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Dal Comando Cyber Intel ai fondi per la ricerca. Il governo ridisegna l’architettura della Difesa

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Il Ddl approvato dal governo interviene su alcuni degli snodi che dovranno sostenere la trasformazione della Difesa. Il nuovo assetto consolida il Comando interforze Cyber Intel, attribuisce al Capo di stato maggiore maggiori responsabilità sul dominio cibernetico e sui dati e introduce strumenti per finanziare ricerca e prototipi, accelerare le procedure e ampliare il ruolo di Difesa Servizi

Il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri apre la prima fase della riforma della Difesa annunciata più volte dal ministro Guido Crosetto. Non ridisegna ancora l’intero modello militare, ma interviene su alcuni meccanismi destinati a sostenerne l’evoluzione. Il testo consolida la riorganizzazione della funzione informativa, costruisce una governance specifica per il cyber e amplia gli strumenti con cui il ministero può sostenere ricerca e sviluppo tecnologico. Il rafforzamento del livello interforze attraversa sia la catena di comando sia le carriere degli ufficiali.

Il ddl consolida il Comando Cyber Intel

Sul terreno dell’intelligence militare il provvedimento non introduce una struttura completamente nuova. Recependo una riforma ordinativa già realizzata all’interno della Difesa, sostituisce la denominazione del Reparto informazioni e sicurezza con quella di Comando interforze Cyber Intel. L’adeguamento riguarda sia il Codice dell’ordinamento militare sia l’articolo 8 della legge 124 del 2007, che inquadra il reparto nell’architettura nazionale dell’intelligence.

Il ddl istituzionalizza quindi un assetto già avviato e rende più strutturato il raccordo tra funzione informativa militare e capacità cyber. Non modifica però il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e lascia ferme le competenze di Dis, Aise e Aisi.

La dimensione interforze viene rafforzata anche con il Centro per l’addestramento al combattimento e il contrasto alla minaccia ibrida, posto alle dipendenze del Capo di stato maggiore. Le commissioni di vertice delle singole Forze armate saranno inoltre sostituite da un’unica Commissione di vertice interforze per la valutazione degli ufficiali destinati ai gradi apicali. Dal 2030 sarà richiesto almeno un anno in un incarico interforze, che diventeranno due dal 2033.

Una governance militare per il cyber

In secondo luogo il testo definisce lo spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato. Il perimetro, aggiornato dal ministro, comprende infrastrutture informatiche, dati, connessioni elettromagnetiche e sistemi cyber-fisici installati sulle piattaforme militari, anche quando impiegati fuori dal territorio nazionale.

Al Capo di stato maggiore vengono attribuite la qualifica di autorità cyber del ministero e la responsabilità unica dei dati della Difesa. Restano ferme le competenze della Presidenza del Consiglio, del Viminale, degli organismi di informazione, dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dell’Ufficio centrale per la segretezza. La norma delimita così un ambito militare specifico senza estenderlo all’intera cybersicurezza nazionale.

Nasce anche lo Specialista cyber militare. Il brevetto comporterà una ferma iniziale di cinque anni, prorogabile con periodi biennali fino a un massimo complessivo di tredici. Sono previsti un premio di 4.300 euro annui per ogni ferma aggiuntiva e un’indennità dedicata. Il fondo per gli incentivi partirà da 1,57 milioni nel 2027 e raggiungerà 15 milioni annui dal 2036.

Più strumenti per ricerca e prototipi

Il terzo blocco riguarda la capacità di trasformare la ricerca in applicazioni militari. Il nuovo fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica avrà una dotazione iniziale di 10 milioni di euro annui dal 2026 e potrà finanziare anche a fondo perduto progetti di sviluppo sperimentale.

Il ddl consente inoltre di riconoscere i risultati delle prove svolte presso centri esterni accreditati quando non sia possibile utilizzare quelli interni. Introduce il partenariato per l’innovazione e meccanismi destinati ad accelerare sviluppo e acquisizione dei prototipi.

Cresce infine il margine operativo di Difesa Servizi. La società potrà costituire nuovi soggetti o assumere partecipazioni in imprese impegnate in attività connesse alle proprie funzioni, oltre ad avvalersi di personale proveniente da altre amministrazioni. Il provvedimento definisce così alcuni strumenti organizzativi e finanziari della riforma, mentre il nuovo modello complessivo della Difesa richiederà ulteriori interventi e il completamento dell’iter parlamentare.


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