L’azienda italiana con 3,8 miliardi di dollari espande la propria presenza negli Stati Uniti. Il messaggio è chiaro: essere al centro della trasformazione tecnologica
Prysmian si fa spazio negli Stati Uniti. Grazie alla fusione con Atkore, l’azienda milanese specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia, delle telecomunicazioni e della fibra ottica aumenta il suo peso strategico sul territorio americano. Il costo dell’operazione ammonta a 3,8 miliardi di dollari, tutto cash. L’accordo di acquisizione, che dopo il via libera di entrambi i consigli di amministrazione, si concluderà entro la fine dell’anno. Per chi lavora nel settore delle infrastrutture elettriche è un’ottima notizia. Atkore è infatti una società statunitense con sede nell’Illinois con un fatturato da 2.850 milioni di dollari. Opera in tutto il mondo ed è leader nelle soluzioni elettriche e infrastrutturali. Parliamo di quelle tradizionali, come i trasporti, ma anche quelle di nuova generazione, come i data center. A tutti questi impianti, Atkore fornisce canaline elettriche adiacenti ai cavi, sistemi di gestione, armature, telai, tubi, raccordi in plastica. Sommata all’esperienza di Prysmian, la partnership promette di dare grandi risultati.
L’obiettivo è di dar vita a un fornitore leader delle soluzioni integrate per le infrastrutture elettriche. Come spiega Massimo Battaini, ceo di Prysmian, “l’elettrificazione, i data center basati sull’AI e la digitalizzazione richiedono tutti ingenti investimenti in infrastrutture e sono fondamentali per l’economia moderna, con notevoli opportunità negli Stati Uniti. La nostra priorità è stata quella di trovare la soluzione giusta per potenziare la nostra eccezionale crescita e redditività, integrando la piattaforma commerciale e il portafoglio a prodotti più adatti a massimizzare il nostro potenziale. Atkore – aggiunge Battaini – offre un’interessante combinazione di prodotti complementari, un’esposizione strutturale alla crescita e significative opportunità di sinergia, rappresentando un’accelerazione decisiva nell’evoluzione di Prysmian verso un fornitore completo di soluzioni elettriche”.
L’entusiasmo è alto anche dall’altra parte. “Questa transazione rappresenta il culmine del nostro processo di revisione strategica completo, volto a massimizzare il valore per gli azionisti, e riflette la solidità del portafoglio differenziato di prodotti per infrastrutture elettriche critiche di Atkore”, spiega il presidente del cda Micheal V. Schrock. “Non vediamo l’ora di completare questa transazione e di realizzare i benefici che ci aspettiamo apporti ai nostri stakeholder”.
Il pagamento, come anticipato, avverrà interamente in contanti. Prysmian sborserà 95 dollari per azioni e riconoscerà un premio tra il 23% e il 30% rispetto ai prezzi dela Borsa registrati nei mesi precedenti. Il finanziamento sarà interamente coperto da una combinazione di capitale proprio e debito, con quest’ultimo che peserà per circa il 60% del totale.
Per Prysmian è il definitivo salto di qualità. Quella di Atkore è la quarta acquisizione di rilievo da parte dell’azienda italiana. Nel 2018 aveva comprato General Cable, nel 2024 Encore Wire, poi nel 2025 Channel Commercial. In tutto, ha investito circa 8 miliardi di euro. Dopo la chiusura della trattativa con Atkore, la cifra sfiora i 12 miliardi. A luglio inoltre aveva chiuso un accordo da 5,5 miliardi con Molex per la fornitura di apparecchiature per i data center. Un bel salto in avanti con cui Prysmian vuole diventare attore centrale della trasformazione digitale in corso.
















