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Tim–Microsoft. Ecco l’asse su cloud e AI per la competitività digitale italiana

L’accordo punta ad accelerare l’adozione di cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale in imprese e Pubblica amministrazione, con attenzione a sicurezza e governance dei dati. Una mossa che riflette la sfida europea tra innovazione tecnologica e sovranità digitale

L’accordo tra Tim e Microsoft arriva in un momento in cui la transizione digitale dell’Italia non è più una questione di modernizzazione tecnologica, ma di posizionamento economico e strategico. Cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale stanno diventando infrastrutture essenziali quanto le reti energetiche o i trasporti, e la capacità di governarle determina sempre più la competitività di un Paese.

La collaborazione annunciata dalle due aziende punta proprio a questo: accelerare l’adozione su larga scala di soluzioni digitali avanzate da parte delle imprese italiane e della Pubblica Amministrazione, mettendo a sistema le competenze industriali e infrastrutturali di TIM con le piattaforme cloud, di sicurezza e di intelligenza artificiale di Microsoft. L’obiettivo dichiarato è abilitare nuovi servizi per aziende, amministrazioni e cittadini, ma anche costruire un modello di gestione del dato e delle tecnologie coerente con la crescente attenzione europea alla sovranità digitale.

Un primo banco di prova sarà interno alla stessa Tim. L’azienda avvierà una trasformazione del proprio digital workplace attraverso l’implementazione su larga scala di Microsoft 365 Copilot e della piattaforma low-code Power Platform, con l’intento di rendere l’intelligenza artificiale una capacità trasversale a supporto dei processi aziendali e delle persone. La logica è quella di sperimentare in casa per poi trasferire soluzioni e competenze sul mercato, in particolare nei settori dove l’AI generativa può incidere sulla produttività e sull’automazione dei servizi.

L’intesa si inserisce inoltre nella strategia di Tim Enterprise, che adotta un approccio multicloud combinando piattaforme proprietarie e servizi dei principali hyperscaler per rispondere a esigenze diverse di sicurezza, performance e conformità normativa. In questo schema, Microsoft rappresenta un partner tecnologico in grado di accelerare l’adozione di architetture cloud scalabili, modelli avanzati di cybersecurity e applicazioni di intelligenza artificiale orientate all’efficienza operativa e al supporto decisionale.

Per Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, la posta in gioco è direttamente collegata alla capacità del Paese di crescere nell’economia digitale: “La crescita digitale dell’Italia richiede infrastrutture affidabili, sicurezza e una governance solida di cloud e AI. Con un partner come Microsoft andiamo a rafforzare un’alleanza che unisce tecnologia e capacità industriale, con l’obiettivo di portare innovazione concreta a imprese e Pubblica Amministrazione”.

Anche Microsoft interpreta la collaborazione come un passaggio cruciale per la competitività italiana in un contesto internazionale sempre più segnato dalla corsa all’intelligenza artificiale. “Cloud e intelligenza artificiale stanno diventando fattori decisivi per la competitività e la crescita dell’Italia. Con Tim, uniamo competenze locali e tecnologia globale per favorire un’adozione dell’AI sicura, governata e responsabile, a partire dalla trasformazione stessa di Tim con Copilot fino all’estensione di soluzioni che supportano imprese e settore pubblico in tutto il Paese”, ha dichiarato Samer Abu-Ltaif, presidente di Microsoft per Europa, Medio Oriente e Africa.

Nel suo insieme, l’accordo riflette una dinamica più ampia che attraversa l’Europa: la ricerca di un equilibrio tra l’utilizzo delle tecnologie sviluppate dai grandi gruppi statunitensi e il mantenimento di un controllo nazionale sui dati, sulle infrastrutture e sui servizi digitali critici. In questo senso, la collaborazione tra Tim e Microsoft non rappresenta soltanto un’operazione industriale, ma un tassello della strategia con cui l’Italia prova a colmare il ritardo


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