Kalashnikov ha annunciato una versione del missile anticarro Vikhr dotata di spoletta di prossimità per l’impiego antidrone dal Ka-52. Una modifica minima che trasforma l’elicottero d’attacco in un tassello della difesa aerea russa
Da anticarro ad anti-drone? Questa sembra essere la nuova vita che aspetta lo storico elicottero Ka-52 “Alligator”, caposaldo delle forze armate sovietiche ancora impiegato da quelle russe. Il 10 agosto il gruppo Kalashnikov ha infatti reso noto che una versione modificata del missile guidato Vikhr, concepito come arma anticarro per il velivolo ad ala rotante menzionato più su, sta venendo utilizzato in chiave antidrone grazie all’aggiunta di un sensore di prossimità che attiva la testata senza necessità di impatto diretto. La logica tecnica è lineare. Colpire fisicamente un drone di piccole dimensioni è più difficile che centrare un carro armato, e la spoletta di prossimità risolve il problema senza toccare l’architettura del missile.
Nella sua conformazione classica, il Vikhr era stato già usato in modo intensivo contro i mezzi corazzati ucraini durante la controffensiva del 2023. Con il mutare dei bersagli disponibili, l’impiego si è esteso a postazioni fortificate e altri obiettivi non corazzati, e nel novembre 2025 l’azienda ha completato le consegne della versione aggiornata Vikhr-1, incorporando le indicazioni degli equipaggi. Era già stato segnalato almeno un abbattimento di drone. Ma la novità di agosto è il passaggio dall’evento occasionale alla funzione progettata. Kalashnikov indica come bersaglio di riferimento i droni ad ala fissa che colpiscono in profondità, e sostiene che il Vikhr costi molto meno di un missile antiaereo convenzionale. Non sono stati forniti dati comparativi. L
I vantaggi dell’elicottero sono la mobilità e la capacità di riposizionarsi lungo i corridoi di penetrazione dei droni. Ma ci sono anche dei limiti, dalla guida laser impone la linea di vista continua, al maggior onere economico rispetto al tenere in allerta una batteria terrestre. Il Ka-52 aggiunge quindi uno strato alla difesa aerea, ma non ne sostituisce la componente terrestre.
Uno strato che, però, si sta popolando. Nel giugno 2026 Rostec ha confermato che lo Yak-130M modernizzato ha ricevuto radar, sistemi di bordo aggiornati e missili aria-aria, indicando esplicitamente la distruzione di droni pesanti tra i suoi compiti. Immagini di fonte aperta hanno inoltre mostrato Su-57 con carichi esterni arricchiti di missili a corto e medio raggio, ipotesi che il ministero della Difesa russo non ha confermato.
Ne emerge una possibile divisione del lavoro: elicotteri contro una fascia selezionata di droni ad ala fissa, velivoli leggeri contro i bersagli pesanti, caccia di prima linea riservati ai compiti più complessi. Non è una scelta originale, poiché anche Kyiv aveva imboccato la stessa strada prima, usando elicotteri e velivoli a elica contro gli Shahed. E Anche per Mosca questa potrebbe rivelarsi la scelta più efficiente.
















