Meloni sente Mohammed bin Salman mentre Riad intensifica il confronto con Washington su Yemen e sicurezza di Hormuz e Bab el-Mandeb, e rafforza il dialogo di difesa con Rabat. Sullo sfondo, la tutela delle rotte commerciali e la costruzione di una più ampia architettura di stabilità regionale
La premier Giorgia Meloni ha tenuto oggi un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita e premier Mohammed bin Salman. La conversazione si colloca in un più ampio movimento diplomatico saudita, con al centro la sicurezza delle rotte marittime tra Golfo, Mar Rosso e Mediterraneo. Nelle stesse ore, Riad ha discusso di Hormuz e Bab el-Mandeb con Washington e ha intensificato il confronto sulla cooperazione di difesa con il Marocco.
Il filo conduttore è la protezione della libertà di navigazione e dei flussi commerciali internazionali, ma anche il tentativo di costruire una convergenza politica e di sicurezza tra partner occidentali e arabi di fronte alle crisi regionali.
La telefonata con Meloni
Secondo Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio ha avuto oggi un colloquio telefonico con il principe ereditario e primo ministro saudita, durante la quale ha espresso la solidarietà italiana all’Arabia Saudita; i due leader hanno poi affrontato le tensioni regionali e le possibilità di privilegiare soluzioni diplomatiche.
Al centro del confronto vi è stata la libertà di navigazione negli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb. Si tratta dei due passaggi che collegano, rispettivamente, il Golfo Persico all’Oceano Indiano e il Mar Rosso al Golfo di Aden: snodi decisivi per l’energia, il commercio marittimo e le catene di approvvigionamento globali.
Il colloquio ha riguardato inoltre i rapporti bilaterali. Roma e Riad intendono convocare la prima riunione del Consiglio di Partenariato Strategico, previsto dalle intese raggiunte durante la visita di Meloni ad AlUla lo scorso anno. L’obiettivo è dare continuità politica e operativa alla cooperazione tra i due Paesi, in una fase in cui l’Arabia Saudita assume un ruolo sempre più rilevante nelle dinamiche di sicurezza del Golfo e del Mar Rosso.
Il confronto con Rubio
La priorità della sicurezza marittima è emersa anche nell’incontro a Washington tra il ministro degli Esteri saudita, principe Faisal bin Farhan, e il segretario di Stato americano Marco Rubio. I due hanno esaminato gli sviluppi politici e di sicurezza nella regione, con particolare attenzione alla situazione in Yemen e alle iniziative per affrontarla.
Riad e Washington hanno sottolineato l’importanza di tutelare sicurezza della navigazione e libertà di transito nelle acque internazionali, indicando espressamente Hormuz e Bab el-Mandeb. Nella formulazione saudita, la protezione di questi corridoi è funzionale alla stabilità regionale, alla continuità degli scambi e alla tenuta delle catene di fornitura mondiali.
L’incontro ha inoltre confermato la volontà di proseguire il coordinamento politico tra Arabia Saudita e Stati Uniti sulle crisi di comune interesse, sostenendo gli sforzi diplomatici per la sicurezza, la pace e la stabilità. Faisal bin Farhan e Rubio hanno discusso anche della relazione strategica bilaterale e delle sue possibili linee di sviluppo.
Il dossier Yemen
Il riferimento allo Yemen è rilevante perché Bab el-Mandeb si trova davanti alle coste yemenite e rappresenta l’accesso meridionale al Mar Rosso. Gli attacchi e le tensioni che interessano l’area hanno reso la sicurezza della navigazione un dossier che unisce dimensione militare, protezione dei traffici, pressione sui mercati energetici e iniziativa diplomatica.
In questo quadro, il messaggio che arriva dai colloqui sauditi con Italia e Stati Uniti è sostanzialmente sovrapponibile: evitare un ulteriore deterioramento della crisi, difendere le rotte internazionali e mantenere aperti i canali diplomatici. La convergenza su Hormuz e Bab el-Mandeb assume quindi un valore politico che va oltre la sola sicurezza navale.
Anche il Marocco
Sul piano della difesa, il ministro saudita Khalid bin Salman ha avuto un colloquio telefonico con il ministro delegato presso il capo del governo marocchino incaricato dell’Amministrazione della Difesa nazionale, Abdellatif Loudiyi.
I due esponenti hanno discusso delle modalità per rafforzare la cooperazione nel settore della difesa tra Arabia Saudita e Marocco, in linea con le aspettative delle rispettive leadership. Hanno inoltre esaminato gli sforzi condivisi per sostenere la sicurezza e la stabilità della regione alla luce degli sviluppi in corso.
È un tassello ulteriore della proiezione saudita verso i Paesi arabi partner. L’interlocuzione con Rabat non riguarda direttamente gli stretti, ma si inserisce nella medesima cornice: una rete di relazioni politiche, diplomatiche e di difesa costruita per affrontare una fase di crescente instabilità regionale.
La cornice strategica
La sequenza di contatti mostra una diplomazia saudita impegnata su più livelli:
– Con l’Italia, per rafforzare il partenariato strategico e condividere la priorità della libertà di navigazione;
– Con gli Stati Uniti, per coordinare le risposte alle crisi regionali, allo Yemen e alla sicurezza delle rotte marittime;
– Con il Marocco, per consolidare la cooperazione difensiva e il dialogo sulla stabilità regionale.
Per Roma, il punto è particolarmente sensibile: la continuità dei traffici attraverso Mar Rosso, Canale di Suez e Mediterraneo incide direttamente sulla sicurezza economica e commerciale italiana. La futura riunione del Consiglio di Partenariato Strategico tra Italia e Arabia Saudita potrà dunque rappresentare il luogo per tradurre l’intesa politica in iniziative concrete, dall’energia alla logistica, fino alla sicurezza e alla cooperazione industriale.
















