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Droni subacquei e railgun. Ecco su cosa sta puntando la US Navy

Tra droni subacquei autonomi e nuove prove del railgun, la US Navy riapre dossier che segnalano una ricerca di capacità più estese e flessibili. Il programma Camp, affidato ad Anduril con il Dive-Xl, punta a portare gli Xl-Auv verso una sperimentazione operativa più concreta. Intanto il ritorno dei test sul railgun non chiarisce ancora gli sbocchi finali, ma mostra una Marina intenzionata a tenere aperte più opzioni tecnologiche

La US Navy sta riportando in primo piano programmi che incidono sulla sua postura operativa. I veicoli subacquei autonomi extra-large avanzano, il railgun torna nelle prove di tiro e il segnale va oltre la novità dei singoli dossier. Prende forma una ricerca di capacità nuove, pensate per estendere presenza, portata e flessibilità in scenari sempre più esigenti.

Il Dive-Xl e il programma Camp

La scelta di Anduril per il programma Camp va letta in questa chiave. La Marina e la Defense Innovation Unit (Diu) hanno selezionato l’azienda per sviluppare un veicolo subacqueo autonomo extra-large capace di operare anche in ambienti senza Gps, scendere oltre i 200 metri, restare immerso a lungo e depositare carichi sul fondale. Il Dive-Xl risponde a gran parte di questo profilo con propulsione interamente elettrica, autonomia superiore a 2.000 miglia nautiche, struttura modulare e la possibilità di trasportare fino a tre moduli di missione, inclusi veicoli subacquei più piccoli.

Che cos’è la Diu

Qui entra in gioco la Diu, la Defense Innovation Unit del Pentagono. Insieme alla US Navy ha gestito una selezione competitiva orientata a soluzioni commerciali e ha incardinato Camp come percorso rapido di prototipazione e messa in campo degli Xl-Auv. Non è un dettaglio secondario. Significa provare a portare questi sistemi fuori dalla sola fase dimostrativa e verso sperimentazione su scala significativa e possibile adozione operativa più ampia. Anche il fattore industriale pesa. Anduril dovrà completare una dimostrazione operativa del Dive-Xl entro quattro mesi dall’assegnazione del contratto e dispone già di una capacità produttiva dedicata.

Il railgun torna a sparare

Il secondo segnale arriva dal railgun. La Marina ha condotto almeno una nuova campagna di tiro a White Sands per raccogliere dati critici sul fuoco ad altissima velocità, dopo anni in cui il programma era stato accantonato pubblicamente a causa di ostacoli tecnici e dopo prove in mare più volte rinviate e mai realizzate. Il punto critico dove sta? Nel fatto che il test non basta, da solo, a chiarire se l’arma stia davvero tornando verso un impiego operativo oppure se venga usata come asset di prova in attività collegate all’ipersonico. Ma il prototipo è ancora funzionante e il railgun resta associato all’orizzonte della futura classe Trump, pur con limiti noti su energia, raffreddamento e usura della canna. Nel complesso emerge una Marina che tiene aperte più strade insieme, anche quando risultati e tempi restano ancora condizionati da vincoli tecnici molto pesanti.


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