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La Russia usa i deepfake delle star contro i Democratici. La campagna di Matryoshka

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Volti noti, audio generati con l’intelligenza artificiale e falsi servizi costruiti con la grafica dei grandi network americani. Secondo NewsGuard, la rete di influenza russa Matryoshka ha iniziato a rivolgere la propria attività verso le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Per ora la circolazione dei contenuti resta limitata, ma il metodo mostra l’evoluzione delle operazioni informative in vista del voto

Julia Roberts, Sarah Jessica Parker, Christopher Lloyd. E ancora Alyson Hannigan, Emma Caulfield, Ed Begley Jr. Non hanno improvvisamente deciso di registrare messaggi contro il Partito democratico americano. Le loro immagini e, soprattutto, le loro voci sono state utilizzate per costruire contenuti falsi destinati ai social network.

È quanto emerge da un’analisi pubblicata da NewsGuard, sulla nuova attività attribuita a Matryoshka, operazione di influenza già osservata in precedenti campagne rivolte contro Ucraina e Paesi occidentali. Secondo NewsGuard, la rete sta ora indirizzando parte della propria produzione verso le elezioni di metà mandato statunitensi, utilizzando temi particolarmente divisivi nel dibattito politico americano.

Vengono recuperati filmati autentici delle celebrità – in alcuni casi vecchie campagne pubblicitarie o video personalizzati pubblicati sulla piattaforma Cameo – sui quali viene sovrapposto un audio artificiale che riproduce la voce della persona ritratta. Al materiale viene poi aggiunta la grafica di una testata conosciuta, così da presentarlo come un contenuto giornalistico autentico.

NewsGuard riferisce, per esempio, di falsi video costruiti utilizzando il marchio della CNN, nei quali attori e attrici sembrano rivolgere accuse molto gravi contro i Democratici, associandoli a pedofilia, criminalità o presunti abusi sui minori. In altri casi, i contenuti insistono sull’assistenza sanitaria per le persone transgender e, in particolare, sui trattamenti per i minori, trasformando uno dei temi più polarizzanti della politica americana in materiale per l’operazione informativa.

Dai volti delle star ai candidati

La campagna non si limita alle celebrità. Secondo una successiva ricostruzione di NewsGuard basata anche sul lavoro del gruppo di ricerca Antibot4Navalny, nell’arco di una settimana Matryoshka avrebbe prodotto 19 falsi video presentati come servizi della CNN. Dieci di questi prendevano di mira undici candidati democratici in nove Stati.

Tra i nomi citati figurano il senatore della Georgia Jon Ossoff e l’ex governatore della North Carolina Roy Cooper. A Ossoff è stata falsamente attribuita la richiesta di interrompere gli aiuti a Israele per destinare maggiori risorse all’Ucraina; a Cooper una dichiarazione secondo cui gli Stati Uniti avrebbero bisogno di milioni di nuovi immigrati per mantenere bassi i prezzi dei generi alimentari. Altri contenuti hanno accusato candidati di aver simulato disabilità, organizzato reti di bot per molestare cittadini ebrei o finanziato diagnosi false di disforia di genere tra i bambini. NewsGuard non ha trovato riscontri per queste affermazioni.

La stessa analisi mostra inoltre un falso servizio costruito per imitare CBS News e utilizzare l’immagine di Robert De Niro. È un dettaglio che rende evidente una delle caratteristiche dell’operazione: non è sufficiente fabbricare una dichiarazione, occorre inserirla dentro un involucro visivo già familiare all’utente. Il volto della celebrità offre riconoscibilità; il logo dell’emittente fornisce un’apparenza di autorevolezza. Non di certo una novità, visto che NewsGuard aveva già documentato centinaia di falsi contenuti prodotti da Matryoshka imitando testate occidentali. In Germania, ad esempio, la stessa rete aveva diffuso materiale contraffatto attribuito a Der Spiegel, Deutsche Welle, ZDF e altre testate, inserendolo nel dibattito politico tedesco.

L’intelligenza artificiale abbassa i costi

A cambiare è soprattutto la facilità con cui questi prodotti possono essere realizzati. Non è più necessario costruire un deepfake sofisticato dell’intero volto. È sufficiente partire da un video reale, conservarne le immagini e sostituire la voce. Il risultato non deve necessariamente resistere a un’analisi forense: deve apparire credibile per pochi secondi all’interno del flusso di un social network.

Anche il New York Times, citando Graphika, ha ricondotto la recente ondata a Matryoshka, conosciuta anche come Operation Overload. Il quotidiano ha rilevato falsi contenuti costruiti per assomigliare a servizi di CNN, BBC e dello stesso New York Times. In uno dei casi, un video contraffatto utilizzava l’immagine di Jamie Lee Curtis per attribuirle dichiarazioni sui Democratici mai pronunciate; la portavoce dell’attrice le ha smentite. Il tutto in una vasta e articolata operazione di disinformazione il cui valore non risiede solamente nella costruzione di una grande falsificazione destinata a diventare virale, ma nella possibilità di alimentare continuamente l’ambiente informativo con prodotti a basso costo, rapidamente sostituibili e abbastanza plausibili da creare, anche solo temporaneamente, confusione sull’origine di ciò che appare sullo schermo.


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