Francia e Germania chiedono all’Ue un nuovo strumento per reagire alle distorsioni del mercato globale. Nel mirino soprattutto la Cina, tra dumping, sovraccapacità produttiva e manipolazione valutaria
Affrontare le distorsioni del mercato, mettendo un freno a quei soggetti extra Ue che non rispettano le regole del gioco. L’Ue si desta dal torpore commerciale degli ultimi anni e prova ad immaginare una mossa che preservi il suo tessuto industriale (sperando non sia troppo tardi). Per questa ragione Francia e Germania hanno messo nero su bianco ai vertici Ue cosa occorre per ripartire: un nuovo strumento Ue per bloccare istantaneamente l’accesso della Cina al mercato.
Pur se non citata esplicitamente nella lettera indirizzata da Merz e Macron a Von der Leyen, appare evidente il riferimento dell’iniziativa. La differenza rispetto al passato e’ netta: la nuova clava nelle mani di Bruxelles servirebbe ad affrontare distorsioni che vanno oltre il tradizionale dumping o i sussidi, includendo all’interno dei target anche le pressioni politiche o economiche e la manipolazione valutaria, ma solo il caso di paesi terzi intenzionati a causare gravi distorsioni.
Entrando nello specifico, l’azione si tradurrebbe in un blocco immediato (il cosiddetto kill switch), consentendo a Bruxelles di reagire rapidamente tramite poteri in capo alla Commissione.
La strategia è stata illustrata in un documento congiunto redatto dai due maggiori membri del blocco e in una lettera indirizzata alla Presidente della Commissione Europea, in cui c’è scritto: “Abbiamo bisogno di uno strumento credibile nelle mani della Commissione che consenta una reazione decisiva e sistemica – ovvero attivabile tramite maggioranza qualificata inversa – e l’adozione di misure forti, fino all’esclusione immediata dal mercato interno se necessario”.
I Paesi coinvolti sono quelli che praticano regolarmente “deficit commerciali insostenibili con partner chiave”, “eccesso di capacità strutturale”, “dumping, sussidi eccessivi e generalizzati”, fino alla manipolazione e alla sottovalutazione valutaria.
Fino a pochi mesi fa, pero’, Berlino e Parigi avevano sensibilità diverse sul tema cinese. Macron si è distinto nello scorso biennio per una notevole vicinanza a Pechino, sfociata in visite e incontri ufficiali caratterizzati quasi dalla voglia di spostare ad oriente il baricentro geopolitico della Francia.
Per quattro volte in otto anni il presidente francese e’ stato ricevuto da Xi. Nel 2023 il vertice più significativo, in cui si era temuto per la coesione euroatlantica dato il vigore delle parole di Macron verso la Cina.
















