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La spia scoperta dall’IA. La nuova frontiera del controspionaggio tecnologico e il caso OpenAI

L’arresto di un ingegnere accusato di aver installato un dispositivo di intercettazione negli uffici di OpenAI rivela quanto sia diventata strategica la protezione dei segreti tecnologici. Ma soprattutto evidenzia un paradosso: l’intelligenza artificiale può essere utilizzata tanto per facilitare un’operazione di spionaggio quanto per individuarla e contrastarla. Una vicenda che apre nuovi interrogativi sulla sicurezza delle aziende tecnologiche e sulla competizione globale per il dominio dell’IA. L’analisi di Antonio Teti

Così la Russia alza il tiro contro i vertici dell’industria militare europea

Le rivelazioni del Financial Times indicano una nuova fase della guerra ibrida russa: nel mirino non solo infrastrutture e supply chain, ma anche manager e dirigenti delle aziende che sostengono l’Ucraina. Un’escalation che pone nuove sfide a intelligence, controspionaggio e sicurezza economica europea. L’analisi di Antonio Teti

Mosca accelera la guerra dei droni. Perché il Geran-5 preoccupa anche la Nato

Per decenni l’Europa ha costruito la propria difesa aerea prevalentemente pensando ad aerei, elicotteri, missili da crociera e missili balistici. La guerra ucraina sta dimostrando che il futuro sarà caratterizzato da una quantità enormemente superiore di oggetti volanti, estremamente diversi per costo, velocità, quota, firma radar e capacità di navigazione autonoma. Contro questa minaccia non è economicamente sostenibile affidarsi esclusivamente ai tradizionali sistemi missilistici, ma occorre una difesa aerea stratificata, capace di integrare sistemi di difesa aerea più sofisticati. Ma soprattutto occorre modificare la filosofia industriale. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara

Perché l’MI5 guarda alle università come nuovo fronte dello spionaggio cinese

L’allerta dell’MI5 sul Cgtri cinese va oltre il singolo caso: evidenzia come università e centri di ricerca siano diventati un terreno della competizione tecnologica e geopolitica. La sfida sarà conciliare cooperazione scientifica, trasparenza e sicurezza. L’analisi di Antonio Teti

Droni russi dal mare contro l'Italia? Cosa cambia con l'allarme attribuito alla Cia

Non è tanto la capacità distruttiva di un singolo drone a rendere inquietante l’allarme che arriva dalla Spagna. È il possibile cambiamento del paradigma operativo: trasformare il Mediterraneo, e soprattutto il traffico mercantile che quotidianamente lo attraversa, in una potenziale piattaforma occulta dalla quale proiettare una minaccia verso il territorio europeo

Cyberattacco in Uk, dietro l’operazione l’ombra di Scattered Spider? La versione di Teti

La vera domanda non è semplicemente chi abbia attaccato gli aeroporti britannici, ma potrebbe essere molto più complessa: chi ha ottenuto l’accesso, chi ha sottratto i dati, chi sta conducendo l’estorsione e, soprattutto, nelle mani di chi finiranno domani le informazioni di 8,7 milioni di persone? L’analisi tecnica di Antonio Teti

Il misterioso aereo della Cia racconta la nuova frontiera delle operazioni clandestine

Un Cessna Citation Longitude collegato a una società opaca della Virginia sarebbe stato impiegato in operazioni di sorveglianza legate a presunte attività clandestine della Cia nel Pacifico. Il caso illustra l’evoluzione dell’intelligence moderna tra droni, Isr, covert action e guerra al narcotraffico. L’approfondimento di Antonio Teti

Ma quale classifica, l’intelligence non è uno sport olimpico. La versione di Teti

La graduatoria pubblicata dal settimanale francese L’Express e rilanciata anche dalla stampa italiana, nella quale l’Italia viene collocata soltanto al quindicesimo posto, parte da un metodo di classificazione profondamente discutibile. L’intelligence, infatti, non è uno sport olimpico. Non esistono cronometri, statistiche pubbliche o classifiche Fifa che consentano di stabilire con precisione quale servizio sia migliore di un altro. Ecco perché secondo Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara

Perché il decreto sul riconoscimento facciale non è una deriva contro la privacy. La lettura di Teti

L’intelligenza artificiale applicata al riconoscimento facciale rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per individuare soggetti pericolosi, ricostruire movimenti, identificare responsabili di reati complessi e accelerare le attività investigative. Naturalmente il suo impiego deve essere rigorosamente disciplinato. Ed è esattamente ciò che fa il decreto italiano. Il commento di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara

Iran, i siti segreti della Cia e l'ombra di Mosca. Ecco la nuova fase della guerra dell'intelligence

L’episodio dei presunti attacchi contro siti riconducibili alla Cia rappresenta, indipendentemente dall’eventuale coinvolgimento russo, il simbolo di una trasformazione destinata a caratterizzare gli equilibri strategici dei prossimi decenni. Che l’Iran abbia agito grazie a un sostegno esterno oppure attraverso capacità sviluppate autonomamente, il messaggio strategico resta lo stesso: la competizione globale si sta spostando sempre più nel terreno invisibile dell’informazione. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara

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