L’Italia aderirà al Framework Agreement europeo sull’esportazione di armamenti, colmando una lacuna che durava fin dal 2000. L’ingresso nell’accordo ridurrà il rischio politico per le co-produzioni militari e aumenterà la prevedibilità delle commesse per le industrie della difesa. Per le imprese italiane, questo sviluppo apre a una fase di maggiore stabilità e ambizione nei programmi europei. Una normalizzazione attesa, che arriva mentre l’Europa fa i conti con le proprie lacune strategiche
L’Italia aderirà al Framework Agreement sull’esportazione di armamenti, l’accordo multilaterale che coordina le regole di export tra i principali attori europei della difesa. L’annuncio è arrivato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine del vertice intergovernativo Italia-Germania, nelle dichiarazioni congiunte alla stampa insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz. L’intesa, nota anche come accordo LoI (Letter of Intent), è in vigore dal 2000 e vede già coinvolti Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Svezia. Finora l’Italia, pur essendone uno dei firmatari originari nonché uno dei maggiori campioni industriali d’Europa, non l’aveva ratificata. Adesso Roma entrerà formalmente nel perimetro che disciplina la cooperazione industriale e le esportazioni dei programmi militari congiunti. Secondo quanto affermato da Meloni, la decisione si inserisce nel solco del rafforzamento delle prerogative strategiche europee. “I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica”.
Cosa significa per l’industria
Il Framework Agreement non contempla un controllo centralizzato sulle esportazioni, ma punta a ridurre i veti incrociati tra Stati partner nei programmi di coproduzione. Le condizioni di export vengono definite in fase iniziale, così da garantire prevedibilità alle industrie coinvolte e stabilità economica ai progetti comuni. Un meccanismo pensato per evitare che le divergenze politiche nazionali a valle compromettano iniziative industriali già avviate.
Per l’industria italiana, l’ingresso in questo accordo rappresenta un cambio di status. Finora, le aziende italiane hanno partecipato a coproduzioni complesse accettando un rischio strutturale: che una quota anche marginale di componenti straniere potesse trasformarsi, a valle, in un veto sull’export. Con l’accordo, le regole del gioco a tal riguardo vengono fissate da subito, riducendo l’incertezza che ha spesso penalizzato la pianificazione industriale.
In termini concreti, questo si traduce in maggiore prevedibilità per quanto riguarda investimenti, ricerca e sviluppo e ampliamento delle linee produttive. Inoltre, le imprese italiane potranno ambire con più credibilità a ruoli di capofila nei consorzi europei, e non solo a partecipazioni subordinate. L’effetto sistemico riguarderà anche la filiera, dando vita a una catena di subfornitura più stabile, meno esposta a stop politici improvvisi, e quindi più competitiva nel medio-lungo periodo. In sintesi, l’accordo riduce il rischio politico che gravava sull’industria italiana e ne aumenta il peso negoziale dentro l’architettura europea della difesa.
Uno sviluppo (a lungo) atteso
L’adesione italiana colma un vuoto che per anni ha limitato la piena integrazione di Roma nei grandi dossier della difesa europea. Aziende come Leonardo e Fincantieri partecipano da tempo a programmi multinazionali, ma senza che l’Italia fosse parte del quadro politico-regolatorio che ne governa l’export.
In questo senso, la mossa del governo italiano si inserisce in una più ampia ridefinizione del posizionamento di Roma, che punta a essere attore centrale nella costruzione della sicurezza europea, all’interno e non in alternativa alla Nato. Più che una svolta improvvisa, l’ingresso nel Framework Agreement appare come una normalizzazione tardiva. Ma è una normalizzazione che arriva in un momento quanto mai opportuno, quando la capacità dell’Europa di produrre, esportare e sostenere i propri sistemi di difesa è tornata ad essere una variabile strategica di primo livello.
















