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Cos’è l’accordo di difesa Italia-Israele che Roma ha deciso di non rinnovare

Il governo italiano ha bloccato il rinnovo automatico del memorandum sulla cooperazione nella difesa con Israele, attivando la clausola di sospensione subito prima della scadenza. Una decisione, si apprende, condivisa ai vertici dell’esecutivo. Le prime reazioni da Tel Aviv tendono a sottodimensionare la portata della decisione

Il governo italiano ha deciso di non rinnovare automaticamente il memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della difesa con Israele. L’annuncio è arrivato direttamente dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly di Verona: “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. È stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a scrivere al suo omologo israeliano, Israel Katz, e la decisione, secondo quanto riferito dall’Ansa, sarebbe frutto di un lavoro condiviso tra la premier, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e lo stesso ministro Crosetto.

Che cos’è il memorandum e come funzionava

Siglato nel giugno del 2003 e ratificato nel 2005, l’accordo bilaterale (strutturato in undici articoli che definiscono una larga cornice di cooperazione nel settore militare) prevedeva un rinnovo ogni cinque anni. Il memorandum era entrato in vigore il 13 aprile 2016, il che rendeva il 13 aprile 2026 la data naturale del prossimo rinnovo automatico. Si tratta di uno strumento giuridico che non configura un’alleanza operativa né impegni di intervento comune. Il memorandum funziona come una cornice generale che non contiene decisioni operative specifiche, ma definisce le regole e gli ambiti entro cui queste decisioni possono essere prese. In pratica, all’interno di questo quadro, Italia e Israele possono sviluppare progetti comuni, avviare programmi di ricerca, far collaborare le proprie industrie e organizzare attività di addestramento o scambio di competenze. Ogni iniziativa concreta viene negoziata e approvata separatamente, attraverso accordi attuativi o autorizzazioni governative. Tra gli aspetti più rilevanti c’è la cooperazione industriale. Negli anni sono state diverse le collaborazioni tra aziende dei due Paesi, specie nell’ambito della sicurezza informatica, del trattamento dei dati critici, dell’aeronautica e dei sistemi elettronici. 

La notifica e il meccanismo di stop

Il meccanismo di rinnovo era di tipo tacito e l’accordo si prolungava automaticamente alla scadenza quinquennale, salvo esplicita notifica contraria da parte di uno dei due firmatari. Per interromperlo, era necessaria una notifica esplicita da una delle due parti. È esattamente questo il canale che il governo italiano ha attivato, attraverso la lettera di Crosetto al ministro Katz, rendendo così operativa la sospensione prima che il rinnovo automatico producesse effetti per il quinquennio 2026-2031. Da parte israeliana, fonti citate dall’agenzia Ynet hanno ridimensionato la portata della decisione, affermando che non si tratterebbe di un accordo di sicurezza, “ma di un memorandum d’intesa privo di un vero e proprio contenuto, e la decisione non ha un significato pratico”.


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