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Droni gregari, la competizione europea vede un nuovo concorrente. Ecco quale

La partnership tra Rheinmetall e Boeing porta il MQ-28 Ghost Bat al centro della competizione europea sui droni gregari. In un arena in cui non sembrano certo mancare gli avversari

L’Europa accelera sui droni gregari, ma lo fa continuando a guardare oltreoceano. L’ultima mossa arriva dalla Germania, dove Rheinmetall e Boeing hanno annunciato una partnership per proporre il Mq-28 Ghost Bat alla Luftwaffe. Un passaggio che conferma come il mercato europeo dei Collaborative Combat Aircraft (Cca) sia ormai entrato in una fase operativa, segnando il passaggio da ambizione tecnologica a priorità strategica. Sviluppato originariamente in Australia, il sistema in questione ha già superato i 150 voli di test e ha dimostrato capacità operative avanzate, incluso il lancio di missili aria-aria. È, soprattutto, un sistema modulare, pensato per adattarsi a requisiti nazionali diversi — un elemento chiave per un continente come l’Europa, dove la sovranità industriale resta un vincolo politico oltre che operativo.

È proprio su questo punto che si gioca la proposta Rheinmetall-Boeing. L’azienda tedesca si candiderebbe come system integrator, garantendo che il drone venga adattato alle esigenze dell’aviazione militare tedesca, integrato nei sistemi di comando e sostenuto da una base industriale europea. Infatti il progetto punta esplicitamente a creare un hub produttivo continentale, con potenziali ricadute su altri Paesi europei.

Ma sul tavolo non c’è solo la proposta del Ghost Bat. Airbus, insieme a Kratos, propone una versione europea del Xq-58A Valkyrie, mentre la stessa Airbus continua a lavorare al concetto di Airbus Wingman. A questi si aggiungono i progetti della la startup Helsing con il Ca-1 Europa, quelli di general Atomics e persino quelli di Anduril, sempre in partnership con Rheinmetall. Segno di un ecosistema industriale che si sta rapidamente diversificando in relazione a questi specifici asset.

Eppure, al di là della competizione tra piattaforme, il punto centrale da non dimenticare è un altro, cioè il tempo. Il programma Future Combat Air System (Fcas), destinato a rappresentare il cuore della futura aviazione da combattimento europea, continua a scontare ritardi e tensioni industriali, in particolare tra Francia e Germania. Alla luce di queste difficoltà i Cca emergono come una soluzione intermedia, più rapida, più economica, e soprattutto immediatamente integrabile con asset già esistenti come Eurofighter e F-35.

Non è un caso che la Luftwaffe guardi a questi sistemi come moltiplicatori di forza, capaci di aumentare la “massa di combattimento” senza replicare i costi dei velivoli con equipaggio. In uno scenario caratterizzato da alta intensità e crescente competizione tecnologica, la possibilità di affiancare ai caccia sciami di droni collaborativi rappresenta un cambio di paradigma operativo.


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