Skip to main content

Energia, acqua e agricoltura. Saggio mappa i progetti del Piano Mattei nel continente africano

CONDIVIDI SU:
Aggiungi Formiche su Google

A livello nazionale, il coordinamento della Struttura di missione si avvale del lavoro quotidiano con la Farnesina, la rete consolare, l’Aics e diversi ministeri, potenziato da memorandum d’intesa siglati con grandi realtà industriali e accademiche come Leonardo, Confindustria, Luiss ed Enel. Un’impalcatura che, secondo Saggio, ha permesso di costruire “un patrimonio non misurabile in cifre ma il più strategico: un’apertura di credito e un rapporto di fiducia consolidato con le controparti africane”

Un effetto leva per il Piano Mattei per l’Africa è senza dubbio quello del respiro internazionale, che offre più margini di manovra grazie a 18 nazioni partner e a 1,2 miliardi di progetti deliberati. Significa che quel piano ha fatto centro. A che punto è il progetto del governo italiano per il continente nero? Quali risultati sono stai raggiunti e con quali margini di miglioramento? L’ambasciatore Fabrizio Saggio, Coordinatore della Struttura di Missione per l’attuazione del Piano Mattei, ha tracciato un quadro complessivo nell’audizione davanti alle Commissioni riunite Affari Esteri e Difesa del Senato e Affari Esteri e Comunitari della Camera, sulla Terza Relazione annuale al Parlamento. Emerge una cornice altamente armonica, con un perimetro di azione e con le nuove consapevolezze sulla portata delle sfide verso l’Africa.

Il concetto del lungo periodo

Punto di partenza, secondo l’ambasciatore Saggio, è “l’approccio strutturale, di ampio respiro e di lungo periodo”. Questa la ragione alla base dei due assi principali su cui il governo lavora, ovvero il consolidamento del processo di internazionalizzazione del piano e la piena operatività dell’architettura finanziaria. Sul primo aspetto è nevralgico il ruolo del G7 all’interno del quale si è sviluppato il processo di internazionalizzazione del Piano Mattei: “Per la prima volta sotto presidenza italiana abbiamo dedicato una sessione ad hoc all’Africa. Significativamente la presidenza francese quest’anno ha dedicato, anche su richiesta italiana, una dichiarazione settoriale proprio al sistema delle partnership internazionali, citando e menzionando come riferimento il Piano Mattei come un modello di partnership con l’Africa”.

Tra pochi mesi l’Italia copresiederà nell’ambito dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite insieme alla Nigeria la prossima conferenza dei donatori della Global Partnership for Education, ha annunciato il coordinatore della Struttura di missione. L’obiettivo è contribuire ad accrescere i finanziamenti a sostegno dell’istruzione primaria nei Paesi più fragili del mondo.

Una strategia di concretezza

“In questi ultimi dodici mesi – ha spiegato – credo che il Piano Mattei abbia raggiunto risultati particolarmente significativi”. Nel merito, ecco un miliardo di euro di progetti deliberati dal Comitato tecnico del Fondo italiano per il clima nei dodici mesi di riferimento, oltre 4 miliardi di euro di garanzie Sace dal lancio del Piano rivolte ai 18 Paesi focus e oltre 550 milioni di euro di progetti avviati in sinergia con la Banca mondiale”. Inoltre il vertice Piano Mattei-Global Gateway è stato uno snodo fondamentale per dare ariosità al progetto “a livello leader”, mentre il secondo appuntamento “per certi versi simbolicamente ancor più importante” è stato il secondo vertice Italia-Africa, organizzato “per la prima volta in Africa”. All’incontro, ha evidenziato, hanno partecipato il segretario generale delle Nazioni Unite, il presidente dell’Unione africana e “oltre 35 delegazioni a livello di capi di Stato e di governo e a livello ministeriale”.

