhabi, Riad e Jeddah. Nella città saudita sul Mar Rosso, la delegazione ha incontrato la Islamic Development Bank per avviare iniziative legate all’accordo firmato nel 2025, in particolare su progetti infrastrutturali e di sviluppo nel continente africano. La visita a King Abdullah Economic City e il confronto con Zahid Group hanno invece offerto l’occasione per approfondire possibili collaborazioni industriali e produttive.

La scommessa dell’operatività

Il messaggio che emerge dall’annuncio della missione saudita di novembre e dagli accordi siglati da Cdp è quello di una relazione economica tra Roma e Riad che cerca di assumere una dimensione più permanente.

“Ora il compito è rendere effettivo l’accordo: coinvolgere le aziende nella piattaforma, definire i settori prioritari, stabilire punti di contatto chiari e accompagnare le presentazioni fino alla realizzazione di progetti reali”, conclude Almunajjed. “È così che la partnership potrà aprire nuovi orizzonti per le comunità imprenditoriali saudita e italiana”.

La verifica arriverà nei prossimi mesi, a partire dalla delegazione prevista in Italia. Per Cdp e per il sistema produttivo nazionale, la sfida consiste nel trasformare l’interesse saudita e la disponibilità finanziaria del Golfo in investimenti, partnership industriali e presenze imprenditoriali stabili.


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