Il G7 ha concordato il rilascio di 100 milioni di barili dalle riserve strategiche per contenere la volatilità dei prezzi energetici. I leader hanno inoltre invitato a evitare restrizioni alle esportazioni e hanno condannato gli attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz. L’Italia ha proposto un dialogo strutturato tra i Grandi della Terra e i Paesi del Golfo per una risposta coordinata e stabile all’emergenza energetica
Il G7 prova a costruire una risposta coordinata alla nuova emergenza energetica, intervenendo sulle scorte ma guardando anche ai produttori del Golfo. Riuniti in videoconferenza in un vertice straordinario dedicato alla sicurezza energetica e alla stabilità dei mercati, i leader delle sette economie hanno concordato una serie di misure per contenere la volatilità dei prezzi e attenuarne l’impatto su famiglie e imprese.
Il passaggio più concreto riguarda le riserve strategiche. Il G7 ha deciso di procedere, attraverso il coordinamento dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), al rilascio di 100 milioni di barili nell’arco di quattro mesi, anticipando una quota significativa di gasolio nei primi venti giorni. I governi intendono inoltre coordinare i programmi di manutenzione delle raffinerie, evitando arresti simultanei della capacità produttiva e aumentando temporaneamente i tassi di utilizzo dove possibile. L’obiettivo dichiarato è intervenire soprattutto sulla pressione che sta interessando i prodotti raffinati e il diesel.
La risposta non riguarda però soltanto le scorte. I leader si sono impegnati a evitare restrizioni alle esportazioni di energia e prodotti energetici all’interno del G7 e hanno invitato gli altri produttori a non introdurre misure capaci di aggravare ulteriormente le tensioni. Alla Iea è stato affidato anche il compito di monitorare l’attuazione delle decisioni e presentare entro venti giorni un rapporto con eventuali ulteriori raccomandazioni, compreso il successivo ripristino delle riserve.
Sul piano geopolitico, il comunicato collega direttamente la crisi energetica alla situazione nello Stretto di Hormuz. Il G7 condanna gli attacchi iraniani contro i Paesi della regione e le conseguenze delle azioni di Teheran sul commercio internazionale e sulla sicurezza energetica, chiedendo il pieno ripristino della libertà di navigazione nello Stretto. I leader hanno inoltre confermato il mantenimento delle sanzioni contro la Russia, impegnandosi al tempo stesso a limitarne le ricadute sui mercati dei combustibili, del gas e delle altre materie prime.
In questo quadro si inserisce la posizione portata al vertice dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Secondo la nota di Palazzo Chigi, Meloni ha illustrato le misure adottate dal governo italiano per contenere l’impatto dei rincari, dal tetto ai prezzi dei carburanti concordato con le principali compagnie petrolifere agli interventi sulle accise e alle proposte avanzate alla Commissione europea.
Roma ha però spinto anche sulla dimensione internazionale della risposta. Meloni ha sostenuto un’azione coordinata sulle scorte concentrata in particolare sul gasolio e ha rilanciato la proposta italiana di aprire un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo. È un punto che va oltre la gestione immediata dell’emergenza. L’Italia sarà infatti co-host, insieme a Arabia Saudita e Nigeria, della ministeriale dell’International Energy Forum in programma a Riyadh l’11 ottobre, dedicata proprio alla sicurezza energetica e al rapporto tra Paesi produttori e consumatori. (International Energy Forum) In questa prospettiva, la proposta italiana punta a trasformare il coordinamento d’emergenza del G7 in un canale più stabile con una regione che resta centrale per gli equilibri energetici globali.
















