Skip to main content

Tutte le minacce della criptofinanza. Gli alert degli 007

Le criptovalute sono ormai una forma di scambio e investimento parallelo, seppur prive di regolamentazione. Un mare magnum nel quale si annida il seme dell’illegalità, oltre a rischi per chi le maneggia. E persino delle minacce all’ordine monetario globale. Spunti e riflessioni dalla relazione dell’intelligence italiana

Dalla vecchia alla nuova finanza, il passo è breve. Le criptovalute sono ormai una forma di scambio e risparmio parallela, benché non ancora regolamentata. Mentre l’Europa corre veloce verso l’immissione sul mercato dell’euro digitale, moneta con corso legale emessa dalla Banca centrale europea e per questo molto diversa da Bitcoin e le sue sorelle, i criptoasset si fanno piano piano largo. Non a caso gli 007 italiani hanno da tempo posato gli occhi sulle nuove forme di valuta, dedicando dello spazio nell’ultima relazione dell’intelligence italiana.

La trasformazione della criptofinanza da nicchia tecnologica a componente strutturale dell’ecosistema finanziario globale impone in questo senso un radicale cambio di paradigma nella tutela della sicurezza nazionale. Nel 2025 la capitalizzazione delle criptovalute nel mondo ha raggiunto i 3,5 mila miliardi di dollari, arrivando a rappresentare circa lo 0,6% della ricchezza globale. Gli 007 evidenziano, tuttavia, come le dinamiche di crescita e i profili di rischio di tale comparto siano del tutto sproporzionati rispetto alle sue dimensioni, rendendo il fenomeno un catalizzatore di minacce ibride e sistemiche.

L’intelligence inquadra la minaccia cripto su tre dimensioni critiche e per lo più inedite nel dibattito pubblico: il rischio di contagio per i mercati tradizionali, il ruolo geopolitico nella de-dollarizzazione e la strutturazione di vere e proprie architetture virtuali per il riciclaggio. La criptofinanza è a oggi a tutti gli effetti non “un sistema chiuso, ma una forza di interconnessione tra i mercati regolamentati e quelli non regolamentati. L’assenza di un confine netto ha creato un ecosistema unico in cui capitali e informazioni circolano con estrema rapidità”, han scritto l’intelligence.

La criticità principale monitorata dagli 007 riguarda però i canali di trasmissione: le criptovalute hanno ormai raggiunto dimensioni tali per cui crolli o rialzi improvvisi dei prezzi possono generare intensi effetti di liquidità e fiducia. Tali fluttuazioni sono potenzialmente in grado di trasferire fenomeni di instabilità all’infrastruttura finanziaria tradizionale, innescando effetti domino a livello internazionale. A conferma dell’urgenza di tale prospettiva, l’Intelligence ha condotto in via sperimentale delle simulazioni tramite Intelligenza Artificiale per mappare gli effetti e i canali di trasmissione di un’ipotetica crisi del mercato cripto direttamente sui titoli di Stato dei Paesi europei.

Più in generale, “eventuali fenomeni di instabilità che si manifestino tanto nella finanza regolamentata quanto in quella non regolamentata possono tradursi in minacce per l’operatività delle infrastrutture finanziarie strategiche e per gli assetti di finanza pubblica”, chiariscono gli 007. I quali “sul versante della finanza regolamentata hanno focalizzato le minacce endogene, che nascono all’interno del settore, e su quelle esogene, che derivano da soggetti esterni interessati a inserirsi in segmenti strategici del mercato nazionale. In particolare, il monitoraggio è stato volto verso quelle dinamiche di cambiamento e trasformazione degli assetti del settore finanziario suscettibili di profilare eventuali fenomeni di instabilità”.

Invece, nel campo della finanza non regolamentata, “l’attenzione informativa ha riguardato, tra l’altro, il crescente interesse, da parte di attività criminali e attori statali ostili, a sfruttare sofisticati meccanismi per confondere le tracce e sfruttare i punti di minore controllo del sistema finanziario. In chiave prospettica, le minacce continueranno a manifestarsi lungo la linea di frattura tra fattori interni ed esterni agli operatori. Oggi, l’interconnessione tra banche, assicurazioni, fondi e mercati impone di monitorare con attenzione le dinamiche suscettibili di minare la fiducia di investitori e cittadini, innescando reazioni che mettono sotto pressione la stabilità del sistema finanziario. Parallelamente, le iniziative di gruppi stranieri o di Paesi esteri guidati da logiche extra-economiche permarranno un ulteriore fronte di attenzione”.

Non è finita. Nel ventaglio di rischi legati alle criptovalute c’è anche il dollaro. “Sul piano delle relazioni internazionali, l’infrastruttura decentralizzata viene attivamente sfruttata da attori statali ostili o sottoposti a sanzioni internazionali. L’obiettivo strategico di questi Stati non si limita all’acquisizione illecita di fondi tramite furti informatici su larga scala. Le criptovalute vengono impiegate in modo sistematico come un vero e proprio sistema dei pagamenti alternativo ai circuiti finanziari in dollari. Questa strategia fornisce a Nazioni sanzionate uno strumento vitale per bypassare l’architettura finanziaria occidentale, spostando progressivamente l’asse delle transazioni strategiche verso ecosistemi opachi composti da operatori informali, piattaforme decentralizzate e scambi peer-to-peer“.

 


×

Iscriviti alla newsletter