Le attese non sembrano essere andate deluse. Sotto la pioggia battente e continua, con una Piazza Duomo gremita e cinta quasi d’assedio dalle forze dell’ordine, l’atto fondatore dell’ “Internazionale sovranista” può dirsi compiuto. Va dato atto a Matteo Salvini, sempre più impelagato apparentemente nella kermesse quotidiana con i Cinque Stelle, di aver dato prova di aver capito che la vera…
Corrado Ocone
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Perché in campagna elettorale non fermiamo le notizie giudiziarie? Come per i sondaggi
Puntuale come un orologio, sotto elezioni, arriva implacabile la mannaia della giustizia. Colpisce a destra e a manca, indifferentemente, ma sempre con maggiore forza i potenti di turno le forze politiche in ascesa. Sta accadendo anche questa volta e ad essere sotto il fuoco dei magistrati è soprattutto la Lega di Salvini, che secondo i sondaggi è di gran lunga…
Se Giorgetti evoca la crisi di governo, le cose si mettono male
Non c’è dubbio che se un uomo esperto e prudente come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti evoca concreti scenari di crisi, le cose si mettono davvero male per il governo gialloverde. Ed è inutile mettere in campo la razionalità, che imporrebbe una riappacificazione fra i due vicepremier, almeno dopo le elezioni europee: la politica, come ho più…
Renzi e Berlusconi, le convergenze sono parallele anche nel declino
Quelle di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sono due storie parallele e per alcuni versi speculari. Prima “complici” nel “patto del Nazareno”, poi protagonisti di una rottura tanto traumatica quando rancorosa come quella fra due amanti che si erano cercati e poi si son sentiti traditi. Infine, il comune declino per mano di forze che hanno esaltato al massimo grado…
Gli elettori vogliono cambiare, anche se non sanno cosa e come
Dobbiamo credere o no ai sondaggi elettorali? Sono affidabili? La prova di validazione, che sarebbe la via maestra per rispondere alla domanda, ci offre risposte contraddittorie. Almeno in Italia, a volte i sondaggi si sono mostrati attendibili e altre volte no. La scienza demoscopica ha molto affinato col tempo i suoi strumenti, ma il margine di imprevedibilità resta molto alto.…
Senza Conte, il governo gialloverde avrebbe fallito
Non è dato sapere se quel che si legge in questi giorni sui giornali sia vero, oppure faccia parte del gioco, alquanto pericoloso, che le due forze di governo stanno conducendo. Matteo Salvini avrebbe detto che Giuseppe Conte ha perso la sua fiducia, che non lo considera più super partes da quando sulla vicenda di Armando Siri ha preso sostanzialmente…
La fatwa del Salone del libro di Torino è anche colpa del centrodestra
Ci risiamo. È una vecchia storia quella che si vede in questi giorni al Salone del libro di Torino. E non concerne solo questa manifestazione, ma la più parte dei festival più o meno “culturali” che si svolgono in giro per l’Italia durante tutto l’anno. I quali sono a tutti gli effetti uno dei più potenti strumenti in mano a…
Il caso Siri conferma che il garantismo non è ancora spendibile in Italia
La vicenda del sottosegretario Armando Siri, in pratica dimissionato dal governo contro la sua volontà, la dice lunga su molti aspetti della politica italiana attuale. Come il presidente del Consiglio ha giustamente sottolineato, la decisione è stata tutta politica. Il richiamo alla sobrietà rivolto ai Cinque Stelle ("non cantate vittoria!"), contestualmente all’invito alla Lega a non chiudersi in modo corporativo,…
Il primo maggio è una festa che ha perduto l'anima
Di questo passo, del primo maggio non rimarrà che lo stantio rito del concerto di piazza San Giovanni. Dove ci si va per far casino, baldoria, e, se proprio si è un po’ politicizzati, per dire e sentirsi dire dai conduttori che i potenti della terra stanno portando alla rovina il pianeta e che in Italia c’è il “nuovo fascismo”…
Per capire la querelle sulle Province serve Checco Zalone
Vi ricordate la scena finale di Quo vado?, il film di Checco Zalone che ebbe qualche anno fa tanto successo ai botteghini? Il protagonista, dopo varie peripezie, ritrovava il suo “posto fisso” minacciato dalla legge che lo aboliva: avrebbe continuato a lavorare sotto casa senza fare praticamente altro che il passacarte. Una sola cosa era cambiata: la targhetta all’ingresso dell’ufficio…
















