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Riconoscimento facciale e IA, perché il decreto non rappresenta una deriva contro la privacy. La lettura di Teti

L’intelligenza artificiale applicata al riconoscimento facciale rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per individuare soggetti pericolosi, ricostruire movimenti, identificare responsabili di reati complessi e accelerare le attività investigative. Naturalmente il suo impiego deve essere rigorosamente disciplinato. Ed è esattamente ciò che fa il decreto italiano. Il commento di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara

Iran, i siti segreti della Cia e l'ombra di Mosca. Ecco la nuova fase della guerra dell'intelligence

L’episodio dei presunti attacchi contro siti riconducibili alla Cia rappresenta, indipendentemente dall’eventuale coinvolgimento russo, il simbolo di una trasformazione destinata a caratterizzare gli equilibri strategici dei prossimi decenni. Che l’Iran abbia agito grazie a un sostegno esterno oppure attraverso capacità sviluppate autonomamente, il messaggio strategico resta lo stesso: la competizione globale si sta spostando sempre più nel terreno invisibile dell’informazione. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara

SocGholish, Evil Corp e la nuova dottrina contro il cybercrime globale. L’analisi di Teti

SocGholish, conosciuto anche come FakeUpdates, è una minaccia attiva da anni e particolarmente pericolosa perché non si limita a infettare singoli computer. Il suo vero valore criminale consiste nella capacità di creare accessi iniziali ai sistemi compromessi. E nel mondo del cybercrime contemporaneo l’accesso iniziale è una merce strategica. L’analisi di Antonio Teti, docente universitario ed esperto di intelligence, cybersecurity e geopolitica tecnologica

La guerra senza confini. Come il report dell'Odni ridefinisce intelligence, potere e conflitto

Le minacce non sono più eventi ma condizioni permanenti. Il nuovo Annual Threat Assessment descrive un sistema internazionale dominato da competizione continua, tecnologie emergenti e conflitti a bassa visibilità, in cui intelligence e informazione diventano strumenti centrali del potere. L’analisi di Antonio Teti, esperto di intelligence, cybersecurity e intelligenza artificiale, docente dell’Università G. d’Annunzio

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