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Anthropic, destinazione Italia? Perché Amodei guarda a Roma

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Quando il papa presenterà la sua enciclica sul rapporto tra l’essere umano e l’intelligenza artificiale, accanto a lui ci sarà anche il co-fondatore di Anthropic, Christopher Olah. Subito dopo dovrebbe fare tappa a Roma anche il ceo, Dario Amodei. In programma incontri con i vertici istituzionali del Paese. Attesa per eventuali investimenti in Italia

Anthropic, la Big Tech che punta sull’IA etica, arriva in Italia? Il 25 maggio, Papa Leone XIV presenterà la prima enciclica del suo pontificato, Magnifica Humanitas, sulla protezione della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale. Tra coloro che presenzieranno alla cerimonia, spicca il nome di Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, azienda che ha fatto parlare di sé proprio per l’attenzione ai temi etici connessi allo sviluppo e all’impiego dei modelli di intelligenza artificiale. A pochi giorni di distanza, seguirà anche una visita a Roma del ceo della società, Dario Amodei, che incontrerà i vertici politici italiani. Mentre negli Stati Uniti cresce lo scontro sul rapporto tra IA, sicurezza nazionale e il potere delle Big Tech, una parte dell’ecosistema tecnologico americano sembra guardare all’Italia (e più in generale all’Europa) non solo come mercato di espansione, ma anche come spazio di legittimazione politica e culturale. Che la prossima tappa dell’espansione europea di Anthropic sia proprio l’Italia?

Una società in ascesa

Fondata nel 2021 da Dario Amodei, dalla sorella Daniela e da un gruppo di ex ricercatori di OpenAI, Anthropic sviluppa la famiglia di modelli Claude ed è oggi una delle principali realtà globali nel campo dell’IA generativa. Nel 2026 ha chiuso un round di finanziamenti da circa 30 miliardi di dollari che ha portato la sua valutazione in borsa a circa 380 miliardi, mentre ulteriori negoziazioni potrebbero spingerla, secondo indiscrezioni, fino a soglie ancora più elevate (alcune stime parlano di 900 miliardi). A sostenere questa espansione è una rete di partner industriali e finanziari che include Amazon e Google, oltre a grandi fondi e investitori globali come Sequoia Capital, BlackRock e la Qatar Investment Authority. Nota per l’efficienza dei suoi chatbot anche rispetto agli altri big dell’IA, Anthropic investe in chip, sistemi cloud e data center tramite i suoi partner tecnologici, mentre sviluppa i modelli Claude con un focus crescente sulle applicazioni professionali, sul coding e sull’automazione.

Lo scontro con il Pentagono

La connotazione di azienda tech “etica”, Anthropic se l’è guadagnata a seguito dello scontro che ha avuto con i vertici politici americani nei primi mesi di quest’anno. Prima azienda a collaborare ufficialmente con il Dipartimento della Difesa Usa per fornire modelli di intelligenza artificiale alle Forze armate (Claude sarebbe stato centrale nella conduzione dell’operazione che ha portato alla cattura di Nicolàs Maduro), Anthropic è andata in rotta di collisione con l’amministrazione Usa a seguito della richiesta da parte del Pentagono di rimuovere le salvaguardie etiche incorporate nei suoi modelli, incluse quelle relative allo sviluppo di armi autonome e alla sorveglianza di massa. A seguito del rifiuto di Amodei, il Pentagono ha annullato tutti i contratti con Anthropic e ha dichiarato la società un “rischio nella catena di approvvigionamento” (designazione mai applicata per un’azienda americana). Benché si parli di segnali di disgelo tra l’azienda e il governo federale, soprattutto a seguito di un colloquio definito “produttivo e costruttivo” tra Amodei e Susie Wiles, capo di gabinetto della Casa Bianca, la diatriba legale sollevata dal ricorso di Anthropic è tuttora in corso.

Gli investimenti in Europa

Nell’ultimo anno, Anthropic ha sensibilmente aumentato il suo foothold nel Vecchio continente. La società ha aperto uffici a Parigi e Monaco (che si aggiungono alle sedi già operative di Londra, Dublino e Zurigo), triplicando il numero di dipendenti nella regione Emea (Europe, the Middle East and Africa) e mettendo a capo di questa espansione Liam Booth-Smith, già deputato britannico e capo di gabinetto di Rishi Sunak. I numeri parlano chiaro e il mercato europeo è oggi il più dinamico per la società, con ricavi cresciuti di oltre nove volte nell’ultimo anno e il numero di “grandi clienti aziendali” (vale a dire quelli con un fatturato superiore ai centomila dollari annui) aumentato di dieci volte. Sul fronte infrastrutturale, la società è alla ricerca di accordi per sviluppare data center in Europa, con un occhio specifico al Sud del continente. E non è l’unica. Oracle sta già espandendo la propria infrastruttura cloud in Italia, mentre Microsoft sta investendo miliardi in iniziative analoghe in Portogallo e Spagna. Intanto Google, che in Italia opera già sul cloud in partnership con Tim, ha annunciato altri 5,5 miliardi di investimenti in Germania da qui al 2029. Anthropic si sta muovendo in questo stesso spazio e, oltre alla sua tappa italiana, a fine mese Amodei si recherà anche a Londra per incontrare Keir Starmer.

La questione etica e il nodo vaticano

Olah e Amodei non sono i primi vertici delle Big Tech a fare tappa a Roma in questi mesi. Prima di loro, ha fatto parlare il tour di Peter Thiel, fondatore di Palantir Technologies, che ha portato nella capitale una serie di seminari dedicati al tema dell’Anticristo e al rapporto tra tecnologia e democrazia, tenutisi a porte chiuse e che avrebbero riscosso scarso entusiasmo negli ambienti vaticani. Ipotesi che troverebbe conferma proprio nella presenza di Olah accanto al pontefice in occasione della presentazione dell’enciclica. Leone XIV, anch’esso reduce dallo scontro con l’amministrazione Usa di Donald Trump (cui Thiel è notoriamente vicino) ha infatti tracciato un parallelismo deliberato tra il documento che sta per pubblicare e la Rerum Novarum, l’enciclica dell’1891 che trattò i diritti dei lavoratori durante la rivoluzione industriale e che viene considerata tuttora il fondamento del moderno insegnamento sociale della Chiesa. La decisione di ospitare Olah come relatore non appare quindi né accidentale né neutrale, e indica una chiara preferenza nei confronti dell’approccio ethics-driven di Anthropic rispetto a quanti pongono invece il perseguimento dell’accelerazione tecnologica al di sopra di ogni altra cosa. 

Ma, capovolgendo la prospettiva, anche Anthropic ha i suoi interessi nel cercare sinergie con la Santa Sede. In primis, per una questione di legittimazione morale tout-court: supportando l’enciclica del pontefice la società di Amodei può capitalizzare sul suo gradimento in Europa. In secondo luogo, questo posizionamento potrebbe rivelarsi strategico come apripista per l’eventuale arrivo di Anthropic in Italia, dove le opportunità di investimento devono sempre tenere conto dell’opinione pubblica che, proprio sul tema dell’intelligenza artificiale, rimane guardinga. Tutte le strade portano a Roma, anche ai tempi dell’IA.


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