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Focus su Grillo, Casaleggio e i giornalisti

Beppe Grillo non soltanto scrive sul suo blog di non aver mai ipotizzato un appoggio a un governo Pdl-Pd ma ospita anche, sotto la testatina ‘balle quotidiane’, un intervento nel quale è la stessa giornalista della rivista ‘Focus’ che lo ha intervistato a smentire la versione che in Italia è stata data del colloquio.

“Mi sembrano tutti impazziti qui in Italia: la mia intervista per ‘Focus’ – si legge nel post firmato Petra Reski – non è ancora uscita e già viene citato Beppe Grillo con cose che non ha detto.
Questa tecnica mi ricorda un pò quel gioco da bambini, in tedesco si chiama ‘Stille Post’, giocare a passaparola. Sul sito di Focus è stato pubblicato un riassunto della mia intervista, e questo riassunto viene non tradotto, ma distorto, in una conclusione che ho appena letto sul sito della Repubblica: ‘Grillo: Sì al governissimo’ e poi ‘Grillo: Ok a governo Pd-Pdl, per legge elettorale e tagli”.

“Ma – si legge ancora – è una falsità! Sul sito di Focus non è scritto questo. E’ scritto: ‘Grillo non vuole fare una coalizione né con Pier Luigi Bersani, né con Silvio Berlusconi: ‘Se Pd e Pdl dicessero: ‘Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, massimo due legislature e vanno fuori tutti quelli che hanno più di due legislature’, così noi appoggiamo qualsiasi governo” diceva Grillo a Focus, e aggiungeva: “Ma non lo faranno mai. Loro bluffano per guadagnare tempo”. Per essere sicura di non averti citato in maniera sbagliata ho controllato di nuovo la trascrizione originale dell’intervista: “Se Pd e Pdl dicessero: ‘Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, due legislature andiamo fuori tutti quelli che abbiamo più di due legislature’, cosi noi appoggiamo qualsiasi governo, ma scherzi. Non faranno mai queste cose. Loro bluffano, hanno bisogno del tempo, ma non faranno mai queste cose”. Sul sito di Focus si legge esattamente questo. Insomma. Follia pura. Normalmente, alla fine del gioco di passaparola, si ride. Ma non mi viene da ridere di fronte ad un uso così scorretto – conclude la giornalista – della mia intervista”.



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