Skip to main content

Spari fuori la Casa Bianca, il Secret Service interviene. La ricostruzione del Financial Times

CONDIVIDI SU:
Aggiungi Formiche su Google

Secondo il Financial Times, un uomo ha aperto il fuoco contro agenti del Secret Service nei pressi di un checkpoint vicino alla Casa Bianca. Donald Trump era all’interno dell’edificio e non è rimasto coinvolto

Un uomo è stato ucciso sabato sera a Washington dopo aver aperto il fuoco contro agenti del Secret Service nei pressi della Casa Bianca. La dinamica, ancora oggetto di indagine, è stata ricostruita dal Financial Times sulla base delle comunicazioni ufficiali dell’agenzia federale incaricata della protezione del presidente e delle principali autorità istituzionali statunitensi.

Secondo Anthony Guglielmi, portavoce del Secret Service, l’uomo si sarebbe avvicinato a un checkpoint nell’area di 17th Street NW e Pennsylvania Avenue NW, a poca distanza dall’ingresso del complesso presidenziale. A quel punto avrebbe estratto un’arma da una borsa e avrebbe iniziato a sparare. Gli agenti hanno risposto al fuoco, colpendo il sospetto, poi trasportato in ospedale, dove è stato dichiarato morto. Nessun membro delle forze dell’ordine è rimasto ferito. Un passante, invece, è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco. Non è ancora chiaro se sia stato ferito dal sospetto o dal fuoco di risposta degli agenti.

Donald Trump si trovava all’interno della Casa Bianca al momento dell’incidente e non è stato coinvolto. Il presidente è stato informato della sparatoria, mentre l’area è stata rapidamente isolata da Secret Service, polizia metropolitana di Washington e National Guard. Anche l’Fbi è intervenuta a supporto dell’operazione.

La dinamica

Il punto essenziale, al momento, è che le autorità non hanno indicato un movente. La Casa Bianca non è stata evacuata nel modo in cui avviene in presenza di una minaccia diretta già qualificata contro il presidente, ma l’episodio ha imposto comunque il blocco dell’area e la messa in sicurezza dei giornalisti presenti nel complesso. Alcuni reporter hanno riferito di aver sentito una serie prolungata di colpi, con stime comprese tra una quindicina e trenta spari, prima di essere fatti entrare nella sala briefing dagli agenti.

Il Washington Post, citando un funzionario di polizia, ha identificato il sospetto come Nasire Best, 21 anni, aggiungendo che l’uomo era già noto alle autorità e che in passato era stato coinvolto in un episodio di ingresso non autorizzato nell’area della Casa Bianca.

Il precedente del Correspondents’ Dinner

La sparatoria arriva a meno di un mese dopo l’attacco avvenuto durante la White House Correspondents’ Dinner al Washington Hilton, quando un uomo armato aveva superato l’area di sicurezza dell’evento, provocando l’intervento del Secret Service e il ferimento di un agente, protetto dal giubbotto antiproiettile. Questo, insieme agli altri precedenti, continua a rafforzare l’irrigidimento delle procedure di sicurezza attorno al presidente Trump.


×

Iscriviti alla newsletter