Le autorità polacche hanno fermato un uomo sospettato di aver pianificato un attentato contro il premier Donald Tusk e il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz. L’allarme è partito da una segnalazione arrivata al servizio incaricato della protezione delle alte cariche dello Stato
Le autorità polacche hanno arrestato un uomo sospettato di aver pianificato un attacco contro il primo ministro Donald Tusk e il vicepremier e ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz. La vicenda, ricostruita dalla BBC, ha mobilitato nel giro di poche ore polizia, servizi di sicurezza e apparato antiterrorismo polacco.
L’allarme è scattato domenica dopo che il Służba Ochrony Państwa (Sop), il servizio responsabile della protezione delle più alte cariche istituzionali, ha ricevuto informazioni riguardanti un possibile attentato. La segnalazione è stata trasmessa alla polizia, mentre al Centro antiterrorismo dell’Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego (Abw), l’agenzia di sicurezza interna polacca, è stata convocata una riunione d’emergenza con i rappresentanti dei principali organismi coinvolti.
La valutazione iniziale non era quella di una minaccia generica. Jacek Dobrzyński, portavoce del coordinatore dei servizi speciali, ha spiegato che le autorità consideravano le informazioni ricevute particolarmente serie. Secondo quanto riferito dai media polacchi e ripreso dalla BBC, gli investigatori ritenevano che vi fosse una concreta possibilità che le minacce potessero tradursi in un’azione.
Il sospettato, arrestato, è un cittadino polacco sulla sessantina fermato nella regione della Bassa Slesia, identificato attraverso un’analisi dettagliata dei contenuti pubblicati online.
Riguardo il movente e l’eventuale esistenza di una rete alle spalle dell’uomo, le informazioni restano limitate. Le autorità non hanno fornito elementi sufficienti per stabilire se il sospettato intendesse agire da solo né hanno indicato, allo stato attuale, collegamenti con servizi stranieri o strutture organizzate.
Il contesto, tuttavia, spiega la rapidità della reazione di Varsavia. La Polonia vive da mesi con un livello di allerta elevato, determinato dalla guerra in Ucraina, dal ruolo centrale del Paese nella logistica militare occidentale e dal timore di operazioni ibride contro il fianco orientale della Nato. A settembre lo stesso Tusk aveva dichiarato in Parlamento, citando valutazioni di intelligence, che la Russia potrebbe ricorrere ad azioni con droni o missili contro i Paesi che sostengono Kyiv, presentandole eventualmente come incidenti per mettere alla prova la coesione dell’Alleanza. Mosca ha respinto le accuse occidentali sulle proprie attività ibride.
A rendere più sensibile il quadro europeo è anche quanto riportato dal Financial Times, che ha raccolto le valutazioni di funzionari appartenenti a cinque servizi d’intelligence del continente. Secondo queste fonti, Mosca starebbe ampliando le proprie operazioni ibride fino a contemplare tentativi di colpire direttamente dirigenti dell’industria europea della difesa, compresi manager di aziende più piccole impegnate nella produzione di droni e componentistica destinata all’Ucraina. Diverse società avrebbero rafforzato negli ultimi mesi le misure di protezione personale dei propri vertici su indicazione delle autorità.
















