Cassa depositi e prestiti si lascia alle spalle un 2025 con utili record a 3,4 miliardi, investimenti per quasi 74 miliardi e risorse impegnante per 29,5. Ora focus su operazioni di ampio respiro, nonostante il difficile contesto internazionale e accelerazione sul Piano Mattei. E sulla crisi energetica più efficienza e reti
Un motore per la crescita e la certezza che il piano che guarda al 2027 funziona. Cassa depositi e prestiti si lascia alle spalle un anno, il primo di attuazione della strategia presentata poco più di dodici mesi fa, chiuso con un nuovo massimo storico dell’utile netto, a 3,4 miliardi di euro, cresciuto del 3% rispetto al 2024 (3,3 miliardi). Il tutto a fronte di risorse impegnate per 29,5 miliardi di euro, pari ad oltre un terzo dell’obiettivo triennale dello stesso piano industriale. I conti, presentati oggi dal Presidente Gorno Tempini e dall’Ad di Cdp Dario Scannapieco insieme ai Vertici dell’azienda, presente anche l’Ad di Cdp Equity Fabio Barchiesi, rivelano l’accelerazione impressa dalla strategia al 2027.
Tanto per cominciare, gli investimenti sostenuti sono risultati pari a 73,6 miliardi, con un effetto leva di 2,5 volte le risorse impegnate, anche grazie all’attrazione di capitali addizionali. Il totale dei crediti in essere a favore di imprese, Pa, infrastrutture e cooperazione internazionale ammonta così a 127 miliardi (in crescita rispetto alla fine del 2024). Quanto alla raccolta complessiva, è risultata pari a 355 miliardi e include il risparmio postale che raggiunge i 297 miliardi e la raccolta obbligazionaria che arriva a 24 miliardi (rispettivamente +3% e +20% a confronto con la fine dell’esercizio precedente). Infine, guardando alla solidità di Cassa, il patrimonio netto di Cdp è salito a 32 miliardi, in crescita del 6% rispetto a fine 2024 (30 miliardi) grazie all’utile maturato nell’esercizio, al netto dei dividendi distribuiti.
Tra i pilastri dell’azione di Cdp non poteva mancare il sostegno mediante aumento di capitale ad operazioni strategiche volte a creare nuovi campioni europei come l’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas. Inoltre, per contribuire alla crescita di imprese e start-up nonché alla realizzazione di infrastrutture, sono proseguite le attività e gli investimenti indiretti in equity in settori strategici per il Paese. Guardando all’estero, Cdp ha dato ulteriore impulso alla strategia italiana per l’Africa che risponde al nome di Piano Mattei. Sempre lo scorso anno, infatti, si è svolta la prima operazione del Plafond Africa per contribuire alla realizzazione di uno dei più grandi impianti fotovoltaici nel continente africano e il primo finanziamento nell’ambito del programma europeo TERRA3, in partnership con la Fao. Operazioni che hanno contribuito a segnare un nuovo record sul fronte della cooperazione internazionale allo sviluppo con una crescita del 28% delle risorse impegnate rispetto al 2024.
“Il primo anno del piano strategico 2025-2027 si chiude con un nuovo risultato storico, ovvero l’utile più alto di sempre dalla nascita della nostra istituzione. È un dato che conferma l’efficacia di una strategia che ci ha consentito di investire oltre 29 miliardi di euro in iniziative chiave per il Paese, generando investimenti per più di 73 miliardi”, ha chiarito l’amministratore delegato Scannapieco. “Con queste risorse abbiamo sostenuto la competitività del tessuto economico italiano, al fianco delle Pubbliche amministrazioni e delle imprese, anche di quelle piccole e medie che fanno più fatica ad accedere al credito – ha detto – avviando inoltre una nuova attività di finanziamento diretto”, ha chiarito il manager.
“Abbiamo investito nelle infrastrutture, in grandi aziende che operano in settori strategici e avviato un nuovo modello operativo che ci consente una presa di rischio maggiore per sostenere tre obiettivi prioritari: Mezzogiorno, innovazione ed Esg”. Quanto al respiro internazionale, Scannapieco ha sottolineato come si sia “molto ampliato il nostro ruolo internazionale, in Europa e sul fronte della finanza per lo sviluppo, anche nell’ambito del Piano Mattei. In uno scenario in continuo mutamento, Cassa depositi e prestiti è pronta a cogliere nuove sfide, rafforzando ulteriormente il proprio impegno al servizio del Paese”.
Gorno Tempini ha invece toccato il tema degli investimenti propedeutici alla crescita in un contesto internazionale che più complesso non potrebbe essere. “Il 2025 è stato un anno simbolico per Cdp che ha celebrato il 175° anniversario della propria istituzione. Da allora, e anche nell’anno appena trascorso, il gruppo ha continuato a svolgere per il Paese il proprio ruolo di banca di sviluppo, in un contesto globale complesso, segnato da una profonda trasformazione dell’economia internazionale caratterizzata da un forte dinamismo tecnologico, da una crescente frammentazione geopolitica e da una rilevante volatilità dei mercati”.
In tal senso Via Goito “ha confermato il proprio ruolo come investitore istituzionale di lungo periodo. Accanto alle attività industriali e finanziarie, il Gruppo ha continuato poi a sostenere lo sviluppo a livello sociale, culturale e ambientale del Paese anche attraverso le attività di Fondazione Cdp con interventi mirati su istruzione, patrimonio artistico e ricerca. Tutti questi risultati sono il frutto del lavoro delle nostre persone, del rafforzamento della cultura aziendale e della fiducia costante dei nostri azionisti”.
Rispondendo poi a una domanda di Formiche.net, Gorno Tempini ha spiegato cosa vuol dire essere un investitore di lungo periodo in un mondo che viaggia alla velocità della luce, cambiando pelle ogni giorno o quasi. “La sfida è tutta nel raggiungere e generare risultati tipici di un operatore di mercato, ma con un mandato pubblico. Mantenere la barra dritta, in questo senso, significa individuare investimenti di ampio respiro, in settori strategici che possano però generare un valore aggiunto reale, anche e soprattutto per l’economia circostante, fornendo il carburante, la benzina per la crescita e lo sviluppo. Un esempio, che può aiutare a capire meglio quello di cui stiamo parlando è quello del venture capital, di cui Cdp è il maggior investitore in Italia”.
Infine, anche la crisi energetica ha trovato spazio nelle considerazioni dei vertici di Cassa. “Sulla crisi energetica innescata dalla guerra in Iran nessuno di noi sa quale sia la durata, ma sappiamo che ci saranno effetti sull’inflazione, si spera non sulla sicurezza energetica, quanto alle risposte che il gruppo Cassa depositi e prestiti può mettere in campo ci sta un potenziale di generazione da rinnovabili su cui Cdp è molto attiva e presente, sia in Italia sia all’estero”, ha chiarito Scannapieco. E poi “ci sono tante cose che vanno fatte: efficienza energetica, velocizzare le procedure sulle rinnovabili, l’interconnessione con altri paesi, la modernizzazione delle reti attraverso investimenti che vanno fatti anche con rigassificatori. Quindi diversificare”.







