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L’Italia e il Board di Gaza. Il precedente della Mfo raccontato da Caffio

Qualcosa non torna nello Statuto del Board of Peace (BoP) a cominciare dal suo carattere di organizzazione internazionale con funzioni globali, nonostante l’approvazione ricevuta dal Consiglio di sicurezza sia legata alla crisi di Gaza. Più che legittime le perplessità italiane. Eppure, per certi versi il Board ripete la vicenda della creazione della Multinational Force and Observers (Mfo), operante con successo in Sinai dal 1982, unica Forza di peace-keeping svincolata dall’Onu, con cui noi collaboriamo dall’inizio

Dal Trattato del 1920 alla Nato, l’evoluzione della presenza italiana nell’Artico. Scrive Caffio

La strategia artica italiana è volta a preservare l’Artico come zona di pace, cooperazione e prosperità. Di fronte alle molte minacce che caratterizzano la regione, il nostro Paese segue un approccio basato sul diritto internazionale facendo perno sul ruolo della Nato di deterrenza e difesa per il libero uso dei mari polari. Sullo sfondo si intravede il pericolo di una Russia pronta ad arroccarsi nei suoi vastissimi possedimenti del Grande Nord, sino ad oggi inaccessibili ma ora destinati ad aprirsi alla navigazione internazionale ed alla competizione energetica

Tutti gli scenari della nuova guerra fredda navale. L'analisi di Caffio

La prassi applicativa del diritto internazionale, come dimostrano le recenti crisi, è in fase di evoluzione. Ha fatto sinora eccezione il mare dove continua a vigere la libertà di navigazione ed il rispetto della bandiera. Come interpretare allora l’escalation rappresentata dai recenti casi di sequestro in acque internazionali come quello della “Marinera”? Sono episodi legati al “conflitto” tra Usa e Venezuela, oppure costituiscono una svolta che prelude ad una generalizzata “guerra marittima”?

Cosa c'è dietro il blocco delle coste in Venezuela. L'analisi di Caffio

Gli Stati Uniti hanno scelto il mare come teatro privilegiato delle loro guerre ibride basate sull’applicazione di contromisure ad atti illeciti. A farne le spese è stato sinora il Venezuela. Prima con gli strikes contro i trafficanti di droga. Ora con una sorta di blocco navale per impedire l’esportazione di petrolio in violazione delle proprie sanzioni. Sullo sfondo si intravede l’obiettivo di danneggiare gli acquirenti come la Cina che è sotto tiro anche per le forniture via mare di materiali dual use all’Iran

La Cina nel Mediterraneo, uno scenario possibile raccontato dall'amm. Caffio

Contenere l’espansionismo cinese nel Mar della Cina in violazione del diritto internazionale è un obiettivo degli Stati Uniti e del G7. Dopo aver avanzato pretese territorialistiche in vasti spazi marittimi al largo delle proprie isole, Pechino ora si mostra paladina della libertà dei mari in vari quadranti -Mediterraneo compreso – per proteggere i suoi traffici marittimi

Grecia, Libia e Malta. Le ultime mosse sulle Zee viste da Caffio

Mentre l’Italia si avvia ad istituire mini-Zee, altri Paesi si agitano per affermare le loro pretese marittime. La recente proposta della Grecia di organizzare un forum sulle delimitazioni nel Mediterraneo orientale va vista come tentativo di affrontare in ambito multilaterale, assieme all’Egitto, i forti contrasti con Libia e Turchia. Il punto dell’ammiraglio Fabio Caffio

Quale futuro per i mari della Palestina? Scrive Caffio

La complessa situazione degli spazi marittimi avanti a Gaza non è destinata a chiarirsi a breve. La definizione del loro status è  un tema controverso con cui dovrà confrontarsi la futura Amministrazione di transizione. Varie le questioni  riguardanti, ad esempio, la revoca da parte israeliana delle limitazioni alla pesca della popolazione locale. E poi: le concessioni israeliane di ricerca del gas della Zee di Gaza saranno ancora valide? Le pretese della Palestina sulla stessa zona saranno riconosciute? Quanto al blocco navale decretato dello Stato ebraico nel 2009 è ipotizzabile una sua sospensione ma non un annullamento definitivo. L’analisi dell’ammiraglio Caffio

La Marina protegge la Flotilla nel rispetto del diritto internazionale. Scrive Caffio

L’invio della nave Fasan a protezione degli italiani presenti sulle imbarcazioni della Global sumud flotilla diretta a Gaza è una misura preventiva aderente al diritto internazionale ed alle attribuzioni della Marina. Non si tratta di contrapporsi in mare a chi intende usare la forza verso cittadini ed imbarcazioni italiane, ma di avvalersi del diritto di tutelarne la vita e l’integrità qualora si manifesti una situazione di pericolo. L’analisi dell’ammiraglio Fabio Caffio

Garanzie di sicurezza per l'Ucraina, cosa può insegnare il caso maltese. L'analisi di Caffio

La formula dell’art. 5 è senz’altro il principale termine di riferimento per immaginare gli impegni di sicurezza occidentali in favore dell’Ucraina. Tuttavia essa è una clausola che potrebbe non adattarsi agli ordinamenti costituzionali dei Paesi che la adottassero per Kyiv. Più correttamente, se si vuole pensare ad un precedente, bisognerebbe guardare alla garanzia dell’indipendenza (e neutralità) maltese che l’Italia ha assunto con l’accordo del 1980. L’analisi dell’ammiraglio Fabio Caffio

Trump, Putin e le ambizioni (anti-cinesi) sull’Artico. L'analisi dell’ammiraglio Caffio

Il summit di Anchorage ci ricorda che Usa e Russia, oltre a riproporsi come superpotenze planetarie, sono anche Paesi che si affacciano sul Grande Nord. In teoria c’è rivalità tra i due Paesi, anche per via della presenza delle forze Nato ai confini terrestri e marittimi della Russia. Di fatto, entrambi potrebbero aspirare ad agire nell’Artico con le mani libere dai trattati marittimi, magari cercando di tenere a bada la Cina. La riflessione dell’ammiraglio Fabio Caffio

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