Secondo Alessio Patalano (King’s College), Italia e Giappone occupano una posizione “complementare” nelle rispettive aree strategiche e condividono una leadership politica capace di incidere sui dossier di sicurezza in Europa e Indo-Pacifico. La visita di Giorgia Meloni a Tokyo si inserisce così in una fase favorevole per rafforzare cooperazione strategica, difesa e coordinamento economico
La visita di Giorgia Meloni in Giappone si inserisce in una fase di convergenza politica e strategica tra Roma e Tokyo che va oltre il tradizionale rafforzamento dei rapporti bilaterali. A renderla particolarmente significativa è il profilo politico delle due leader e il contesto internazionale in cui avviene.
“L’Italia è il Giappone si trovano in una posizione complementare nelle rispettive regioni d’interesse primario: due primi ministri, Giorgia Meloni e Sanae Takaichi dalla forte personalità, con una storia politica personale simile in molti aspetti, che hanno mostrato di saper lavorare con il presidente statunitense Donald Trump e che, in parte anche per questo motivo, hanno una voce importante sulle questioni fondamentali di sicurezza regionale e trasformazione politica in Europa e in Indo-Pacifico”, spiega Alessio Patalano, professore di Strategia in Asia Orientale al King’s College di Londra e Co-Director del Centre for Grand Strategy.
Una complementarità che, secondo Patalano, si riflette anche sul piano personale e diplomatico. “Non stupisce in questo senso l’alchimia che entrambe hanno tenuto a manifestare quando si sono incontrate la prima volta (a latere dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a settembre scorso, ndr). In un mondo in cui la politica internazionale richiede rapporti personali per far avanzare dossier delicati ad un passo accelerato, l’affinità politica da una marcia in più alla diplomazia”.
Il dossier della sicurezza è destinato a occupare una posizione centrale? “Esattamente: alla luce dell’attenzione a far crescere i rapporti nel settore difesa e sicurezza non è da escludere che la visita permetta di formalizzare relazioni attorno a Gcap (il Global Combat Air Programme che Roma e Tokyo condividono con Londra per costruire una piattaforma di combattimento aereo che ruota attorno a un caccia di sesta generazione, ndr)”, risponde Patalano. Che nota: “Ma sul tavolo ci sono anche nuove esercitazioni congiunte e supporto logistico, così come potenziali frameworks di dialogo di sicurezza a livello bilaterale come già avvenuto per il Giappone con altri paesi leader europei – in particolare il formato 2+2”.
Accanto alla dimensione strategica, resta rilevante anche quella economica e geoeconomica, evidenzia il professore del King’s College. “Sul piano economico l’Africa e l’Oceano Indiano sono due aree di interesse comune dove ci si può aspettare maggiore coordinazione. Così come è verosimile l’aspettativa di annunci ripetuto al problema delle supply chains, un tema già messo in evidenza nel Action Plan 2024”.
La missione di Meloni arriva in un momento particolare: la prima ministro giapponese convocherà elezioni anticipate, secondo quanto affermato dal suo partner di coalizione, nel tentativo di convertire l’alto gradimento di cui gode nell’opinione pubblica in una chiara maggioranza per il suo partito liberaldemocratico al governo. “Rispetto al problema delle elezioni anticipate – osserva Patalano – va ricordato che i rapporti bilaterali hanno visto un periodo di rinascita sotto l’amministrazione Abe, e immagino che questo resti il corso delle relazioni, indipendentemente da sorprese alle urne. È stato proprio alla luce del successo delle elezioni del 2012 che l’ex primo ministro Shinzo Abe è riuscito a rilanciare la politica estera del Giappone, e in quel contesto mettere anche in moto una crescita dei rapporti bilaterali senza precedenti nella storia recente dei due Paesi”.
Nel complesso, secondo quanto spiegato dal prof. Patalano, la tappa giapponese del tour asiatico di Meloni si configura come un passaggio chiave non solo per il rafforzamento delle relazioni bilaterali, ma anche per il posizionamento dell’Italia all’interno delle dinamiche strategiche dell’Indo-Pacifico, in una fase di profonda trasformazione degli equilibri globali.
















