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Scienza e innovazione, il diktat per il futuro dell’Intelligence

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A Monaco i massimi esperti ufficiali delle argomentazioni Intelligence hanno dibattuto e cercato soluzioni alle attuali e prossime sfide della sicurezza al fine di creare il confronto tra accademici e operativi e riuscire finalmente a fondere le due realtà. Una tre giorni rilevante alla luce dell’incontro di mercoledì 24 giugno a Berlino, dove Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Polonia si confronteranno nel formato E5

Mentre a Berlino si prepara il vertice E5 promosso dalla cancelleria tedesca per coordinare le priorità strategiche su difesa, Nato e Ucraina, a Monaco si è appena chiusa la prima conferenza accademico-scientifica delle comunità d’intelligence del continente, sotto l’egida dell’Intelligence College in Europe (Ice).

Un tre giorni rilevante presso l’Università delle Forze Armate tedesche a Monaco (Universität der Bundeswehr, München), alla luce dell’incontro di mercoledì 24 giugno a Berlino, dove Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Polonia si confronteranno nel formato E5. Al tavolo politico ristretto i leader dei cinque Paesi, tra cui la premier Giorgia Meloni, coordineranno posizioni e priorità sulla capacità europea di difesa, in vista del prossimo meeting Nato, della guerra in Ucraina e degli altri dossier strategici.

Non a caso l’Ice – nato su iniziativa francese nel 2019 a Parigi su volere del presidente Emmanuel Macron in merito alle azioni per il futuro dell’Europa – sarà ora a guida tedesca. La Direzione finora a traino francese – sebbene la presidenza ruoti tra i vari Paesi europei – per la prima volta passa ad un altro Stato, la Germania, con la divisione della Cancelleria Federale responsabile per la coordinazione Intelligence. L’Ice riunisce le Comunità di Intelligence dei Paesi europei, di cui l’Italia è stata sin da subito membro, e ha tra gli obiettivi proprio quello di implementare la formazione dedicata ai professionisti dell’Intelligence. All’interno dell’Ice l’Italia è rappresentata dal Dis.

A Monaco i massimi esperti ufficiali delle argomentazioni Intelligence hanno dibattuto e cercato soluzioni alle attuali e prossime sfide della sicurezza al fine di creare il confronto tra accademici e operativi e riuscire finalmente a fondere le due realtà, cosa da anni auspicata poiché troppo spesso vi è un divario tra i due mondi, uno troppo teorico, l’altro con necessità concrete e immediate. La Conferenza accademico-scientifica ha riunito rappresentanti di oltre 20 Paesi e, tra i temi discussi, non potevano mancare analisi e riflessioni sulla sicurezza europea e sulla cooperazione tra i Paesi e le agenzie di Intelligence, come anche quale sia il ruolo del mondo accademico nel supportare le attività di Intelligence.
Ma, soprattutto, il focus è stato rivolto all’unione tra scienza e Intelligence quale connubio fondamentale per gestire e rispondere all’epoca dell’attuale incertezza.

L’unico contributo italiano selezionato è inerente ad una tematica di fondamentale importanza per le minacce di oggi e quelle di domani, ed è stato inserito nel panel dedicato a Intelligence e Innovazione, questo a segnare in maniera chiara che l’Italia è leader indiscusso sulle tematiche del 6° Dominio Cognitivo. Un’innovazione che nel mondo dell’intelligence e della Difesa non è esclusivamente legata alla tecnologia e, dalla creazione del 6° Dominio Cognitivo della Nato, si è passati a dare ampio spazio alle capacità dell’essere umano al fine di gestire e prevenire i conflitti e le minacce contro la democrazia.

Per l’Italia il contributo lo ha portato la Prof.ssa Sabrina Magris, presidente di École Universitaire Internationale, piccola struttura italiana ma al vertice mondiale dei ranking inerenti il dominio cognitivo, neuroscienza applicata all’Intelligence e formazione del personale Intelligence.

“Nel mio intervento ho affrontato il tema di massima priorità del Dominio Cognitivo inteso nella sua accezione operativa che va oltre la disinformazione, e quali siano le implicazioni e le azioni che dovranno essere intraprese per la formazione del personale della Difesa e Intelligence – racconta a Formiche.net-. Il tema del Domino Cognitivo – che rappresenta l’intersezione apicale tra scienza e operatività – è stato affrontato parlando di neuro-attacchi, neurostrike, attacchi a livello fisiologico della costruzione del pensiero, alterazione e degradazione cerebrali e cognitive, e delle tecniche e modalità di aumento delle capacità cerebrali e cognitive secondo i più avanzati studi internazionali, che è quello che viene attualmente richiesto da chi si occupa sul campo di Difesa e Intelligence. Tipi di attacchi che sono già stati riscontrati in varie parti del mondo e che hanno visto anche la creazione di gruppi di giovani con una violenza prepotentemente aumentata da tecniche specifiche di manipolazione”

Magris, che recentemente è stata l’unico candidato nazionale per la posizione di vertice dell’European Security and Defence College, ente dell’Unione Europea con sede a Bruxelles, racconta poi qual è l’impegno di École Universitaire Internationale in queste tematiche: “École Universitaire Internationale è l’unico Istituto incaricato ufficialmente per l’Unione Europea per la formazione degli Alti Ufficiali delle Forze Armate, personale diplomatico e Intelligence in ambito PsyOps e InfoOps, quelle che appunto sono due tematiche fondamentali legate al 6° Dominio Cognitivo. La stessa Nato, in uno dei suoi recenti documenti, colloca queste due discipline tra i pilastri e gli strumenti principali del Dominio Cognitivo e delle azioni di contrasto. In questo contesto, il Manuale operativo adottato è anche in italiano e viene distribuito esclusivamente durante i corsi di formazione internazionali, con il 90% di autori italiani.”

L’Italia si è ritagliata inoltre un palcoscenico all’interno dell’evento grazie anche al fatto che il lavoro di tesi magistrale di un giovane laureato italiano dell’Università Luiss Guido Carli – Giacomo Leccese – incentrato sul domino marittimo e l’underwater sia stato premiato con il “2026 Intelligence College in Europe Academic Award” conferito nell’occasione dal prof. Luciano Bozzo, professore di Relazioni internazionali alla Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. Il lavoro di tesi è stato selezionato all’interno del concorso rivolto a studenti o giovani laureati che affrontano argomenti di ricerca relativi al tema “Scienza e Intelligence”.


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