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Italia-Repubblica Ceca, export e spazio al centro della visita di Meloni

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L’attuale fase geopolitica impone una serie di riflessioni su alleanze e partership. L’Italia è tra i primi sei partner economici della Repubblica Ceca e dal momento che sta crescendo l’importanza dell’iniziativa Global Gateway e di altri strumenti finanziari dell’Ue che consentono alle aziende europee nei Paesi in via di sviluppo di ottenere finanziamenti competitivi, l’agenda dei Paesi che guardano a tali dinamiche è sostanzialmente modificata e maggiormente orientata in questo senso

Cintura orientale, Ue, interscambio e Nato saranno i temi sul tavolo della visita di Giorgia Meloni nella Repubblica Ceca. Solidi i rapporti commerciali fra i due Paesi, che puntano a rafforzare numeri e tendenze. Forti anche le relazioni persone tra i due leader. In occasione del record di longevità dell’esecutivo italiano, Giorgia Meloni rispose con queste parole al messaggio di auguri da parte del presidente del Governo della Repubblica Ceca: “Grazie di cuore, caro Andrej Babis, per queste parole così generose. Servire le nostre Nazioni con responsabilità e determinazione è il senso più profondo del nostro impegno, ed è lo spirito che ci ha uniti nelle relazioni tra Praga e Roma, cosi’ come a Bruxelles e sui principali scenari internazionali. Orgogliosa di questo cammino comune, per un’Europa più sicura, autorevole e competitiva”.

L’Italia è tra i primi sei partner economici della Repubblica Ceca, caratterizzata da un progresso costante degli scambi: positivo anche l’andamento degli investimenti esteri diretti tra i due Paesi e i distretti industriali italiani. Nel 2025 l’interscambio tra Italia e Repubblica Ceca ha raggiunto 18,35 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto all’anno precedente. Lo scorso maggio in occasione di un evento alla Camera dei deputati, vennero gettate le basi per un potenziamento dei rapporti tra Repubblica Ceca e Italia, promosso dalla Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca Camic insieme all’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma e l’Ambasciata d’Italia a Praga, con il supporto di VÚB Banka, del Gruppo Intesa Sanpaolo.

L’Italia fa parte dell’ELI-ERIC, una delle più importanti infrastrutture scientifiche europee con sede in Repubblica Ceca. I due Paesi vantano anche comuni sensibilità industriali: è il caso della visione comune sul futuro dell’industria europea, dove i due Paesi chiedono regole più sostenibili, neutralità tecnologica e semplificazione a tutela della competitività delle rispettive imprese. Altro tema sentito è quello della concorrenza, dove vanno evitate le penalizzazioni per le filiere energivore e siderurgiche. Infine lo spazio: la cooperazione spaziale nell’ambito dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Unione europea, anche alla luce del ruolo della Repubblica Ceca quale sede dell’EUSPA è una realtà oggettiva, che può dare il ‘la’ a una serie di collaborazioni industriali e scientifiche già avviate tra i due Paesi.

Lo scorso aprile Sergio Mattarella aveva visitato il Paese, incontrando il Presidente Petr Pavel, i presidenti di entrambe le camere del Parlamento, oltre alla comunità italiana a Praga, per la prima visita bilaterale nella Repubblica Ceca dall’inizio del suo mandato nel 2015. Il paese intanto compie progressi: S&P ha rivisto a “positivo” l’outlook della Repubblica Ceca dopo i risultati ottenuti dalla sua economia: al timone c’è Andrej Babiš, Primo Ministro dal dicembre 2025 dopo la vittoria del suo partito ANO alle elezioni del 2025. Dal momento che sta crescendo l’importanza dell’iniziativa Global Gateway e di altri strumenti finanziari dell’Ue che consentono alle aziende europee nei paesi in via di sviluppo di ottenere finanziamenti competitivi, l’agenda dei paesi che guardano a tali dinamiche è sostanzialmente modificata e maggiormente orientata in questo senso.

Infine in videocollegamento allo Europe Gulf Forum, riunito a New York a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Giorgia Meloni nel suo intervento ha sottolineato l’esigenza di creare rotte alternative e rafforzare i comparti di infrastrutture e difesa: “Collegare i nostri mercati, creare rotte alternative, rafforzare le infrastrutture e sviluppare congiuntamente tecnologie e capacità di difesa servono esattamente a questo scopo”, aggiungendo che Europa e Paesi del Golfo devono investire nella creazione di rotte commerciali alternative.


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