Tra diffidenza verso i rischi dell’intelligenza artificiale e domanda di maggiore presenza dello Stato nell’economia, l’ultimi radar Swg fotografa un’Italia che non vuole fermare l’innovazione, ma chiede di governarla. La tecnologia viene così osservata con interesse e cautela, mentre su sanità, istruzione, ricerca ed energia cresce l’aspettativa di interventi pubblici. Sul fronte politico, invece, il quadro resta sostanzialmente stabile
L’intelligenza artificiale corre, l’economia chiede protezione e la politica continua a misurarsi con un Paese che osserva il futuro tra cautela e qualche preoccupazione. È questa la fotografia dell’Italia – sospesa tra innovazione e bisogno di controllo – scattata dall’ultimo Radar SWG, relativo alla settimana dal 14 al 20 settembre. Un Paese che non sembra voler fermare il cambiamento, ma che chiede sempre più esplicitamente di governarlo.
E che, sul terreno politico, conferma un quadro di sostanziale stabilità, con movimenti contenuti ma significativi nelle intenzioni di voto.
Il primo segnale arriva proprio dal rapporto con l’intelligenza artificiale. Il 45% degli italiani continua a considerare lo sviluppo dell’IA qualcosa di positivo, ma il 49% esprime una valutazione negativa, sommando quanti ritengono che possa essere utile soltanto in alcuni casi e quanti la considerano estremamente pericolosa.
A pesare è soprattutto la paura di perdere il controllo. Per otto italiani su dieci i rischi legati a sistemi di IA capaci di agire oltre i limiti stabiliti dagli esseri umani sono concreti o plausibili.
L’idea che una tecnologia possa accedere autonomamente a reti e dati, interferire con servizi essenziali o contribuire allo sviluppo di sistemi ancora più potenti non appare più soltanto una suggestione futuristica.
Di fronte al dilemma tra rallentare la corsa tecnologica o proseguirla, la maggioranza relativa degli italiani sceglie una terza strada: andare avanti, ma con regole e controlli più rigorosi. Il 46% sostiene infatti la prosecuzione dello sviluppo accompagnata da maggiori garanzie. Il 21% preferirebbe rallentare anche a costo di perdere terreno rispetto alla Cina, mentre il 15% considera troppo elevati i rischi degli sviluppi più avanzati.
È una posizione che guarda anche all’Europa. Gli italiani sembrano riconoscere all’Ue un possibile ruolo autonomo nella partita tecnologica, purché la sicurezza dei cittadini e la regolamentazione restino centrali.
E, se un domani fosse necessario stabilire se una tecnologia sia troppo rischiosa per essere sviluppata, la fiducia maggiore andrebbe a organismi scientifici e tecnici indipendenti, più che alle aziende che quella stessa tecnologia la producono.
La cautela torna anche quando si parla di economia. Circa nove italiani su dieci dichiarano di informarsi sui temi economici, ma prevale un’informazione passiva: media generalisti e social restano le fonti principali, mentre meno di un italiano su tre ricorre a fonti specialistiche.
L’economia viene percepita soprattutto nella sua dimensione più concreta, come produzione e distribuzione di beni e servizi, più che come sistema astratto di mercati e finanza.
Anche sul ruolo dello Stato emerge una domanda di presenza. Tra le funzioni considerate più importanti compaiono la redistribuzione delle risorse, la regolazione dei mercati, il sostegno alla ricerca e all’innovazione e la capacità di intervenire nei momenti di crisi.
Guardando al futuro, gli investimenti indicati come prioritari riguardano soprattutto sanità, istruzione e formazione ed energie rinnovabili, mentre l’intelligenza artificiale e la robotica si collocano più indietro.
Poi c’è la politica. E qui la fotografia del 21 settembre restituisce un quadro senza scossoni, nel quale le variazioni rispetto alla settimana precedente restano contenute.
Fratelli d’Italia si attesta al 27,1%, il Partito democratico al 20,8%, il Movimento 5 Stelle al 12,8%. Seguono Forza Italia all’8%, Alleanza Verdi-Sinistra al 7% e la Lega al 6,5%. Azione è al 5,3%, Italia Viva al 3,1%, +Europa al 2,4%, Noi Moderati all’1,5% e Avanti–PSI all’1%. Il 28% non esprime un orientamento.
















