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Le lezioni dell’Ucraina arrivano sui carri francesi. Il nuovo Leclerc monta una gabbia anti-drone

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Presentato a Eurosatory, il nuovo Leclerc Xlr adotta la gabbia anti-drone già vista sui carri russi in Ucraina. Un segnale di come gli eserciti occidentali stiano assimilando le lezioni del fronte

Quella che nei primi mesi della guerra in Ucraina era stata liquidata come una soluzione improvvisata dei carri armati russi sembra essere stata adottata anche dall’esercito francese. Il nuovo Leclerc Xlr presentato dalla Francia al salone della difesa “Eurosatory” in corso a Parigi è infatti dotato di una gabbia metallica installata sopra la torretta, una protezione studiata per aumentare la sopravvivenza del carro contro gli attacchi dei droni, ormai tra le principali minacce sui campi di battaglia contemporanei.

La struttura è stata sviluppata dalla Section technique de l’Armée de Terre (Stat), il centro tecnico dell’Esercito francese incaricato della sperimentazione delle nuove capacità operative. Secondo il generale Olivier Coquet, responsabile della Stat, il prototipo è stato industrializzato da Knds France e le prime gabbie sono già in fase di distribuzione ai reparti corazzati.

Segnale evidente di come (giustamente) gli eserciti occidentali stiano assimilando le lezioni della guerra in Ucraina. “Il carro armato Leclerc ha recentemente mostrato la presenza di una canopia antidrone molto simile a quella dei carri di ambo le parti visti nella guerra in Ucraina ma soprattutto dai carri russi T-72 e T-80 all’inizio dell’invasione, prima dell’impiego in massa dei droni. Questo suggerisce che gli eserciti Nato stanno studiando e adattando la tecnologia attuale ai futuri scenari di guerre con caratteristiche simili” commenta per Formiche.net Giangiuseppe Pili, assistant Professor presso la James Madison University, Senior Associate Fellow del Nato Defence College e Associate Fellow del Royal United Services Institute (Rusi).

L’esperienza maturata in Ucraina ha dimostrato come la minaccia ai carri armati provenga sempre più spesso dall’alto. I piccoli droni Fpv, economici ma estremamente precisi, sono in grado di colpire i punti meno protetti dei mezzi corazzati. In questo scenario, le gabbie metalliche non rappresentano una soluzione definitiva, ma possono contribuire a far esplodere anticipatamente le munizioni o a ridurne gli effetti, aumentando le probabilità di sopravvivenza del veicolo e dell’equipaggio.

L’aggiornamento del Leclerc rientra nel programma Scorpion, con cui Parigi sta modernizzando le proprie forze terrestri. Oltre alla protezione anti-drone, il Leclerc Xlr riceve una nuova architettura digitale, corazzature aggiuntive, sistemi di comunicazione aggiornati e una torretta remotizzata pensata per le operazioni in ambiente urbano. Rimangono invece invariate le principali caratteristiche del mezzo, dotato di cannone da 120 millimetri con caricatore automatico e di un equipaggio composto da tre militari.

L’adozione delle gabbie rappresenta però soltanto una risposta immediata a una trasformazione molto più ampia del combattimento terrestre. “Si capisce che siamo lontani sia da un pieno adattamento, come varianti dei “turtle tank” più funzionali, sia da una piena reinterpretazione del carro armato con armi antidrone di massa dedicate. Quindi, anche in questo caso, non vediamo evoluzione o soluzione ma solo parziale adattamento”, commenta Pili. Parole che fanno eco a quelle del comandante delle forze terrestri francesi, il generale Philippe de Montenon, secondo cui il successore del Leclerc non sarà infatti un semplice carro armato, ma opererà insieme a droni e piattaforme robotiche.

Anche Coquet ha confermato che il futuro Main Ground Combat System (Mgcs), sviluppato con la Germania, sarà concepito come un vero “sistema di sistemi”, integrando mezzi con equipaggio, piattaforme senza pilota e capacità basate sull’intelligenza artificiale. Poiché il Leclerc dovrebbe raggiungere la fine della propria vita operativa intorno al 2035, mentre il Mgcs non entrerà probabilmente in servizio prima del 2045, la Francia sta già valutando una capacità intermedia che rappresenti il primo passo verso questa nuova architettura.


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