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In Marocco la prima donna premier. Chi è Fatima Ezzahra El Mansouri

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Fatima Ezzahra El Mansouri rompe il soffitto di cristallo: prima donna primo ministro del Regno con un passato da amministratrice locale

Il Marocco apre una pagina inedita della propria storia politica. Re Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri capo del governo, affidandole il mandato di formare il nuovo esecutivo. Per la prima volta, una donna viene chiamata a guidare il governo del Regno: una scelta che ha valore istituzionale, politico e simbolico, e che si inserisce nel percorso di riforme avviato sotto il regno di Mohammed VI.

La nomina è stata formalizzata martedì 29 settembre al Palazzo Reale di Rabat. A comunicarla è stato il ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria, precisando che l’incarico è stato conferito ai sensi dell’articolo 47 della Costituzione marocchina.

El Mansouri, coordinatrice della direzione collegiale del Partito Autenticità e Modernità (Pam), dovrà ora avviare le consultazioni con le forze politiche per costruire la nuova maggioranza e presentare una squadra di governo.

Il messaggio di Rabat

Nelle dichiarazioni rese dopo l’udienza con il sovrano, la nuova premier ha sottolineato la portata dell’incarico ricevuto. “Lavoreremo per proporre un governo all’altezza delle aspettative di Sua Maestà il Re e dell’insieme delle cittadine e dei cittadini”, ha affermato.

El Mansouri ha definito la nomina un “momento storico” per il Paese, richiamando il fatto che si tratta della prima volta in cui una donna assume la guida del governo marocchino. Il messaggio, però, non è rivolto soltanto alla rappresentanza femminile: la premier incaricata ha insistito sulla necessità di offrire risposte concrete, in particolare alle aspettative dei giovani.

Da qui l’annuncio di consultazioni immediate, prima nel Pam e poi con gli altri partiti, per arrivare a un programma fondato su soluzioni “realistiche e concrete”. Un passaggio che mette al centro non solo la composizione dell’esecutivo ma anche la sua capacità di affrontare le priorità sociali ed economiche del Paese.

Chi è Fatima Ezzahra El Mansouri

Nata a Marrakech il 3 gennaio 1976, avvocata dal 2005 presso il Foro della sua città, El Mansouri ha costruito un profilo che combina formazione giuridica, amministrazione locale e politica nazionale.

È laureata in diritto privato all’Università Mohammed V di Rabat, ha conseguito un diploma di studi approfonditi in diritto dei contratti d’impresa all’Università di Montpellier e ha completato una formazione in diritto anglosassone alla Pace University negli Stati Uniti.

L’ingresso in politica risale al 2007, con il Movimento di tutti i democratici. Nel 2008 ha partecipato alla fondazione del Pam, partito che negli anni ha assunto un ruolo centrale nel quadro politico marocchino.

Il suo nome è strettamente legato a Marrakech. El Mansouri ha guidato il Consiglio comunale della città tra il 2009 e il 2015 ed è tornata a ricoprire la stessa carica nel 2021. È stata inoltre deputata dal 2011 al 2016 e dal 2016 al 2021, mentre tra il 2015 e il 2024 ha presieduto il Consiglio nazionale del Pam.

L’esperienza nell’esecutivo è maturata tra il 2021 e il 2026, quando ha ricoperto l’incarico di ministra dell’Assetto del territorio nazionale, dell’Urbanistica, dell’Edilizia abitativa e della Politica della città. Un portafoglio che l’ha posta al centro di dossier strategici: pianificazione urbana, politiche abitative, riequilibrio territoriale e sviluppo delle città.

Non soltanto una nomina simbolica

La scelta del sovrano non ha soltanto una portata simbolica. El Mansouri arriva all’incarico dopo aver guidato un grande comune, ricoperto funzioni parlamentari, diretto un ministero con ricadute economiche e sociali dirette e assunto ruoli di vertice nel proprio partito.

Il passaggio decisivo sarà ora politico. La nuova premier dovrà verificare i margini per una maggioranza stabile, distribuire le responsabilità tra le forze che sosterranno il governo e costruire un programma capace di tradurre il mandato ricevuto in risultati tangibili.

In questo senso, il richiamo ai giovani appare particolarmente significativo. L’occupazione, il costo della vita, l’accesso alla casa, la qualità dei servizi e le disparità tra aree urbane e periferiche restano nodi centrali per il Marocco. E proprio su urbanistica, abitazione e governo del territorio El Mansouri dispone dell’esperienza più consolidata.

La traiettoria delle donne marocchine

La nomina della prima donna a capo del governo si inserisce in un percorso più ampio di crescita della presenza femminile nelle istituzioni marocchine sotto Mohammed VI.

Uno snodo decisivo è stato la riforma del Codice della famiglia, la Moudawana, del 2004. La riforma ha riconosciuto la responsabilità congiunta dei coniugi nella famiglia, ha portato a 18 anni l’età legale del matrimonio per entrambi i sessi e ha rafforzato le condizioni previste per la poligamia, sottoponendola a requisiti più stringenti e al controllo dell’autorità giudiziaria.

Sono state inoltre ampliate le possibilità di ricorso al divorzio ed è stata riconosciuta alla donna adulta la possibilità di concludere autonomamente il matrimonio. La revisione della Moudawana resta oggi uno dei dossier più sensibili del dibattito marocchino, tra richieste di maggiore parità, tutela dei minori e salvaguardia della stabilità familiare.

Parallelamente è aumentata la presenza delle donne nella diplomazia e nell’amministrazione. Tra le figure citate vi sono Mounia Boucetta, nominata ambasciatrice e segretaria generale del ministero degli Esteri nel 2020; Nabila Freidji, ambasciatrice in Norvegia; Bouchra Kadiri Boudchich, ambasciatrice a Panama; Wissane Zailachi, ambasciatrice in Australia; e Nezha Alaoui M’Hamdi, ambasciatrice in Ruanda dal 2025.

Un precedente rilevante è quello di Zoulikha Nasri, considerata la prima donna ad aver svolto il ruolo di consigliera del Re, con un profilo legato ai dossier economici e sociali e alle più alte sfere decisionali del Paese.

La sfida del nuovo governo

L’incarico affidato a Fatima Ezzahra El Mansouri rappresenta dunque un punto di arrivo per il processo di apertura delle istituzioni marocchine alle donne, ma anche un punto di partenza.

La riuscita della nuova premier non sarà misurata soltanto dal carattere storico della nomina. Dipenderà dalla composizione dell’esecutivo, dalla tenuta della maggioranza e soprattutto dalla capacità di trasformare le aspettative sociali in politiche pubbliche efficaci.

Rabat affida a El Mansouri una fase che richiede equilibrio politico, capacità di mediazione e concretezza amministrativa. La prima donna alla guida del governo marocchino avrà il compito di dimostrare che il significato della sua nomina può andare oltre il simbolo, trasformandosi in una nuova stagione di governo.


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