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Bernini e Nordio alla Camera per l’informativa di Piantedosi. Foto di Pizzi

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito ieri alla Camera sugli scontri di Torino. Secondo il ministro, il corteo in sostegno al centro sociale Askatasuna è stata una “resa dei conti con lo Stato”, evidenziando come lo sgombero del centro dopo “30 anni di illegalità e violenze” avesse innescato una mobilitazione preparata da settimane. Il ministro ha ricordato che già il 17 gennaio, durante un’assemblea all’Università di Torino con circa 750 partecipanti – tra antagonisti nazionali, sindacalismo di base, No Tav, ambientalisti, rappresentanti Cgil, Avs e della comunità islamica – era stato annunciato che la manifestazione del 31 gennaio sarebbe stata uno “spartiacque”, paragonato a una “guerra di liberazione nazionale”, con la prospettiva di un fronte allargato arabo-musulmano. Per Piantedosi, ciò conferma una “violenza organizzata contro lo Stato”, non più semplice espressione di dissenso, ma una strategia eversiva accompagnata da “coperture politiche”. Da qui la condanna verso chi sfila accanto ai gruppi violenti, alimentando l’idea di impunità.

Il Viminale, ha proseguito il ministro, aveva predisposto un massiccio dispositivo di sicurezza: 1.000 agenti in rinforzo, controlli su stazioni, aeroporto, caselli e confini, e 800 identificazioni preventive. Piantedosi ha espresso solidarietà agli agenti feriti e ha chiesto strumenti più efficaci per punire le aggressioni, ricordando che “le forze di polizia non sono bersagli mobili”.

Il ministro ha poi anticipato le linee del nuovo “pacchetto sicurezza”, che includerà misure preventive come il fermo di polizia per soggetti ritenuti pericolosi, provvedimento già presente in altri Paesi europei. Critiche, secondo Piantedosi, ingiustificate se si considera la “determinazione criminale” dei manifestanti violenti.

Dura la replica delle opposizioni: il Pd denuncia l’uso propagandistico delle forze dell’ordine; AVS contesta la mancanza di spazi sociali e la mancata azione su CasaPound; il M5S definisce liberticida il pacchetto sicurezza e accusa il governo di sfruttare il caos per restringere le libertà. Italia Viva invita a non strumentalizzare gli scontri; +Europa critica l’atteggiamento del ministro in Aula; Azione propone più agenti sul territorio. Piantedosi respinge ogni accusa, definendo la sua informativa “un racconto dei fatti”.

Ecco le foto di Umberto Pizzi.

(c) Umberto Pizzi – Riproduzione riservata


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