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Da Bretton Woods a Hormuz. Perché la forza non basta più a difendere il primato del dollaro

Il dollaro, il petrolio, l’oro e la nuova geografia del capitale. Stati Uniti, Cina ed Europa dispongono degli strumenti della potenza, ma nessuno di loro, da solo, riesce più a trasformarli in ordine. L’analisi di Raffaele Volpi

Trump, il prezzo dell’insicurezza e il conto dell’Europa. La riflessione di Volpi

Le democrazie impegnano la propria credibilità quando chiedono sacrifici in nome della sicurezza. Devono saper dimostrare che quei sacrifici costruiscono una prospettiva sostenibile. All’Europa spetta questa responsabilità: trasformare la propria forza economica in capacità di scelta. Altrimenti continuerà a finanziare le conseguenze di decisioni sulle quali pesa troppo poco

Tre lezioni da Fairford, la notte in cui il fronte è arrivato in un villaggio inglese. L'analisi di Volpi

Tre furgoni, una telefonata, cinque arresti accanto alla base dei bombardieri americani. Le retrovie non esistono più, e la lezione riguarda da vicino anche l’Italia. La ricostruzione di Raffaele Volpi

Le spie del finger food, dietro i buffet dove si coltivano fonti e influenza. Scrive Volpi

Ricevimenti, feste nazionali e circoli culturali sono il luogo dove si seleziona chi verrà coltivato e dove si fanno circolare le notizie che si vogliono far credere. Tra i professionisti ci si conosce: il rischio vero è l’ospite che non sa di essere osservato, o usato. La riflessione di Raffaele Volpi

Il drone, la firma e la decisione. Perché l'Europa deve fare intelligence insieme

Lipsia ha mostrato che attribuire il drone esplosivo alla Russia è un atto politico, non tecnico. E che una guerra lunga sta diventando il pretesto di provocazioni più pericolose di quanto appaiano. Il commento di Raffaele Volpi, già presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica e già sottosegretario di Stato alla Difesa

La stanza senza verbale. Il viaggio di Ratcliffe letto da Volpi

Il viaggio del direttore della Cia a Mosca ricorda una cosa che si preferisce non nominare: quando i governi non possono parlarsi, a tenere aperta la linea sono gli apparati. È una funzione discreta, costruita su fiducia personale e continuità, e nel Mediterraneo è ormai il vero motore della mediazione. La riflessione di Raffaele Volpi

Colleferro, il secondo boato. La battaglia che si combatte dopo l'esplosione

A Colleferro l’esplosione si è sentita a trenta chilometri. La seconda, quella fatta di parole, ha viaggiato molto più lontano. Ed è quella su cui vale la pena ragionare. Il commento di Raffaele Volpi

Intelligence militare, chi tiene il filo del comando? La riforma della Difesa letta da Volpi

Il riassetto dell’intelligence militare e del dominio cibernetico è una scelta giusta e tardiva. Ma lascia aperta la domanda che nelle crisi arriva sempre per prima: chi decide e davanti a chi risponde. L’analisi di Raffaele Volpi

Perché la crisi di Hormuz non ha prodotto lo shock energetico che tutti aspettavano

La lezione di Hormuz è semplice e scomoda insieme. Le strozzature contano meno di quanto ci siamo abituati a credere; contano molto di più le alternative che si sono costruite prima, quando nessuno guardava. Vale per l’energia oggi, varrà domani per i semiconduttori, per le terre rare, per i cavi sottomarini. Chi ha alternative non si fa ricattare. Chi non le ha negozia sempre da una posizione in cui il prezzo lo decide qualcun altro. Il commento di Raffaele Volpi

Dal blocco navale allo Shandong. La strategia della Cina dietro la crisi iraniana

Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti all’Iran mostra i limiti delle sanzioni e sposta l’attenzione sulla Cina, vero perno della resilienza energetica di Teheran. Tra raffinerie dello Shandong, pagamenti in yuan e filiere parallele, emerge la strategia con cui Pechino costruisce influenza globale. L’analisi di Raffaele Volpi

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