La sinergia tra il colosso petrolifero e l’azienda deeptech serve per capire in che modo i robot possono essere sfruttati per raggiungere i loro obiettivi. Al centro dell’intesa c’è GENE.01, da impiegare nelle attività di ispezione, teleoperazione, assistenza remota e assistenza in ambienti complessi
Eni e Generative Bionics uniscono le forze. Il memorandum di intesa siglato dal colosso petrolifero e l’azienda deeptech italiana per approfondire la loro collaborazione tecnologica e industriale nel settore della robotica avanzata. Generative Bionics è specializzata nella realizzazione di robot umanoidi basati su Physical AI, che saranno il fulcro dell’accordo. In particolare, il grande protagonista sarà GENE.01, prodotto proprio dall’azienda.
Sono dunque previste analisi, sperimentazioni e valutazioni da sviluppare tramite percorsi congiunti. Ad esempio si capirà in che modo poter utilizzare gli umanoidi nel multiverso di Eni, a cominciare dalle attività di ispeziose, teleoperazione, assistenza remota e supporto in ambienti complessi. Il fine ultimo è quello di capire se grazie ai robot sia possibile rafforzare la sicurezza e l’efficienza operativa. Non solo. Oltre allo sviluppo del software, le due aziende si concentreranno sui materiali e i componenti. A metterli a disposizione è Versalis, la società chimica di Eni, attraverso le sue competenze su plastiche, gomme e altri materiali ricavati da fonti rinnovabili.
La collaborazione, si legge nella nota pubblicata da Eni, “si focalizzerà anche sull’evoluzione del sistema piede/scarpa di GENE.01, con l’obiettivo di realizzare soluzioni scalabili più leggere e resistenti, in grado di migliorare l’assorbimento degli impatti, l’aderenza, la durabilità e la semplicità di assemblaggio”. Sotto esame ci sono le pile per far funzionare i robot, per capire come utilizzarle e in che modo riciclarle.
Eni, inoltre, valuterà la possibilità di mettere a disposizione i propri siti industriali per eventuali attività produttive, di assembleaggio e testing incentrate sulla robotica avanzata. “Ciò potrà includere anche una potenziale cooperazione sull’utilizzo, smaltimento e riciclo di batterie nel ciclo di produzione di robot umanoidi di Generative Bionics”. Da ultimo, si tenterà di supportare lo sviluppo, l’addestramento e la validazione dei modelli di Physical AI tramite le capacità di High Performance Computing di Eni.
Come sottolinea il ceo di Generative Bionics, Daniele Pucci, “man mano che i robot umanoidi si spostano dai laboratori di ricerca al campo, la domanda decisiva non è più solo quanto sia avanzata la Pshycal AI”. Ciò che conta è piuttosto “dove e come questi sistemi vengono convalidati, e con chi. Eni offre capacità industriali, materiali e informatiche di livello mondiale. Insieme – conclude – vogliamo trasformare questa combinazione di risultati”.
















