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Lavoro, sicurezza, IA. Cosa ha detto Meloni intervistata da Chi

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Intervistata da Chi, Giorgia Meloni rivendica il lavoro fatto negli anni di governo trascorsi e tratteggia il lavoro da fare in futuro. Auspica poi una rielezione, anche giudicando i risultati “che abbiamo costruito nel contesto difficilissimo in cui abbiamo operato”

Nuovo programma per il 2027, obiettivi, riflessioni (non solo tattiche, ma anche personali). Intervistata da Chi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni tratteggia il lavoro da fare e rivendica il già fatto, mettendo l’accento su un punto, per così dire, metodologico: rieleggerla perché non si è risparmiata e giudicare i risultati “che abbiamo costruito nel contesto difficilissimo in cui abbiamo operato”.

Tre i punti cardinali del ragionamento della premier: lavoro, tasse, sicurezza. Sul primo si impegna ad alleggerire le tasse e lavorare per rafforzare il potere d’acquisto degli italiani, ovvero “i soldi in più in busta paga, il taglio dell’Irpef, il sostegno alle mamme che lavorano, l’aumento delle pensioni più basse, la detassazione degli aumenti contrattuali, delle mance, dei premi di produttività, il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, e molto altro. Intendiamo continuare su questa strada”. Ricorda che l’occupazione è ai massimi storici e che la sicurezza può godere delle nuove norme europee sull’immigrazione che Roma ha contribuito a determinare.

Il nodo della guerra sommato ai rincari energetici è sciolto con una certificazione: finora il Governo è sempre intervenuto tempestivamente, spiega, ovvero gli ultimi decreti hanno avuto il merito di abbassare il costo del gasolio e “rappresentano un unicum in Europa”, visto che “nessun altro Governo europeo è intervenuto così”. In caso di peggioramento, sottolinea, ci sarà spazio per costruire soluzioni nuove.

Tra gli spunti positivi c’è senza dubbio il turismo, in grande ascesa, che però porta i grembo una serie di rischi, come l’ipersfruttamento dettato dalla desertificazione dei centri storici delle città d’arte e dal commercio di bassa qualità. “Il rischio è amare l’Italia fino a consumarla”, replica Meloni, secondo cui il fenomeno della cosiddetta desertificazione viene da molto lontano, “da decenni di scarsa visione, mancanza di programmazione e scelte sbagliate, che hanno visto proliferare minimarket e negozi di cianfrusaglie, a scapito delle botteghe storiche, dei negozi di vicinato e dei servizi per i residenti”.

Il passo successivo si delinea all’interno di una visione complessa, dove deve trovare spazio un sì che equivale a una ricchezza enorme ma che, proprio per questo “va governato, trovando un equilibrio tra residenzialità e ricettività”. In questa direzione vanno le iniziative del governo volte a regolare gli affitti brevi, combattere l’abusivismo con il supporto dei Comuni e sostenere il commercio di qualità e l’artigianato, “presidi di autenticità che rendono meravigliosi i nostri territori”.

Sul versante politico sono due i messaggi lanciati: a chi le chiede di un possibile rimpasto di governo con Matteo Salvini spostato al Viminale, replica con la stessa frase che usa ormai da mesi, ovvero che fermo restando che Salvini sarebbe un ottimo ministro dell’Interno (“lo ha già dimostrato”) è attualmente impegnato in una competenza molto complessa, che è quella delle infrastrutture e dei trasporti, che richiede un impegno enorme, e lo sta facendo con una dedizione incredibile. Al contempo ministro Piantedosi “sta dando il massimo in un ambito – quello della sicurezza e dell’immigrazione – nel quale non c’è giorno in cui si possa abbassare la guardia, come dimostra anche la recente crisi di Ceuta”.

Passaggio propedeutico al macro tema rappresentato dalla sicurezza, molto sentito e non solo dopo l’assalto da parte dei 70mila nordafricani: “Non si è realmente liberi se non si è sicuri a casa propria o nella propria città”. In secondo luogo la questione Vannacci: “Non un problema – sentenzia – perché la democrazia per me non lo è mai. Non una risorsa, perché tutto quello che ho visto finora racconta, purtroppo, un’operazione costruita per favorire la sinistra”.

Infine un accenno ad un tema di straordinaria importanza, come l’Intelligenza Artificiale, partendo da un ambito per così dire familiare, ovvero quello dell’impatto sui più giovani (in primis su sua figlia). Meloni argomenta la risposta mettendo in risalto quel mondo nel quale non si distingue più cosa sia vero da quello che non lo è; quel comparto, ovvero il lavoro, che potrebbe subire un crollo degli occupati; quelle persone che posano essere tentate di smettere di pensare, “di darsi delle risposte e si limitino a fare le domande a una macchina”.

Per cui, mentre molti genitori non sono attrezzati per capire come tutto questo può impattare, “la politica prova a dare risposte a questi temi: in Parlamento si discute la proposta di vietare i social ai minori di 16 anni. È un bene che se ne parli, ma ho l’impressione che le nostre risposte non siano ancora sufficientemente efficaci”.


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