La missione asiatica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni mira a rafforzare il ruolo globale dell’Italia attraverso partnership strategiche in Medio Oriente e nell’Indo-Pacifico, in linea con l’approccio occidentale alla regione. Dall’Oman alla Corea del Sud, il viaggio combina diplomazia politica, cooperazione industriale e attenzione a tecnologie avanzate e sicurezza
Come dice Brian Katulis, vice president for Policy and Senior Fellow del Middle East Institute, la strategia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è “sostanzialmente in linea con la posizione generale di Washington nei confronti dell’Indo-Pacifico, trattandosi di un approccio sottile e sfumato volto a massimizzare il potenziale e le relazioni dell’Italia a livello globale”. E questo elemento di allineamento con il principale alleato italiano, in un contesto complesso com’è la regione indo-pacifica, non è indifferente.
Da oggi al 19 gennaio, Meloni è in missione ufficiale in Asia, con tappe in Oman, Giappone e Corea del Sud, in un viaggio che, come spiega Palazzo Chigi, riflette una strategia mirata a rafforzare il profilo politico ed economico dell’Italia lungo l’asse Indo-Pacifico–Medio Oriente, combinando diplomazia politica, cooperazione industriale e coordinamento sui principali dossier globali. Ossia, l’Italia consolida il suo ruolo nell’asse indo-mediterraneo, dove il Mare Nostrum diventa globale e si snodano le interconnessioni tra la regione storica med-europea e quella del futuro, l’Indo-Pacifico appunto.
Oman: dialogo politico e dossier regionali
La missione si è aperta con la visita nel Sultanato dell’Oman, dove Meloni ha incontrato il sultano Haitham bin Tariq Al Said. Secondo fonti italiane, il confronto si è concentrato sul rafforzamento del dialogo politico ed economico bilaterale e sull’ampliamento della cooperazione in settori chiave come difesa, giustizia, cultura, istruzione e ricerca.
Al centro dei colloqui anche le principali crisi regionali, a partire dalla situazione in Medio Oriente, Yemen e Iran. La tappa omanita si inserisce nella più ampia dinamica di dialogo avviata dall’Italia con i Paesi del Golfo nelle ultime settimane, con l’obiettivo di consolidare un canale politico stabile su sicurezza e sviluppo regionale.
Il passaggio da Muscat segnala il modellamento del posizionamento strategico dell’Italia nel Golfo, con l’Oman e la sua tradizionale “neutralità costruttiva” che emergono come punto di accesso privilegiato di Roma a una regione attraversata da profondi cambiamenti geopolitici ed economici.
Giappone: cooperazione strategica e Indo-Pacifico
Il fulcro politico della missione è rappresentato dalla tappa in Giappone. A Tokyo, il 16 gennaio, Meloni incontrerà il Primo Ministro Sanae Takaichi, alla sua prima visita bilaterale con un leader europeo dall’insediamento dello scorso ottobre. Takaichi vive un momento politico particolare: la prossima settimana, secondo le notizie fornite dal suo partito (i liberal-democratici) scioglierà il Parlamento, cercando una conferma elettorale già l’8 febbraio.
Secondo fonti italiane, la visita assume un valore strategico particolare perché si inserisce nel quadro del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Le due leader, che i racconti informali raccontano unite da un feeling personale legato anche all’essere le uniche due donne del G7, adotteranno una Dichiarazione congiunta che eleva i rapporti bilaterali a Partenariato Strategico Speciale, con l’obiettivo di accelerare l’attuazione del Piano d’Azione Italia-Giappone 2024-2027.
La cooperazione economica, industriale e tecnologica sarà al centro dei colloqui. Il Giappone è il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia e nel 2025 l’interscambio ha superato i 10 miliardi di euro, trainato dall’export italiano di beni di consumo di alta gamma. È inoltre in crescita la presenza imprenditoriale italiana, con circa 170 aziende attive nel Paese.
Sul piano geopolitico, Roma e Tokyo affronteranno i temi della sicurezza e della stabilità dell’Indo-Pacifico, della guerra in Ucraina, del Medio Oriente e della cooperazione in Africa. I background forniti da fonti italiane spiegano come Italia e Giappone condividano anche un approccio allo sviluppo africano basato su partenariati paritari, incarnato dal Piano Mattei e dall’iniziativa giapponese TICAD (Tokyo International Conference on African Development).
Il 17 gennaio, Meloni incontrerà anche i vertici delle principali aziende giapponesi, con l’obiettivo di favorire nuovi partenariati industriali e ulteriori investimenti in Italia.
Corea del Sud: tecnologia e semiconduttori
La missione si concluderà il 19 gennaio a Seul, con l’incontro tra Meloni e il Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-myung. Si tratta della prima visita bilaterale di un Presidente del Consiglio italiano in Corea del Sud negli ultimi 19 anni e della prima di un leader europeo dall’insediamento del Presidente Lee.
L’incontro – il secondo dopo il colloquio tenutosi a New York nel settembre scorso a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – sarà incentrato, oltre che sui rapporti politici, economici, industriali e culturali tra Italia e Corea del Sud, anche sulla situazione in Asia orientale.
Al termine del vertice, i due leader prenderanno parte alla cerimonia di firma di una serie di intese, tra cui un accordo per rafforzare la cooperazione industriale nel settore dei semiconduttori, un memorandum sulla prevenzione e gestione dei disastri naturali — che valorizza l’esperienza della Protezione Civile italiana – e un’intesa sulla tutela del patrimonio culturale.
La Corea del Sud è il quarto partner commerciale dell’Italia in Asia e, su base pro capite, il primo mercato asiatico per l’export italiano. Secondo fonti italiane, la Dichiarazione congiunta che verrà adottata a Seoul individuerà le priorità strategiche per rafforzare gli scambi commerciali, accrescere gli investimenti reciproci e promuovere partenariati industriali nei settori ad alta tecnologia.
In a nutshell
Dalle indicazioni che filtrano dagli ambienti di governo emerge come la missione asiatica di Giorgia Meloni confermi la volontà dell’Italia di posizionarsi come attore pragmatico e affidabile tra Indo-Pacifico e Medio Oriente, puntando su partnership strategiche, industria e tecnologie chiave.
















