Dopo l’invio a sostegno di Israele del gruppo portaerei della Uss Gerald R. Ford, gli Stati Uniti manderanno nel Mediterraneo una seconda portaerei. L’Uss Eisenhower consentirà a Washington la continua partecipazione allo schieramento di deterrenza stabilito dopo l’invasione russa dell’Ucraina, permettendole al contempo di assicurare la sua vicinanza all’alleato israeliano
Marco Battaglia
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L’Europa ha bisogno di una difesa missilistica. I piani Nato, Ue e nazionali
Il Vecchio continente ha bisogno di dotarsi di un sistema di difesa antiaerea e antimissilistica. Le iniziative in campo Nato e Ue si susseguono, e l’Italia può essere protagonista anche grazie alla partecipazione delle sue realtà industriali di settore, come Mbda
Una portaerei europea? Per Breton (e Fincantieri) si può fare
Per il commissario Ue al Mercato interno, Thierry Breton, l’Unione deve aumentare il suo livello di ambizione nella difesa, e lancia l’idea di un portaerei europea, oltre che di sistemi di difesa antiaerea e spaziali comuni. Per Fincantieri, veterana delle collaborazioni navali europee, l’idea si può fare, basta avere la volontà politica
Serino presenta il Calendario dell’Esercito 2024
A Palazzo Esercito, il capo di Stato maggiore, generale Pietro Serino, accompagnato dagli storici Giuseppe Pardini e Virgilio Ilari, e alla presenza del sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, presenta il Calendario dell’Esercito del 2024. Una riflessione storica sugli uomini che furono protagonisti, prima e dopo l’8 settembre, della Liberazione d’Italia
La super portaerei Uss Ford a difesa di Israele. La decisione del Pentagono
Gli Stati Uniti hanno deciso di inviare a sostegno di Israele l’intero gruppo portaerei della Uss Gerald R. Ford, la più moderna superportaerei a propulsione nucleare della sua flotta. Il Ford si trovava già nel Mediterraneo come parte del dispositivo di deterrenza alleato nei confronti della crisi russa, e questo invio improvviso dimostra l’importanza della presenza Usa negli equilibri del Mare nostrum
F-35 in Danimarca. Cresce la presenza europea del caccia
La Danimarca ha celebrato ufficialmente l’arrivo nel Paese dei primi quattro velivoli F-35A Lightning II, che si troveranno in modo permanente presso la base aerea di Skrydstrup. Il Paese diventa il quinto in Europa ad accogliere i caccia di Lockheed Martin, un trend che porterà nel 2035 ad avere oltre seicento F-35 dislocati sul continente, dotando più della metà delle forze aeree europee
Tecnologie emergenti per la Difesa. Rischi e opportunità all’evento di Elesia
Le Key enabling technologies, cioè quelle tecnologie abilitanti per lo sviluppo di sistemi all’avanguardia, saranno fondamentali per l’evoluzione di nuove capacità per i settori della difesa e della sicurezza. Un traguardo che potrà essere raggiunto anche grazie a una più stretta sinergia tra i settori militare e civile. Di questo si è parlato all’evento organizzato da Elesia “Key enabling technologies (KETs) – Soluzioni per le nuove sfide nei cinque domini”
Cavo Dragone nuovo presidente del Comitato militare Nato. Tutte le sfide
Classe 1957, pilota e paracadutista, sarà l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone a prendere il posto dell’ammiraglio Rob Bauer alla guida del Comitato militare Nato. Tante le sfide che attendono l’ufficiale italiano, dal rafforzamento della deterrenza Alleata, al sostegno all’Ucraina fino agli investimenti nella Difesa dei Pesi alleati e la produzione di munizioni
La Difesa polacca punta al 4%. Opportunità da Varsavia per Perego di Cremnago
Le Forze armate polacche saranno rinforzate drasticamente nei prossimi anni, con Varsavia che superata la soglia del 2% del Pil da destinare alla Difesa già guarda oltre, verso il 4%. Intervista a Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa
Spese per la Difesa. Per Stoltenberg bene la crescita, ma l’obiettivo è il 2%
Le spese per la Difesa crescono in tutti i Paesi Nato, un aumento che raggiungerà per il 2023 l’8%. Ma molti Stati sono ancora lontani dalla soglia del 2% del Pil da destinare al budget militare. Un buon trend, ma per il segretario generale della Nato, “ancora non ci siamo”. Un allarme che si riverbera nella polemica italiana sul tema delle spese militari















