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Mediterraneo orientale. Le giravolte di Turchia, Libia ed Egitto spiegate da Caffio

Il contestato Memorandum del 2019 Turchia-Libia sulla delimitazione della piattaforma continentale, con la ratifica dell’Assemblea di Bangasi, irrompe sulla scena del Mediterraneo orientale. Apparentemente si aggrava la contrapposizione tra i due assi Turchia-Libia e Grecia-Turchia. In realtà s’intravede la mano di Ankara per favorire l’unificazione libica, riappacificarsi con Haftar e forse concordare un confine della Zee col Cairo. L’Italia, in ogni caso, è interessata agli sviluppi della questione

Verso dove punta l'escalation nel Mar Nero. La riflessione di Caffio

Il Mar Nero torna al centro della scena con l’attacco di droni, forse russi, a mercantili neutrali nelle Zee di Bulgaria e Romania, membri di Nato e Ue. Un fatto che rivela i limiti del controllo turco e favorisce Mosca, dato che dal 2022 Montreux impedisce all’Alleanza di inviare proprie unità. A meno che l’obiettivo nascosto non sia proprio mettere in discussione la Convenzione

Le nuove frontiere del mare italiano. Così lo Stato rafforza sovranità e sicurezza

Difesa e sicurezza s’intrecciano in mare in un’epoca di minacce ibride. L’Italia è impegnata a rafforzare il suo dispositivo interministeriale di azione sul mare mediante nuovi provvedimenti sui limiti di tutte le acque nazionali e sulla zona contigua; la certezza dei nostri confini è fattore per l’affermazione della proiezione marittima del Paese

Il mare come risorsa energetica strategica per l’Italia. L'analisi di Caffio

“Intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari”, ha detto la premier Meloni a Bari ribadendo un proposito già espresso nel suo discorso di insediamento nel 2022. Spinta dalla crisi di Hormuz, l’Italia prova a diversificare le sue fonti energetiche. Le risorse marine naturali, a lungo trascurate, tornano così al centro dell’agenda politica. Ed è il momento di avviare finalmente l’eolico in mare, anche per ridurre gli esorbitanti costi della bolletta elettrica

Hormuz verso la normalizzazione? Tutti gli scenari secondo Caffio

Una lenta normalizzazione si profila ad Hormuz con gli Usa impegnati nello sminamento e nella libertà di transito. L’Iran cerca di mantenere il suo ruolo di interdizione cercando anche di far cassa; l’Oman sembra non contrastarlo. I Volenterosi stanno alla finestra. I nostri cacciamine a Gibuti sono sempre pronti ad entrare in azione. Cresce la pressione dello shipping internazionale per la piena ripresa della navigazione. L’opinione di Fabio Caffio

Sull'immigrazione irregolare le storie di Roma e Madrid non si possono paragonare. L'opinione di Caffio

Madrid vuol far credere che le sue ritorsioni a Schengen contro di noi siano connesse alla forte pressione migratoria verso l’Italia. Il nostro Paese è ancora una meta ambita, anche se i numeri indicano un trend in calo. Ma noi non abbiamo praticato sistematici respingimenti come la Spagna, cui vanno anche addebitati carenti soccorsi in mare. L’opinione di Fabio Caffio

Perché l’Italia protegge la libertà di navigazione nel Mar Rosso. L'analisi di Caffio

Le navi italiane continueranno a pattugliare lo stretto di Bab el Mandeb, nonostante gli attacchi degli Houthi, ha detto il ministro Crosetto riaffermando un ruolo ineludibile del nostro Paese. Lo sforzo della Marina in scenari oltremare andrebbe considerato nella ripartizione delle risorse della Difesa. L’analisi dell’ammiraglio Fabio Caffio

Gli Usa a guardia dello Stretto di Hormuz? Perché per Caffio è un ritorno al passato

Gli Stati Uniti come custodi dello Stretto rappresentano un ritorno al ruolo storico di garanti mondiali della libertà di navigazione. Incomprensibili però le richieste di compenso per un’attività che le Marine sono tenute a svolgere per istituto. Sarebbe il momento per i volenterosi di concertare con gli Usa la loro missione di peace-keeping navale nello Stretto

Hormuz, cosa cambierà davvero con l’intesa tra Usa e Iran

La riapertura di Hormuz non è un ritorno al passato. Ora che Teheran ha rafforzato le sue pretese territorialistiche lo stretto è meno internazionale. Il silenzio dell’Oman complica la situazione. I Paesi del G7 insistono giustamente sull’incondizionata libertà di navigazione. Il ruolo dell’Italia. L’analisi dell’ammiraglio Fabio Caffio

Sicurezza underwater, a Singapore si certifica il modello italiano. L'analisi di Caffio

Il Forum dello Shangri-La Dialogue tenutasi a Singapore conferma la validità del modello italiano sulla sicurezza subacquea basato sul ruolo di deterrenza della Difesa, sulla cooperazione internazionale e sulla collaborazione pubblico-privato nella protezione delle infrastrutture critiche subacquee. L’Italia è già avanti col Polo nazionale della subacquea e con la costituenda Agenzia che fanno perno sulla Marina

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