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Piano Mattei e Global Gateway, così Italia e Ue si espandono

La visita in Italia del Commissario per i partenariati internazionali dell’Unione europea mette in risalto la sinergia esistente tra i due progetti che puntano ad espandere l’influenza globale dei due soggetti che li hanno promossi. Oggi il continente africano è diventato un centro geopolitico di primissimo piano e la vacatio europea degli ultimi due lustri non può che essere sanata da una nuova forma di progettualità. Tramite il Piano Mattei, e quindi una visione non predatoria, il governo italiano intende rafforzare il proprio di ponte tra Europa e Africa

C’è una sottile linea rossa che lega due iniziative altamente strategiche come il Piano Mattei per l’Africa e la Strategia del Global Gateway dell’Unione europea: è il potenziale ruolo dell’Italia declinato in una cornice globale e non più solo continentale. Di questo e anche di sinergie, relazioni e progettualità tarate sulle Nazioni del vicinato meridionale hanno discusso a Palazzo Chigi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il commissario per i Partenariati internazionali dell’Unione europea, Josef Síkela, in visita in Italia (ieri ricevuto da Antonio Tajani e Adolfo Urso). Un’occasione per fare il punto delle iniziative da intraprendere in una direzione armonica e non legata al breve periodo, al netto di acceleratori “incidentali” come i fronti bellici (Gaza e Kyiv) e le tensioni nel continente africano (Sud Sudan e Congo).

Africa nuovo centro geopolitico

Punto centrale dell’incontro è stato “lo sviluppo di collaborazioni ad ampio spettro tra l’Unione europea e le Nazioni del Vicinato meridionale e dell’Africa nonché le sinergie tra il Piano Mattei e la Strategia del Global Gateway dell’Unione europea”, spiegano fonti italiane. Un tema su cui premier e commissario hanno condiviso l’importanza dell’evento organizzato dall’Italia insieme all’Ue per gli operatori di settore in programma a Roma il prossimo 27 marzo dal titolo “Il Piano Mattei per l’Africa e la Strategia Global Gateway dell’Unione europea: uno sforzo comune con il continente africano”. Ovvero la possibilità di legare idealmente due leve che si muovono con una sola consapevolezza: oggi il continente africano è diventato un centro geopolitico di primissimo piano e la vacatio europea degli ultimi due lustri non può che essere sanata da una nuova forma di progettualità. Tramite il Piano Mattei, e quindi una visione non predatoria, il governo italiano intende rafforzare il proprio ruolo di ponte tra Europa e Africa.

Espandere l’influenza di Ue e Italia

Un passaggio che lo stesso commissario ha sottolineato nelle sue giornate romane, incontrando altri ministri del governo italiano, l’European Political Club con gli amministratori delegati delle principali aziende e i principali rappresentanti dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), del Programma alimentare mondiale (Pam) e del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad): ha precisato che i due progetti insieme permettono di espandere “la nostra influenza nel mondo, insieme, all’interno di questi quadri d’azione, stiamo lavorando con il governo di Giorgia Meloni per rafforzare la sicurezza economica dell’Europa, espandere la nostra influenza globale e creare nuove opportunità per le aziende europee”. La posizione di Sikela è che solo rimanendo unito il vecchio continente può dare forma a questo cambiamento: “Solo un’Europa unita è un’Europa forte, e l’Italia vi gioca un ruolo cruciale”, ha scritto su X.

Protocollo con il Kenya

L’ultimo progetto in ordine di tempo alla voce Piano Mattei è quello legato all’idrogeno verde e ai biocarburanti sostenibili. Il protocollo è stato siglato con il Kenya dal sottosegretario al Mase Claudio Barbaro in occasione del “Berlin Energy Transition Dialogue”, uno dei forum più rilevanti al mondo sulla transizione energetica globale, promosso dal ministero degli Affari Esteri tedesco. L’intesa bilaterale con la Repubblica del Kenya segna un altro capitolo nella cooperazione tra i due Paesi, e prevede la promozione della transizione energetica attraverso il trasferimento tecnologico e la formazione nelle rinnovabili, con particolare attenzione all’idrogeno verde e ai biocarburanti sostenibili.

Da un lato, ha osservato Barbaro, il Kenya è ormai un attore chiave grazie al suo mix energetico sostenibile; dall’altro l’Italia, “leader globale nella geotermia, punta a rafforzare la collaborazione con il Paese africano ampliando il proprio business green e contribuendo alla sicurezza energetica del Paese Inoltre, il Kenya ha un ruolo prioritario per l’Italia, come testimoniato dalla sua inclusione tra i Paesi prioritari per la cooperazione italiana nel triennio 2024-2026 e tra i Paesi pilota del Piano Mattei per l’Africa”.


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