Skip to main content

Da Hillbilly Elegy a Communion, così Vance prepara la corsa alla leadership repubblicana

Il nuovo libro autobiografico di JD Vance, incentrato sulla sua conversione religiosa, intreccia fede e politica, offrendo una chiave di lettura della sua identità pubblica. Proprio mentre prende forma la competizione interna al Partito Repubblicano per la successione a Trump

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance si prepara a pubblicare un nuovo libro destinato ad approfondire uno degli aspetti più rilevanti della sua traiettoria personale e politica, ovvero quello della conversione al cattolicesimo. Il volume, intitolato “Communion: Finding My Way Back to Faith”, uscirà il 16 giugno per HarperCollins e si propone non solo come un memoir spirituale, ma anche come una chiave di lettura della visione politica dell’autore, profondamente influenzata dal percorso che ha portato l’attuale vicepresidente americano ad abbandonare la pratica evangelica seguita sin dalla sua infanzia fino alla vera e propria conversione al cattolicesimo avvenuta nel 2019. E questo racconto, come dichiarato dallo stesso scrittore, non vuole essere soltanto autobiografico, ma anzi punta ad essere un esempio per gli altri: “Sono un cristiano perché credo che gli insegnamenti di Gesù Cristo siano veri”, ha spiegato Vance, sottolineando la volontà di offrire un punto di riferimento per chi è alla ricerca di una riconciliazione spirituale.

Ma la questione non si limita affatto al solo piano religioso. La pubblicazione di questo manoscritto si inserisce infatti in un contesto politico ben definito. Negli ultimi mesi il vicepresidente è stato indicato da molti osservatori come uno dei principali contendenti per la successione a Donald Trump come candidato del Partito Repubblicano per le elezioni del 2028. Tuttavia, accanto a lui si è progressivamente rafforzata un’altra figura chiave dell’amministrazione, quella dell’attuale Segretario di Stato Marco Rubio. Negli ambienti politici e mediatici si parla ormai apertamente di una competizione tra Vance e Rubio per stabilire chi possa essere considerato il vero “erede” di Trump. E se Vance resta, almeno per ora, uno dei favoriti tra la base conservatrice, nelle ultime settimane Rubio sembra aver raccolto consensi crescenti, riducendo il divario e rafforzando il proprio profilo politico, in particolare sul piano della politica estera.

In questo quadro, il libro di Vance assume anche una valenza politica. La fede diventa parte integrante della sua identità pubblica, influenzando posizioni su temi chiave come l’aborto e le politiche familiari, e contribuendo a consolidare il sostegno dei settori più conservatori dell’elettorato. Allo stesso tempo, rappresenta uno strumento per rafforzare il proprio posizionamento in una fase in cui la competizione interna al campo repubblicano inizia a prendere forma.

Non si tratta, tuttavia, di un percorso privo di tensioni. Le interpretazioni offerte da Vance su alcuni aspetti della dottrina cattolica, in particolare in relazione alle politiche migratorie, hanno suscitato critiche anche da parte di ambienti vaticani, mettendo in evidenza le frizioni tra una visione nazional-conservatrice e le priorità più universaliste espresse da Leone XIV, che con il vicepresidente condivide la nazionalità statunitense.

Il nuovo lavoro rappresenta anche una prosecuzione ideale del percorso iniziato con “Hillbilly Elegy”, il memoir che lo aveva imposto all’attenzione nazionale. Se quel libro raccontava l’America della working class,“Communion” mira a definirne il profilo spirituale. E, indirettamente, a rafforzare la candidatura di un leader che ambisce a collocarsi al centro della futura ridefinizione del conservatorismo americano.

 


×

Iscriviti alla newsletter