Il Rassemblement National guarda al modello-Meloni e rafforza il suo slancio nei comuni che già governava, aggiungendone di altri preziosi, mentre La France Insoumise ha ottenuto risultati inaspettati in diverse grandi città francesi, confermandosi asso pigliatutto del centrosinistra, avendo fagocitato sia i socialisti che i macroniani. Un assaggio di ciò che accadrà nel 2027 (se non prima)
Parola d’ordine frammentazione al centro, con le ali che festeggiano. In Francia risultati del primo turno delle elezioni comunali rivelano, come d’altronde accaduto in Spagna, il rimodellamento del panorama politico a un anno dalle elezioni presidenziali. Destra e estrema destra si contendono voti, con il RN in costante ascesa che guarda al modello italiano di Giogia Meloni. Aspra la rivalità tra la sinistra di LFI e i socialisti del PS, mentre il declino del partito presidenziale appare sempre più irreversibile. Il centro sparisce dai radar, con molti candidati che durante la campagna elettorale hanno fatto di tutto per nascondere il recente passato nel partito del presidente. Il primo aspetto emerso dalle amministrative di ieri è che il futuro politico del paese potrebbe verosimilmente essere caratterizzato da una contrapposizione fra destra e sinistra. RN e LFI infatti vincono il primo turno, dando inizio alla lotta per il potere.
Qui Rassemblement National
Il Rassemblement National conferma il suo slancio nei comuni che già governava, aggiungendone di altri preziosi, mentre La France Insoumise ha ottenuto risultati inaspettati in diverse grandi città francesi, confermandosi asso pigliatutto del centrosinistra, avendo fagocitato sia i socialisti che i macroniani. Un assaggio di ciò che accadè nel 2027 (se non prima). Il partito guidato da Jordan Bardella al primo turno confrma molti sindaci uscenti, tra cui Nelson Chaudon a Beaucaire (Gard), Louis Aliot a Perpignan (Pyrénées-Orientales), Steeve Briois a Hénin-Beaumont (Pas-de-Calais) e David Rachline a Fréjus (Var). Inoltre ne aggiunge di nuovi come Tolone dove la deputata del RN Laure Lavalette centra il 40% dei voti e un vantaggio di dieci punti percentuali sulla sindaca uscente di Les Républicains (LR).
Bardella insegue strategicamente il modello italiano, ovvero ha capito che per assicurarsi un buon margine di voti per governare la Francia dovrà fare un accordo di coalizione, provando a riaggregare tutte le anime delle destre: per questa ragione ieri sera è stato il primo leader politico a prendere la parola, per tendere un ramoscello d’ulivo alle “sincere liste di destra” per assicurarsi la vittoria, segnando un cambio di strategia per il RN, che in precedenza si era rifiutato di formare un’alleanza con i Repubblicani, che al momento appaiono freddi. Bruno Retailleau ha risposto invocando una “grande assemblea della destra” per “sconfiggere la sinistra o il RN”. Ma la proposta di Bardella sta facendo breccia sia tra gli esponenti politici sia tra i cittadini e a livello locale si è avuta ieri una prima dimostrazione. Tutti gli occhi sono già puntati su Marsiglia dove il candidato del RN Franck Allisio è testa a testa, con circa il 35% dei voti, con il sindaco uscente di sinistra, Benoît Payan.
Qui La France Insoumise
La sinistra mangia in un solo colpo i socialisti e il centro macroniano. Vince a Lille, Saint-Denis e Roubaix. A Tolosa, il deputato François Piquemal si è classificato secondo (27%), molto dietro al sindaco uscente di destra Jean-Luc Moudenc (37%), ma davanti al candidato socialista François Briançon (24%). A Lilla, Lahouaria Addouche ha ottenuto il 23% dei voti, a breve distanza dal sindaco uscente socialista Arnaud Deslandes (26%). A Saint-Denis Bally Bagayoko ha vinto al primo turno, sconfiggendo il socialista Mathieu Hanotin. A Limoges Damien Maudet ha ottenuto quasi il 25% dei voti, piazzandosi subito dietro al presidente del partito LR (Les Républicains) dell’area metropolitana, Guillaume Guérin, ma nettamente davanti al candidato socialista Thierry Miguel (17%). A Parigi Sophia Chikirou ha ricevuto l’11,7% dei voti. A Marsiglia Sébastien Delogu ha ottenuto l’11,94%. E a Lione Anaïs Belouassa-Cherifi ha conquistato il 10,41% dei voti. Non tantissimi, ma sufficienti per determinare l’inizio di un trend. Anche perché il Partito Socialista mostra scarsa propensione all’idea di alleanze con La France Insoumise al secondo turno, anche perché comunque ha confermato diversi sindaci al primo turno, mentre sono in testa a Parigi, Nantes, Montpellier, Strasburgo, Lille e Rennes. Ma ai ballottaggi tutto potrà essere ribaltato se non si farà un accordo nel campo del centrosinistra.
Scenari
Verosimilmente i partiti della vecchia guardia, pur di non perdere i ballottaggi, potrebbero decidere alla fine di unirsi e non lasciare filo a RN o a La France Insoumise, ma servirà tempo per capire se tale quadro si concretizzerà. Nel frattempo a lanciare un sasso nello stagno ci ha pensato l’ex Primo Ministro Michel Barnier che su X si è congratulato con tutti i candidati di destra e di centro eletti al primo turno e ha sottolineato che a “Lille, Nantes, Tolosa, Marsiglia, Limoges, Rennes, Brest e in molte altre città, il Partito Socialista si trova di fronte a una decisione cruciale: allinearsi con l’estrema sinistra violenta e antisemita, contraria all’ordine repubblicano, oppure mantenere la propria indipendenza” .















