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Stati Uniti, ma non solo. La geografia della crescita di Enel

Il mercato americano continua a essere strategico e centrale per il gruppo elettrico, complice la crescente domanda di elettrificazione in scia all’esplosione dell’Intelligenza Artificiale, della robotica e dei data center. Ma ci sono anche altri contesti da cui l’azienda si aspetta molto, come ha spiegato lo stesso ceo Cattaneo a Formiche.net

Milano – C’è una sfida globale all’orizzonte dei grandi gruppi dell’energia, alla quale non è possibile sottrarsi: l’aumento della domanda di elettricità e la conseguente ricerca di quei mercati dove concentrare forze e investimenti. Enel ne è ben consapevole, tanto dall’aver plasmato il suo piano industriale presentato questa mattina a Milano per buona parte a immagine e somiglianza di un mondo che avrà sempre più fame di energia. Tra Intelligenza Artificiale, robotica, tecnologia quantistica, data center, impennata delle spese militari e un sempre maggiore bisogno di cybersicurezza, la richiesta a livello internazionale è destinata a crescere nei prossimi decenni. E i contesti su cui il gruppo elettrico può crescere sono molti. Una questione su cui Formiche.net ha interpellato proprio il ceo di Enel, Flavio Cattaneo, nel corso della conferenza stampa relativa al piano 2026-2028.

Due numeri. Secondo i dati dell’International energy agency (Iea), la domanda mondiale di elettricità aumenterà a un tasso medio annuo del 3,6% nel periodo di previsione 2026-2030. Si tratta di un ritmo di crescita superiore del 50% alla media registrata nell’ultimo decennio e che porterà il fabbisogno elettrico globale dai 28.200 TWh del 2025 a 33.600 TWh entro il 2030. Più nel dettaglio, i consumi di elettricità saliranno almeno 2,5 volte più velocemente della domanda energetica complessiva e la crescita supererà persino quella del Pil mondiale per tutto il periodo fino al 2030.

Non stupisce come uno dei capisaldi della strategia del gruppo elettrico sia proprio quello di aumentare lo sforzo e la presenza presso tutti quei mercati dinamici o potenzialmente tali. A partire da uno dei mercati strategici per eccellenza, quello americano, sempre più al centro delle attenzioni del gruppo italiano. Proprio in queste ore Enel ha firmato accordi con Excelsior Energy Capital per l’acquisizione di un portafoglio di impianti eolici e solari negli Stati Uniti, con una capacità installata complessiva di 830 MW. Di più, lo scorso anno, tramite Enel Nord America, Enel e Meta hanno annunciato un accordo di acquisto di energia per una porzione da 115 megawatt del parco eolico di Rockhaven nelle contee di Murray e Carter, in Oklahoma. Attenzione però, gli Stati Uniti non sono il solo mercato dove Enel ha intenzione di aumentare il proprio grip.

Come si legge nei documenti del piano, uno degli obiettivi di Enel è dunque “accelerare la crescita del gruppo con focus sulle geografie più dinamiche”. “I solidi risultati realizzati negli ultimi tre anni sono le fondamenta per un’ulteriore accelerazione della crescita del gruppo, che può così cogliere le nuove opportunità offerte dal contesto energetico”. Per questo la stessa strategia del gruppo “si inserisce infatti in uno scenario globale che prevede una forte crescita della domanda elettrica, trainata dallo sviluppo dei data center, dell’intelligenza artificiale, della robotica e dell’automazione, oltre che dall’elettrificazione dei trasporti e dalla ripresa industriale. Si prevede che tale crescita avverrà più rapidamente in alcune geografie rispetto ad altre: negli Stati Uniti, ad esempio, questi fenomeni sono già in corso”.

Tema approfondito proprio da Cattaneo in conferenza stampa, rispondendo a una domanda di Formiche.net. “Noi riteniamo promettenti altri mercati, oltre a quello americano. Alcuni sono lontani, come l’Australia, altri più vicini come la Germania. Ma c’è anche il Canada”, ha spiegato il ceo di Enel. “L’Australia, per esempio performa piuttosto bene, c’è molta crescita, così anche il Sud Africa. In Europa, la Germania rimane un ottimo mercato, come lo potrà essere certamente il Cile, un Paese stabile dove c’è stato che un cambio politico importante, con minore populismo”.

Parlando poi del mercato statunitense, Cattaneo ha chiarito: “Usa non sono un mercato a rischio per il settore, anzi li consideriamo un ottimo mercato perché i prezzi sono in rialzo e dove ripartirà più velocemente il consumo con i data center per l’Intelligenza Artificiale. Lo consideriamo un mercato stabile percé al di là delle dichiarazioni di Trump qualsiasi investimento impiega molto più tempo di quanto si pensi ad essere realizzato, mentre c’è bisogno di energia adesso e poi non posso fare la strategia sulla base del presidente che c’è adesso”.

Anche il Brasile è finito al centro delle valutazioni di Cattaneo, il quale ha rimarcato un concetto: “in Brasile non siamo interessati a vendere”, anzi, “spero ci si dia la possibilità di investire ulteriormente nel Paese. In Brasile crediamo di aver rispettato tutti criteri legati alla concessione della rete elettrica, San Paolo ha una rete aerea, la quale non è semplicemente vicina alle piante ma di fatto ci passa attraverso. I frequenti eventi climatici estremi muovono gli alberi, che danneggiano i cavi: le squadre Enel riparano prontamente ma poi il vento torna e le disconnessioni ricominciano. Cosa si può fare? Interrare la rete è molto costoso e tagliare gli alberi ha aspetti ambientali, noi quindi abbiamo proposto di sostituire quelle piante con altre più basse, così da creare corridoi elettrici per salvaguardare cavi. Stiamo per mandare su questo una lettera anche al Presidente Lula. C’è un mercato e ci sono delle regole, Enel le ha rispettare e non si fa pressare ingiustamente pressare”.


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