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La JV Leonardo-Rheinmetall vicina ad annunciare il contratto per i nuovi tank? Cosa lo fa pensare

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La Direzione armamenti terrestri ha pubblicato (e chiuso) il bando di gara per i nuovi carri armati dell’Esercito italiano, segnale che la procedura di affidamento sta entrando nelle fasi finali. Una commessa da oltre 5 miliardi nel percorso di aggiornamento della componente corazzata delle Forze armate che con ogni probabilità sarà affidata alla joint venture italo-tedesca

La joint venture tra Leonardo e Rheinmetall (Lrmv) potrebbe essere vicina ad annunciare l’affidamento ufficiale del contratto per i nuovi mezzi pesanti dell’Esercito. La Direzione degli armamenti terrestri (Dat) del ministero della Difesa ha pubblicato un Codice identificativo di gara (Cig) dal valore massimo di oltre 5,1 miliardi di euro per l’approvvigionamento del nuovo Main Battle Tank dell’Esercito italiano e dei suoi mezzi derivati. La scadenza della procedura riporta la stessa data della pubblicazione, un elemento compatibile con il ricorso a una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando. Si tratta di un passaggio atteso da mesi per il rinnovo della componente corazzata dell’Esercito, dopo l’avvio del programma A2CS e la consegna dei primi esemplari da parte della società paritetica italo-tedesca.

Cosa dice il bando

Il Cig pubblicato in data 21 settembre dalla Direzione degli armamenti terrestri, responsabile per il procurement dei nuovi mezzi, riporta l’oggetto «Approvvigionamento nuovo Mbt e derivati», con un importo massimo di 5.143.208.394,40 euro, in linea con le risorse già previste per il programma. La scadenza per la presentazione delle offerte, inoltre, coincide con il giorno stesso della pubblicazione della procedura. Un’impostazione che, considerata la natura e l’entità della fornitura, è compatibile con una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando.

Le cifre tornano

Nel Documento programmatico pluriennale della Difesa (Dpp) 2024-2026, il programma per il rinnovamento della componente corazzata ha un costo complessivo stimato in 8,246 miliardi di euro, dei quali 5,510 miliardi risultavano già finanziati, con un cronoprogramma dei pagamenti spalmato fino al 2038. La prima quota è destinata al rinnovo della capacità di combattimento della componente pesante, al relativo supporto logistico decennale e agli adeguamenti infrastrutturali. Una cifra, dunque, vicina al valore della procedura appena pubblicata.

Il 5 settembre, l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha dichiarato che “l’ordine di grandezza del primo contratto della Jv Leonardo-Rheinmetall con l’Esercito italiano per la realizzazione di carri armati e mezzi di fanteria avrà un ordine di grandezza di 3,4 miliardi di euro”. Mariani aveva precisato che si trattava della “fase iniziale del contratto di sviluppo e produzione dei mezzi”, “in particolare per la parte New Main Battle Tank”. Il valore massimo indicato dal Cig è dunque superiore a quello del primo contratto quantificato dall’azienda, una differenza che potrebbe riflettere l’articolazione della procedura tra Mbt, piattaforme derivate e ulteriori prestazioni.

Gli sviluppi recenti

A gennaio Lrmv ha consegnato all’Esercito i primi quattro Lynx KF-41 del programma A2CS, nell’ambito del contratto iniziale per 21 veicoli. A giugno, a Eurosatory, la joint venture aveva presentato il nuovo Nmbt, sviluppato sulla base del carro KF51 Panther di Rheinmetall e destinato a sostituire progressivamente gli Ariete. A inizio mese, Mariani ha indicato come “praticamente definiti” i contratti della joint venture con l’Esercito, pur precisando che la firma non sarebbe probabilmente arrivata entro la fine del mese e indicando come obiettivo la chiusura entro l’anno. Stanti i dovuti passaggi amministrativi per completare la procedura di affidamento, l’annuncio della firma potrebbe arrivare già nelle prossime settimane.


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