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ChatGPT si prepara a sbarcare al Pentagono dopo l’uscita di Anthropic

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ChatGPT è ormai vicino all’ingresso ufficiale su GenAI.mil, la piattaforma della difesa americana che impiega l’intelligenza artificiale generativa. L’avanzata di OpenAI coincide con il ridimensionamento di Anthropic, che in tribunale dà battaglia per non essere messa al bando negli appalti governativi. Nel frattempo, rimangono i dubbi sulla natura degli impegni presi da Sam Altman con il Pentagono

Presto ChatGPT farà il suo ingresso ufficiale su GenAI.mil, la piattaforma di intelligenza artificiale generativa del Dipartimento della Difesa americano. Ad annunciarlo è stato Mohammed Husain, strategic delivery lead per il settore cyber di OpenAI, intervenendo al Tech Summit di Arlington, in Virginia. “Credo che il lancio sia ormai imminente e siamo impazienti di condividere maggiori dettagli con un annuncio a inizio luglio”, ha dichiarato. Procede così il progressivo ridimensionamento del ruolo di Anthropic all’interno dell’ecosistema IA della Difesa americana a seguito dello scontro (tuttora in corso) tra la società madre di Claude e il governo federale.

Una piattaforma, tre milioni di utenti

GenAI.mil è nata a dicembre 2025 con l’obiettivo di portare l’intelligenza artificiale generativa in ogni angolo dell’apparato militare statunitense. La piattaforma è certificata per le informazioni non classificate sensibili (il cosiddetto “controlled unclassified information”) e opera al livello di sicurezza Impact Level 5, uno dei più elevati. Con l’arrivo di ChatGPT, il servizio diventerà accessibile a oltre tre milioni di dipendenti militari e civili della difesa Usa. Già ad aprile i dati ufficiali del DoD indicavano che più di 1,3 milioni di utenti della difesa usavano regolarmente la piattaforma, che ospitava già oltre 100.000 agenti di intelligenza artificiale sviluppati internamente. Fin dall’inizio la piattaforma è stata costruita con una logica multifornitore, integrando prima Gemini for Government e poi i modelli di OpenAI e di xAI. 

L’uscita di Anthropic…

Fino a pochi mesi fa, Anthropic occupava una posizione di primo piano nell’architettura IA del Pentagono. La società fondata da Dario e Daniela Amodei (insieme ad altri ex ricercatori di OpenAI), era il fornitore principale per le reti classificate della difesa Usa ed era integrata nel Maven Smart System, la piattaforma di Palantir utilizzata per le operazioni militari riservate. Poi è arrivato lo scontro. Dopo che Anthropic si è rifiutata di rimuovere dai propri modelli le salvaguardie etiche che vietano l’utilizzo dei propri LLM per la sorveglianza di massa e le armi autonome prive di supervisione umana, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dato mandato al dipartimento di testare modelli alternativi e ha dichiarato la società un “rischio per la catena di approvvigionamento”, definizione che, se confermata in tribunale, potrebbe escludere Anthropic dal partecipare ai principali programmi federali. 

…e l’ingresso di OpenAI

Neanche a dirlo, nel giro di poche ore dalla messa al bando di Anthropic, Sam Altman e OpenAI annunciavano di aver firmato un accordo per fornire i propri modelli al Pentagono, in sostituzione della società di Amodei. La velocità dell’operazione ha però sollevato più di un sopracciglio. Spinta dalla fretta di non farsi scappare l’occasione di riempire il vuoto lasciato dal concorrente, OpenAI avrebbe rinegoziato i propri termini con il Dipartimento della Difesa per consentire un uso senza restrizioni delle proprie tecnologie, senza i limiti etici che avevano affossato il rapporto con Anthropic. Lo stesso Altman ha in seguito ammesso che l’accordo era stato concluso in modo molto “affrettato”. Però nel frattempo l’annuncio aveva seminato il panico e, in pochi giorni, gli utenti americani di ChatGPT avevano cominciato a migrare in massa verso Claude, il chatbot di Anthropic. Di fronte a questo calo di consenso e di utenti, OpenAI è corsa ai ripari e ha fatto dietrofront, dichiarando che si sarebbe tenuta anch’essa entro quegli stessi limiti etici che sono costati l’appalto all’azienda di Amodei.

Cosa succede adesso?

Si fa in fretta a dire “fuori Amodei, dentro Altman”, ma la questione è più complessa. Innanzitutto, la transizione dai modelli di Anthropic a quelli di OpenAI è ancora in corso e i tempi per completarla si preannunciano lunghi. Nel frattempo, lo stesso Emil Michael, sottosegretario Usa alla Difesa per la ricerca e l’ingegneria, ha dichiarato che i colloqui con Anthropic circa il futuro del rapporto tra l’azienda e il Pentagono restano sospesi in attesa dell’esito del contenzioso giudiziario. Restano poi i dubbi su cosa OpenAI abbia effettivamente accettato di fare e di non fare per le Forze armate. Il dietrofront sulla rimozione dei limiti etici c’è stato, ma i termini precisi dell’accordo con il Pentagono non sono ancora stati resi pubblici e potrebbero non esserlo mai. Chi vincerà alla fine, le richieste del Pentagono o le pressioni dell’opinione pubblica?


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