A livello nazionale, il coordinamento della Struttura di missione si avvale del lavoro quotidiano con la Farnesina, la rete consolare, l’Aics e diversi ministeri, potenziato da memorandum d’intesa siglati con grandi realtà industriali e accademiche come Leonardo, Confindustria, Luiss ed Enel. Un’impalcatura che, secondo Saggio, ha permesso di costruire “un patrimonio non misurabile in cifre ma il più strategico: un’apertura di credito e un rapporto di fiducia consolidato con le controparti africane”.

2027: acqua, formazione e minerali critici

Sono tre le prorità individuate dal governo per il prossimo anno. La gestione delle risorse idriche, che rappresenta la richiesta prevalente inviata dai Paesi partner; il rafforzamento dei percorsi formativi; l’approfondimento della partita strategica sui minerali critici.  A proposito di interventi ad alto impatto sociale ed economico, va citato quello in Mozambico, il programma Ascent, che punta a portare l’energia elettrica a milioni di cittadini e abitazioni attualmente isolate dalla rete. In Kenya ed Etiopia sono attive operazioni di sostegno al bilancio statale per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Tra i progetti finanziati tramite il canale della Banca Africana di Sviluppo figurano l’accesso all’acqua in Etiopia, lo sviluppo agricolo in Angola, la diffusione di soluzioni di clean cooking in Kenya e la realizzazione di mini-reti rinnovabili in Mauritania. In Repubblica del Congo è stato avviato il progetto Puzzle per l’accesso all’elettricità, mentre in Costa d’Avorio l’iniziativa Mission 300 prevede la posa di 3.400 chilometri di linee elettriche a beneficio di 250 mila famiglie. Sul fronte idrico, il Piano interviene in Marocco affiancando il Team Europe con 100 milioni di euro cofinanziati insieme a Francia e Germania, e in Tunisia attraverso il progetto Tanit per il recupero delle acque reflue.

Sono 50 i milioni di Cdp al fine di sostenere lo sviluppo della filiera agroalimentare nel continente africano e favorire l’inclusione sociale e la crescita economica nei Paesi prioritari del Piano Mattei: il tutto in pool con altre istituzioni finanziarie internazionali, a favore di Etc Group, holding del gruppo Export Trading Group (Etg), uno dei maggiori operatori mondiali nel commercio e nella trasformazione di prodotti agricoli. Le risorse contribuiranno alla manutenzione e all’ammodernamento della rete infrastrutturale del Gruppo in Africa, che comprende oltre 475 magazzini e 120 impianti di trasformazione.

Inoltre con la Banca Africana di Sviluppo (Afdb) è stato attivato uno strumento di 15 progetti con 100 milioni di finanziamenti già approvati, all’interno di un pacchetto complessivo di interventi che sfiora i 200 milioni.

I progetti futuri

“L’ultimo rapporto Sace – ha aggiunto Saggio – registra significativi aumenti delle esportazioni proprio nei 18 paesi destinatari del Piano Mattei con un aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente”. Apprezzato dal Continente africano anche la decisione di avviare una conversione di circa 269 mln di euro di crediti bilaterali vantati dall’Italia verso le nazioni africane, una scelta chiara di natura strutturale, non abbiamo lavorato con il singolo paese ma per una conversione del debito con il Continente africano. La nostra azione risponde alla necessità di trasformare passività finanziarie in investimenti reali, capitale umano e infrastrutture”.

Inoltre dalla sua prima riunione nel novembre del 2024 il Comitato tecnico” del Fondo clima per la parte Africa “si è riunito 19 volte, ha deliberato 15 interventi in Africa per un volume di finanziamenti intorno al miliardo. L’obiettivo del secondo semestre è di aggiungere altri 500 milioni di euro di progetti, che sono oggetto di studio quotidiano e proposti dalla controparte africana. Il comitato lavora quotidianamente in collaborazione con CdP esaminando i costi-benefici e il potenziale coinvolgimento del sistema Italia” “con un occhio per le pmi che stiamo sostenendo per entrare nel Continente africano”.


×

Iscriviti alla newsletter