Il farmaco può essere disponibile, ma il test necessario a individuare i pazienti candidabili alla terapia non sempre lo è alle stesse condizioni. È una delle contraddizioni che accompagnano lo sviluppo dell’oncologia di precisione in Italia, dove l’avanzamento della diagnostica molecolare e della farmacogenetica si confronta ancora con disparità territoriali, meccanismi di rimborso eterogenei e differenze nelle infrastrutture laboratoriali.
Il rapporto tra innovazione diagnostica, appropriatezza terapeutica ed equità di accesso è stato al centro del simposio promosso da AstraZeneca nell’ambito del XLVII Congresso nazionale della Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo), a Roma dal 5 all’8 novembre. Un’occasione di confronto tra clinici, farmacisti ospedalieri, rappresentanti dell’industria e del management sanitario sulle condizioni necessarie per accompagnare l’evoluzione della medicina di precisione, anche alla luce delle novità introdotte dal tariffario Lea.
Healthcare Policy ha raccolto le prospettive di alcuni protagonisti del confronto a margine.
Carmine Pinto, direttore Oncologia medica, Comprehensive cancer centre, Ausl-Irccs di Reggio Emilia
I test molecolari rappresentano un elemento fondamentale nella scelta delle terapie oncologiche personalizzate. La prospettiva clinica mette in evidenza l’importanza di allineare l’accesso alla diagnostica con quello ai farmaci, affinché le opportunità della medicina di precisione siano effettivamente disponibili per tutti i pazienti.
Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso e direttore generale ASL Roma 1
Trasformare l’innovazione in assistenza richiede anche modelli organizzativi capaci di accompagnarne l’introduzione nella pratica clinica. Dalle reti diagnostiche alla programmazione delle risorse, la prospettiva delle aziende sanitarie pone al centro la necessità di garantire percorsi di cura omogenei e accessibili.
Francesca Patarnello, VP market access & government affairs, AstraZeneca
L’accesso all’oncologia di precisione non dipende soltanto dalla disponibilità delle terapie. Occorre garantire anche la possibilità di effettuare i test necessari a individuare i pazienti candidabili ai trattamenti.
Raffaella La Russa, farmacista ospedaliera, Ospedale San Camillo Forlanini di Roma; coordinatrice area Medicina di precisione, Sifo
La medicina di precisione richiede nuove competenze e una collaborazione sempre più stretta tra professionisti sanitari. La prospettiva della farmacia ospedaliera sul contributo dei farmacisti alla personalizzazione delle cure, all’appropriatezza dei trattamenti e allo sviluppo di percorsi assistenziali integrati.
Lorella Lombardozzi, direttore Farmacia, Ospedale San Camillo Forlanini di Roma
L’evoluzione della diagnostica molecolare richiede una crescente integrazione tra competenze cliniche, farmaceutiche e organizzative. Un confronto sul ruolo della farmacia ospedaliera nel governo dell’innovazione e nella costruzione di percorsi capaci di coniugare appropriatezza terapeutica, sostenibilità ed equità di accesso.







