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Iran-Usa, la Difesa precisa. L’appoggio logistico e i 500 voli di Rutte

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In un’intervista a Fox News, Mark Rutte ha dichiarato che dall’Italia sarebbero partiti oltre 500 per supportare l’operazione Epic Fury contro l’Iran. Dichiarazione in aperto contrasto con quanto affermato in più occasioni dall’Italia, secondo cui la ricostruzione del segretario della Nato è “totalmente fallace”

Il ruolo delle basi militari americane sul territorio italiano nell’ambito dell’operazione Epic Fury è di nuovo al centro del dibattito. Nel corso di un intervento televisivo su Fox News, il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha attribuito alle basi in Italia un ruolo di primo piano nel supporto logistico e operativo alle forze di Washington. A stretto giro, il dicastero guidato da Guido Crosetto ha respinto la ricostruzione, precisando i limiti e la natura delle autorizzazioni concesse dal governo nazionale.

Cosa ha detto Rutte

Intervenendo all’emittente Fox News, Mark Rutte ha affermato che le basi in Italia hanno svolto un ruolo definito “massiccio” a sostegno dell’operazione americana in Iran, quantificando in 500 gli aerei statunitensi decollati dal territorio nazionale. Secondo i dati forniti dal Segretario generale, l’azione si inserisce in un quadro europeo complessivo che ha registrato tra le 4.000 e le 5.000 missioni di volo. Rutte ha sottolineato che l’Europa si è trasformata in una “piattaforma di proiezione della potenza” per gli Stati Uniti, evidenziando come l’apporto degli alleati continentali sia molto più ampio rispetto ad isolati casi di frizione con Washington e che, “paese dopo paese”, le basi siano state messe a disposizione per Epic Fury.

La risposta italiana

La replica del ministero della Difesa è giunta attraverso un comunicato che ribadisce che l’Italia ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi del Parlamento e degli accordi che regolano la presenza alleata, escludendo qualsiasi attività al di fuori delle previsioni vigenti. La nota richiama l’informativa già resa alle Camere dal ministro Crosetto, confermando che l’esecutivo ha autorizzato esclusivamente attività di natura tecnica e logistica e rigorosamente “non cinetiche”, specificando che le volte in cui si è prospettata una richiesta esterna a tale perimetro l’Italia non ha concesso l’autorizzazione. La Difesa ha inoltre espresso sorpresa per la ricostruzione del Segretario generale della Nato, rilevando come l’organizzazione stessa non abbia a che fare con l’operazione Epic Fury. Secondo il ministero, le dichiarazioni di Rutte confondono le tipologie dei voli e trasmettono un messaggio “totalmente fallace”. “Sarebbe bastato”, prosegue il comunicato, “un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto”.

Il botta e risposta con l’opposizione

La polemica si è ulteriormente ampliata con l’intervento di Angelo Bonelli (Avs), che ha annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo le date dei voli, le tipologie di aeromobili impiegati e le relative funzioni operative. Secondo Bonelli, le parole di Rutte contraddirebbero quanto riferito dall’esecutivo alle Camere sul ruolo svolto dall’Italia durante l’operazione contro l’Iran, dimostrando che la ricostruzione fornita dal ministro Crosetto non corrisponderebbe ai fatti.

Alle accuse dell’esponente dell’opposizione ha replicato direttamente Crosetto, dichiarandosi disponibile a riferire nuovamente in Aula e ad autorizzare un rappresentante della Difesa a illustrare, «aereo per aereo», tutti i voli autorizzati, nella sede ritenuta opportuna. Il ministro ha tuttavia sottolineato che la vicenda riguarda la gestione tecnica di accordi affidata alle strutture della Difesa e non scelte politiche mutevoli.

La posizione è stata ribadita anche dal ministero della Difesa, che in una nota ha definito la ricostruzione di Bonelli «priva di fondamento». Il dicastero ha ricordato che l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche, logistiche e di supporto previste dagli accordi vigenti, escludendo missioni o voli di natura cinetica. Sulla stessa linea si è espressa la portavoce della Nato, Allison Hart, secondo cui Rutte si riferiva all’applicazione, da parte degli alleati, Italia compresa, degli accordi bilaterali già esistenti in materia di basi e sorvoli: il sostegno richiamato dal Segretario generale riguardava dunque attività di carattere logistico o tecnico, non operazioni di attacco contro l’Iran.


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