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Italia e Turchia accelerano sulle piattaforme navali ibride

L’accordo tra Piloda Defence, Havelsan e Vn Maritime porta la cooperazione tra industria italiana e turca su un piano più concreto, con l’obiettivo di produrre in Italia piattaforme navali ibride per il mercato istituzionale. Il progetto punta su mezzi flessibili, utilizzabili con o senza equipaggio, e prova a trasformare una collaborazione industriale già avviata in una capacità operativa spendibile per Marina, Guardia di Finanza e altre amministrazioni

La cooperazione tra industria italiana e turca entra in una fase operativa con un accordo che punta a portare in Italia la produzione di piattaforme navali di superficie ibride. Piloda Defence, HAVELSAN e VN Maritime Technologies hanno siglato un’intesa per sviluppare, integrare, commercializzare e consegnare unità configurabili per missioni con equipaggio, senza equipaggio o in modalità mista, con attività produttive previste nei siti di Piloda e VN Maritime.

L’obiettivo è il mercato istituzionale italiano, con possibili applicazioni per Marina Militare, Guardia di Finanza e altre amministrazioni pubbliche. L’intesa si inserisce in una collaborazione già avviata tra Piloda Shipyard e VN Maritime, che hanno già avviato la produzione congiunta di quaranta unità da quindici metri per il Corpo delle Capitanerie di Porto, Guardia Costiera.

La logica della piattaforma ibrida

Il punto centrale è la flessibilità operativa. Le unità sono progettate per passare da una configurazione con equipaggio a una senza equipaggio, oppure a una formula intermedia, senza modifiche strutturali. Questo consente di adattare lo stesso mezzo a missioni diverse, dalla sorveglianza autonoma al pattugliamento, fino a ricerca e soccorso, trasporto e attività di abbordaggio.

Nei materiali emerge anche un dato strategico. La configurazione ibrida viene proposta come una soluzione immediatamente utilizzabile in un quadro normativo internazionale ancora poco definito per i mezzi completamente autonomi. Un prototipo funzionante è già stato presentato e testato da delegazioni istituzionali.

Tecnologia e passaggio decisivo

Sul piano tecnico, le piattaforme si basano sulla tecnologia di scafo ÖK Hull, sviluppata da VN Maritime su licenza Rafnar. Tra gli elementi evidenziati ci sono la riduzione dello slamming, una maggiore stabilità e benefici operativi per sensori e apparati di bordo.

La divisione dei ruoli è netta. Piloda Defence avrà il compito di polo produttivo e system integrator in Italia, HAVELSAN fornirà software per autonomia, navigazione e comando e controllo, mentre VN Maritime contribuirà con design navale e tecnologia di scafo. Il passaggio decisivo resta ora quello commerciale. Il valore dell’intesa dipenderà dalla capacità di tradurre questa cooperazione in ordini e impieghi operativi nelle flotte italiane.


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