Apple e Google, storicamente rivali, hanno sorpreso il mondo con una partnership pluriennale che vedrà le funzionalità di Intelligenza Artificiale di prossima generazione di Apple, incluso il chatbot Siri, alimentato dalla tecnologia Gemini di Google. Le critiche dell’uomo più ricco del mondo
Due colossi e nemmeno tanto amici. Fino a ieri. Ma si sa, il mercato e le sue leggi fanno miracoli. Se poi c’è di mezzo la competività allora è tutto più facile. Apple e Google, storicamente rivali, hanno sorpreso il mondo annunciando una partnership pluriennale che vedrà le funzionalità di Intelligenza Artificiale di prossima generazione di Apple, incluso il chatbot Siri, alimentato dalla tecnologia Gemini di Google. La collaborazione rappresenta un cambiamento piuttosto significativo per l’azienda di Cupertino che è solita sviluppare internamente le proprie tecnologie.
L’accordo è arrivato dopo un’attenta valutazione da parte di Apple che ha considerato come la tecnologia IA di Google possa fornire la base più efficace per gli Apple Foundation Models. La stessa azienda fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak detta “entusiasta delle nuove esperienze innovative che sbloccherà per gli utenti Apple”. Secondo quanto riferito dalle due aziende, prima di questa decisione Apple ha preso in considerazione anche partnership con OpenAI, Anthropic e Perplexity, poi è arrivata la decisione definitiva. Nonostante la collaborazione con Google, Apple ha comunque sottolineato che il suo sistema di Intelligenza Artificiale interno, Apple Intelligence, verrà dunque utilizzato per alimentare i suoi iPhone e iPad a livello di soli dispositivi, mantenendo tuttavia standard di privacy leader del settore.
Tra l’altro l’accordo tra Apple e Google arriva nel giorno in cui Alphabet, la holding che comprende il colosso di Mountain View, ha superato i 4 mila miliardi di valore (Larry Page, co-fondatore di Google, è il secondo uomo più ricco del mondo, dopo Elon Musk). Il valore di mercato di Alphabet, infatti, è salito a oltre questa ragguardevole cifra durante le contrattazioni, facendola diventare l’ultima azienda tecnologica a superare questa soglia, grazie alla fiducia degli investitori nei progressi compiuti dal leader della ricerca su internet nel campo dell’ intelligenza artificiale. Tornando all’accordo, è stato proprio lo stesso Musk a criticare l’intesa.
A distanza di un paio d’ore, il fondatore di Space X ha bollato l’accordo con una critica secca e diretta. “Sembra una concentrazione di potere irragionevole per Google, che ha già Android e Chrome”, ha scritto Musk su X. Questo intervento si inserisce in un contesto già caratterizzato da tensioni significative. La presa di posizione di Musk segue la mossa strategica della sua azienda xAI, che ha intrapreso un’azione legale contro Apple e OpenAI, accusate di aver stretto un accordo per integrare ChatGPT come componente aggiuntivo di Siri e di alcune funzioni di Apple Intelligence.
















