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Gli Emirati pronti a difendere l’interesse nazionale contro l’Iran. Parla il ministro Alhajeri

A Trieste, a margine del forum sull’Imec organizzato dalla Farnesina, il ministro di Stato emiratino Saeed Alhajeri denuncia oltre 2.000 attacchi iraniani contro infrastrutture civili e rilancia il ruolo degli Emirati nel corridoio indo-mediterraneo

Trieste – Gli Emirati Arabi Uniti denunciano l’aggressione iraniana ma mantengono, per ora, una postura difensiva. Allo stesso tempo rivendicano il diritto di reagire qualora lo ritengano necessario per la propria sicurezza nazionale. È il messaggio che arriva da Saeed Alhajeri, ministro di Stato presso il ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, che parla con la stampa da Trieste, a margine dell’evento organizzato dalla Farnesina “Imec Corridoio Indo-Mediterraneo. Opportunità per le imprese”.

Commentando la guerra in corso in Medio Oriente, che oggi ha toccato un nuovo apice con l’annuncio dell’uccisione di Ali Larijani (l’influente leader del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano e capo della struttura dei Basij), Alhajeri ha denunciato l’intensità degli attacchi ricevuti dal suo Paese.

“Abbiamo ricevuto più di 2.000 attacchi tra missili, droni e missili balistici”, ha dichiarato, definendo quanto avvenuto “un’aggressione non provocata proveniente dall’Iran”. Il ministro emiratino racconta come gli attacchi abbiano preso di mira infrastrutture civili, tra cui aree residenziali, centri commerciali e aeroporti, causando sei vittime e numerosi feriti anche tra i civili.

Nonostante questo, Abu Dhabi sostiene di aver scelto una linea di contenimento.

“La sicurezza delle nostre persone e dei cittadini che vivono negli Emirati è stata la nostra priorità”, ha spiegato Alhajeri, aggiungendo che il Paese continua a mantenere una postura difensiva, nella speranza che la situazione possa rientrare.

Allo stesso tempo, però, ha chiarito che gli Emirati non escludono altre opzioni: “Ci riserviamo il diritto di intraprendere qualsiasi azione riterremo nell’interesse del nostro Paese”.

Hormuz e la sicurezza globale

La crisi nel Golfo si intreccia direttamente con la sicurezza energetica globale. Per Alhajeri, le tensioni nello Stretto di Hormuz, oggi parzialmente compromesso dagli attacchi iraniani, rappresentano un problema che va ben oltre la dimensione regionale.

“Questo comportamento aggressivo non colpisce solo gli Emirati o i Paesi del Golfo”, ha detto. “È una questione globale”.

Lo Stretto di Hormuz resta infatti uno dei nodi più critici del commercio energetico mondiale: oltre il 25% dell’energia globale transita attraverso il Golfo Arabico.

Per questo, ha spiegato il ministro di Stato emiratino, la libertà di navigazione e di commercio rappresenta oggi una priorità internazionale, con numerosi attori globali che stanno osservando con attenzione l’evoluzione della crisi.

“La riapertura delle rotte commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è una priorità”, ha sottolineato.

Il ruolo degli Emirati nell’Imec

Nel quadro delle rotte storiche mediorientali e delle nuove rotte commerciali tra Asia, Medio Oriente ed Europa, gli Emirati intendono giocare un ruolo centrale, indipendentemente dalla situazione securitaria in corso.

Alhajeri ha ricordato che gli Emirati sono tra i promotori originari dell’India-Middle East-Europe Economic Corridor (Imec), annunciato durante il G20 ospitato dall’India.

Ma, ha sottolineato, Abu Dhabi non si considera soltanto un sostenitore politico del progetto. “Ci vediamo come uno degli attori principali dell’implementazione”, ha spiegato. “Gli Emirati hanno già compiuto passi concreti verso la realizzazione del corridoio”.

Secondo il ministro, la forza del Paese risiede nella capacità logistica costruita negli ultimi decenni: porti, aviazione e infrastrutture ferroviarie rappresentano un modello di integrazione che gli Emirati intendono mettere al servizio del progetto.

“Abbiamo dimostrato di poter realizzare risultati concreti”, ha detto. “Ora vogliamo vedere più progetti tangibili”.

Il rapporto con l’Italia

In questo quadro il legame con l’Italia viene considerato strategico. Alhajeri ha ricordato che gli Emirati sono il principale partner commerciale dell’Italia in Medio Oriente e che Roma rappresenta il primo partner europeo per Abu Dhabi, con un interscambio che supera i 16 miliardi di dollari.

Le relazioni economiche, ha spiegato, si sviluppano soprattutto nei settori dell’energia e della logistica, ma poggiano anche su una lunga storia di cooperazione tra imprese e su un rapporto politico consolidato.

“La relazione è molto profonda e storica”, ha detto il ministro di Stato emiratino. “Ma lo sono anche i rapporti tra le persone e la vicinanza tra le leadership dei nostri Paesi”. D’altronde, l’Italia ha immediatamente mobilitato risorse per difendere i partner del Golfo dalla rappresaglia regionale con cui l’Iran ha risposto all’attacco israelo-iraniano.


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