A un anno dalla scadenza dell’ultimo mandato del governatore della Banca centrale russa meno allineato che il Cremlino ricordi, in Russia partono le manovre per individuare il futuro numero uno della Bank of Russia. Tre nomi in lizza per prendere un testimone un po’ pesante
Non è mai andata troppo d’accordo con il suo superiore, se così lo si può chiamare. Elvira Nabiullina è al suo ultimo miglio alla guida della Banca centrale russa. Tre mandati in sequenza, la fu consigliera economica dello zar è alla guida della vigilanza dal 2013, intrisi di dure verità, spiattellate spesso in faccia al capo del Cremlino. Quando l’economia russa ha cominciato a cedere, tre anni fa, sotto il peso delle sanzioni imposte dall’Occidente all’indomani dell’invasione dell’Ucraina, Nabiullina ha sposato l’operazione trasparenza, in barba ai dettami di Mosca, che voleva raccontare al mondo un’economia indistruttibile, inossidabile, incrollabile. Niente di tutto questo, quando c’era da ammettere le difficoltà, il governatore della Bank of Russia non ci ha pensato un solo istante.
E dunque, inflazione al galoppo, vendite di petrolio ridotte al lumicino, deficit esploso. E poi quei tassi, portati fino al limite massimo di sopportazione (21%) che hanno reso il costo del denaro (e della vita) insostenibile per la maggior parte delle famiglie russe. Il Cremlino voleva l’allentamento monetario, Nabiullina rispose niet. Adesso il funzionario ed economista mai del tutto allineato, prima donna al vertice della Banca centrale e incline a smentire le aspettative di Mosca, è a fine corsa, visto che l’ultimo mandato, non rinnovabile scade tra un anno esatto. Domanda: chi sarà il successore? In lizza ci sarebbero tre nomi.
Uno dei nomi che circolano è quello di Maxim Oreshkin, vice capo dell’amministrazione presidenziale russa, un secondo candidato è Pyotr Fradkov, a capo di Promsvyazbank e figlio dell’ex primo ministro e capo del Servizio di intelligence estera russo Mikhail Fradkov. La sua candidatura è emersa solo di recente e in virtù del fatto che è uno dei banchieri più importanti della Russia. Il terzo nome è quello del capo del Vtb, Andrei Kostin, anche se non nutre grande interesse per il ruolo. In definitiva, però, una sola persona decide chi guiderà la banca centrale russa: Vladimir Putin. La certezza è però un’altra, nel mentre che partono i giochi per la successione al vertice della Bank of Russia.
L’economia della Federazione nell’ultimo periodo naviga in acque sempre più agitate. Persino l’inscalfibile Putin ha dovuto prendere atto del fatto che da due mesi ogni settore della produzione industriale è in calo, mentre il Pil ha registrato una contrazione dell’1,8%. Il presidente russo ha detto che appare evidente la presenza di circostanze oggettive, come la riduzione delle giornate lavorative dovuta a ponti festivi, le avverse condizioni meteorologiche, ma ha dovuto ammettere che c’è dell’altro. I soldi dello Stato, per esempio, stanno finendo, come ha detto pochi giorni fa il ministro dello Sviluppo economico Maksim Reshetnikov. Forse aveva ragione Nabiullina.
















