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Usa, anche i Democratici riscrivono la sanità. Costi e convergenze bipartisan

Dalla filiera dei farmaci agli intermediari fino alle assicurazioni: negli Stati Uniti l’impostazione tradizionale della sanità viene riletta. La nuova proposta dei Democratici segna un cambio di approccio che, seppur su un piano diverso, dialoga con la strategia repubblicana per intercettare la frustrazione degli elettori

Negli Stati Uniti la sanità sta entrando in una nuova fase politica, e il dato più interessante è che il cambio di tono non riguarda solo i Repubblicani, ma anche i Democratici. L’iniziativa lanciata dai senatori guidati da Ron Wyden – che punta a intervenire sulle pratiche delle assicurazioni e a sviluppare nuove opzioni di copertura – non è un episodio isolato, ma si inserisce in una traiettoria più ampia.

Dall’agenda Maha a quella industriale

Dall’inizio del suo secondo mandato, Donald Trump ha individuato nella sanità uno dei terreni più sensibili – e politicamente spendibili – dell’agenda Maga. In una prima fase, l’impostazione è apparsa in larga parte allineata con le istanze del movimento Make America healthy again (Maha), promosso dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.: un approccio centrato sulla lotta alle malattie croniche, sulla revisione della filiera alimentare e su una maggiore cautela regolatoria in ambito vaccinale, sostenuto da una coalizione eterogenea che combina istanze di salute pubblica, diffidenza verso l’establishment sanitario e richieste di maggiore libertà individuale.

Con il passare dei mesi, tuttavia, la traiettoria dell’amministrazione ha iniziato a evolvere verso una dimensione più esplicitamente economica e industriale. Il tema dell’affordability è progressivamente emerso come asse centrale: da un lato, il continuo oscillare tra minacce e sospensioni di dazi ha contribuito a rafforzare l’attrattività degli Stati Uniti per gli investimenti, alimentando dinamiche di riallocazione industriale ha contribuito a rafforzare l’attrattività degli Stati Uniti per gli investimenti, alimentando dinamiche di riallocazione industriale – con stime che parlano di un possibile spostamento di centinaia di miliardi dall’Europa; dall’altro, si è consolidata una linea di intervento mirata sui meccanismi di formazione dei prezzi.

Prezzi e intermediari

Il riferimento è, innanzitutto, al capitolo dei prezzi dei farmaci, con l’ordine esecutivo sulla Most favored nation, le successive negoziazioni sui prezzi dei medicinali e l’inaugurazione della piattaforma TrumpRx. Ma il focus si è progressivamente esteso anche agli intermediari del sistema, in particolare ai pharmacy benefit managers (Pbm). Un passaggio che ha trovato una prima traduzione legislativa nell’approvazione, lo scorso 3 febbraio, del Consolidated appropriations act, che include un ampio pacchetto di riforme dei Pbm destinato a incidere in modo significativo sia sul mercato commerciale sia su Medicare Part D a partire dal 2028–2029. Le misure intervengono su alcuni nodi strutturali: dal rebate pass-through alla trasparenza, fino alla standardizzazione dei sistemi di reporting e al rafforzamento della supervisione federale. Un insieme di interventi che, pur con tempi di implementazione graduali, è destinato a modificare in profondità l’operatività e gli equilibri contrattuali lungo la filiera.

Il riposizionamento democratico

A questo quadro si aggiunge ora un elemento ulteriore, che contribuisce a ridefinire il perimetro del dibattito. Dodici senatori democratici guidati da Wyden hanno avviato un lavoro per riformulare la piattaforma sanitaria del partito, ponendo al centro il tema dei costi e intervenendo in particolare sulle pratiche delle assicurazioni. L’iniziativa, che definisce il sistema attuale “fondamentalmente rotto”, punta a sviluppare nuove opzioni di copertura e a contrastare quelle dinamiche – dal delay and deny alle strategie di integrazione verticale – che, secondo i promotori, contribuiscono ad aumentare i costi e a limitare l’accesso alle cure. Ma il dato più rilevante è un altro, come sottolinea Axios, per la prima volta in modo esplicito, anche nel campo democratico l’attenzione si sposta non solo su quanto i cittadini pagano, ma su cosa genera i costi lungo la filiera sanitaria. Un cambio di impostazione rispetto a un dibattito tradizionalmente centrato su temi ideologici, dal ruolo del privato all’estensione del pubblico.

Un’agenda (quasi) bipartisan

In questo senso, la proposta di Wyden si inserisce in una traiettoria che, pur con differenze significative di impostazione, presenta punti di contatto con l’evoluzione dell’agenda repubblicana. Se l’amministrazione Trump ha agito principalmente sui prezzi dei farmaci e sul ruolo degli intermediari, i Democratici sembrano oggi orientati a intervenire sul lato assicurativo. In entrambi i casi, tuttavia, emerge una convergenza di fondo che, da un lato, dimostra come la salute e il contenimento dei costi siano destinati a rappresentare uno dei principali terreni di competizione in vista delle elezioni di midterm, e dall’altro potrebbe segnalare una trasformazione più profonda dell’agenda sanitaria americana.


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